INVESTI in Arte, Cultura e Bellezza -> Sconto 18%
, , ,

Quinto Cenni – L’Esercito Italiano. Schizzi Militari raccolti e disegnati da Q. Cenni – Milano, Editore A. Vallardi, s.d. (fine XIX – inizi XX sec.)

350,00  287,00 

Splendido album litografico dell’Esercito Italiano illustrato da Quinto Cenni, con 12 tavole a fisarmonica a colori raffiguranti uniformi, corpi e specialità del Regno d’Italia. Esemplare perfetto e brillante, raro in queste condizioni. Titolo fondamentale per collezionisti di uniformologia italiana.

Disponibilità: 1 disponibili

- +

Quinto Cenni

L’Esercito Italiano. Schizzi Militari raccolti e disegnati da Q. Cenni 

Milano, Editore A. Vallardi, s.d. (fine XIX – inizi XX sec.)

Descrizione fisica

Volume in formato cm 20,5 × 16, completo.
Contiene 12 tavole a fisarmonica (leporello) con splendide illustrazioni a colori raffiguranti i reparti dell’Esercito e della Marina del Regno d’Italia.

Tutte le tavole sono firmate e realizzate da Quinto Cenni, massimo illustratore militare italiano dell’Ottocento.

Legatura

Legatura editoriale originale in cartoncino rigido illustrato a colori, con una vivace scena di cavalleria (trombettiere a cavallo), anch’essa firmata da Cenni.
Dorso in tela rossa, piatti ben conservati, colori freschi.

Contenuto

Le dodici tavole a colori, in sequenza a fisarmonica, presentano:
– uniformi della Marina (ufficiali, marinai, capi di servizio);
– reparti di fanteria di linea, granatieri, bersaglieri;
compagnie alpine;
cavalleria e carabinieri;
– reparti speciali e servizi d’arma del Regio Esercito post-unitario.

Ogni tavola è accompagnata da didacalia esplicativa con indicazione dei corpi, dei gradi e dell’uniformologia.
La colorazione litografica è brillante, ottimamente conservata.

Iconografia

Cenni raffigura con precisione filologica le varie tipologie di uniforme:
– correttezza delle proporzioni,
– accuratezza dei dettagli (spalline, alamari, sciabole, copricapi, nappine, pennacchi),
– fedeltà cromatica,
– posture tipiche dei corpi militari.

Le scene di gruppo, spesso animate, conferiscono dinamismo e realismo al repertorio iconografico.

Stato di conservazione

Esemplare eccellente:
– tavole perfette, senza pieghe né strappi;
– leporello solido e completamente integro;
– copertina restaurata leggermente ai margini ma complessivamente brillante;
– colori vividi e senza ossidazioni.

Nota collezionistica

Quinto Cenni è considerato il più grande illustratore militare italiano, e le sue opere litografiche sull’esercito post-unitario sono tra i materiali più ricercati da collezionisti di uniformologia.

Gli album leporello pubblicati da Vallardi rappresentano uno dei vertici della sua produzione popolare, più rari da reperire in stato perfetto per via della fragilità della struttura a fisarmonica.

Approfondimento Biografico: Quinto Cenni (1845–1917)

(Illustratore, pittore, litografo e storico dell’uniformologia del Regno d’Italia)

  1. Profilo generale

Quinto Cenni (Imola, 20 marzo 1845 – Milano, 13 agosto 1917) è unanimemente riconosciuto come il massimo illustratore militare italiano dell’Ottocento e uno dei più importanti studiosi dell’uniformologia europea.
La sua opera ha fissato in immagini di straordinaria precisione la storia iconografica del neonato Esercito Italiano, costituendo un patrimonio visivo insostituibile per storici, collezionisti, musei e ricercatori.

Cenni lavorò per oltre quarant’anni alla rappresentazione dell’Esercito e della Marina del Regno d’Italia, costruendo un corpus iconografico di migliaia di tavole e decine di album, tra cui le celebri collezioni per l’editore Vallardi.

