Paolo Giovio (tradotte da Lodovico Domenichi)
Gli elogi, vite brevemente scritte d’huomini illustri di guerra, antichi et moderni
In Venetia, appresso Francesco Bindoni, 1558
Descrizione:
Formato: cm 15,5 x 11 – Pagine: 574 [ma 575], (1) – Legatura: Pergamena semirigida restaurata – Stato di conservazione: Buono Provenienza: Ex-libris inciso con le iniziali “M. B.” raffigurante il leone marciano e il motto “TI CO NU NU CO TI” applicato alla controguardia anteriore.
Prima edizione veneziana delle celebri Vite di Paolo Giovio, dedicate a condottieri e personaggi illustri dell’antichità e dell’età moderna. Tradotta in volgare da Lodovico Domenichi, l’opera rappresenta una delle più importanti raccolte biografiche del Rinascimento, ispirata a modelli classici (Plutarco) ma aggiornata alla sensibilità e ai protagonisti del tempo. Il frontespizio è ornato da una bella marca tipografica raffigurante una mano che regge un ramo di palma e una torcia fiammeggiante con occhio radiante, da cui si sprigiona luce: allegoria della gloria e della conoscenza.
L’opera si apre con una dedica di Domenichi a Iacopo VI Appiano d’Aragona, Signore di Piombino. La numerazione dell’ultima carta reca l’errore tipografico 574 invece di 575, ma la segnatura è continua e completa. La legatura in pergamena coeva, sobria e autentica, è stata restaurata con cura mantenendone il carattere originale. Presente un piccolo ex-libris figurato incollato alla seconda coperta, con iniziali M.B. e insegna araldica veneziana.
Approfondimento sull’iconografia della marca tipografica
La marca tipografica impiegata da Francesco Bindoni al frontespizio dell’edizione veneziana del 1558 è un raffinato esempio di simbologia rinascimentale legata all’editoria. L’immagine mostra una mano che emerge da una nube e regge una torcia accesa avvolta da un ramo di palma, da cui si dipartono raggi di luce che culminano in un occhio fiammeggiante. Questa rappresentazione, che sintetizza luce, conoscenza e virtù, riflette un tipico motto umanistico: la claritas del sapere e la gloria dell’impresa eroica. Il ramo di palma simboleggia la vittoria e l’eccellenza morale, mentre la torcia allude alla diffusione della sapienza e alla forza illuminante della verità. L’occhio, elemento centrale, richiama la divina provvidenza e la visione superiore, in linea con la vocazione dell’opera di Giovio a offrire ritratti esemplari di uomini illustri per le future generazioni.
Approfondimento sull’ex-libris con il motto “TI CO NU NU CO TI”
L’ex-libris applicato alla controguardia del volume è un interessante segno di possesso di gusto neoclassico. L’elemento centrale è lo stemma con il leone marciano, che tiene il Vangelo aperto con la scritta PAX TIBI MARCE EVANGELISTA MEVS, figura emblematica della Repubblica di Venezia. In alto, tre maschere coronate o teste leonine sormontano il campo, mentre le lettere “M. B.” compaiono agli angoli superiori. Nella parte inferiore è leggibile il motto “TI CO NU NU CO TI”, palindromo veneziano che si sviluppa anche come quadrato magico lessicale. La frase può essere letta in più direzioni, come metafora della continuità, stabilità e simmetria, ed è spesso associata a giochi linguistici eruditi e a un collezionismo antiquario sofisticato. L’ex-libris potrebbe appartenere a una biblioteca privata veneziana di ambito nobiliare o intellettuale, legata a cultori di studi umanistici.