  1. Formazione e primi anni

La giovinezza di Cenni è segnata da una formazione artistica multiforme:

Accademia di Belle Arti di Bologna

Dove apprende il disegno realistico e l’anatomia.

Istituto di Belle Arti di Firenze

In questi anni entra in contatto con la tradizione toscana del disegno dal vero e con la scuola dei Macchiaioli, seppur da distanza.

Accademia di Brera (Milano)

Il trasferimento a Milano è decisivo:
– si avvicina all’incisione,
– impara tecniche litografiche,
– entra nell’ambiente delle case editrici milanesi.

Fin dai primi lavori rivela una predisposizione eccezionale per il dettaglio.

  1. L’incontro con l’arte militare

L’ingresso di Cenni nel mondo dell’uniformologia è precoce.
Tra anni ’60 e ’70 dell’Ottocento:

– disegna per riviste e almanacchi militari,
– collabora con tipografie specializzate,
– produce tavole commemorative sul Risorgimento.

La proclamazione del Regno d’Italia (1861) e la necessità di documentare graficamente gli uniformi dei nuovi corpi unificati offrono a Cenni un terreno ideale su cui sviluppare le sue straordinarie capacità.

  1. La collaborazione con A. Vallardi

Nel 1870 circa ha inizio la lunghissima partnership tra Quinto Cenni e Antonio Vallardi, che durerà quasi tutta la sua vita.

Per Vallardi, Cenni disegna:

Album dell’Esercito Italiano

In volumi singoli, tavole sciolte e celebri edizioni a fisarmonica.

Serie dedicate alla Marina Reale

Con rappresentazioni di ufficiali, marinai, allievi, capitani e personale tecnico.

Tavole di reparti speciali

Bersaglieri, Alpini, Carabinieri Reali, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Sanità, Amministrazione militare.

Tavole commemorative

Scene di battaglia, episodi del Risorgimento, rievocazioni storiche.

Gli album litografici Vallardi sono la parte più conosciuta e collezionata della sua produzione.

  1. Metodo di lavoro e stile

Documentazione rigorosa

Cenni non disegnava mai senza una verifica diretta:
– studiava regolamenti,
– esaminava abiti autentici,
– recava annotazioni di colore e tessuto,
– consultava ufficiali in servizio.

Molte tavole riportano dettagli realistici ottenuti tramite osservazione dal vero.

Precisione anatomica e compositiva

Le sue figure:
– sono proporzionate,
– mostrano movimenti plausibili,
– mantengono postura tipica del corpo di appartenenza.

L’attenzione a elmi, sciabole, cinturoni, bottoni, alamari, galloni e distintivi di grado è maniacale.

Colore realistico e chiaro

La colorazione litografica è:
– uniforme,
– non eccessivamente satura,
– armonizzata su toni naturali.

Questo stile rende le uniformi estremamente leggibili.

Scene di gruppo vivaci

Cenni predilige la rappresentazione di gruppi:
– ufficiali e soldati colti in riposo, in conversazione, in posa;
– piccoli movimenti che animano la scena;
– paesaggi suggestivi ma non invadenti.

  1. Influenza e importanza storica

Cenni come “fotografo dell’Esercito”

Prima della fotografia a colori, le tavole di Cenni erano lo standard visivo per conoscere uniformi e distintivi dell’Esercito italiano.

Base documentaria per studiosi e musei

Molte ricostruzioni moderne, esposizioni museali e studi uniformologici si basano ancora oggi sulle tavole di Cenni, considerate fonti iconografiche primarie.

Contributo alla memoria del Risorgimento

Le sue serie dedicate ai corpi risorgimentali (Garibaldini, Bersaglieri, Cacciatori delle Alpi) hanno contribuito a fissare nell’immaginario nazionale l’aspetto dei combattenti dell’Unità d’Italia.

  1. Fortuna collezionistica

Album Vallardi

– molto rari in stato perfetto,
– particolarmente ambiti quelli a fisarmonica (come il tuo),
– le tavole sciolte raggiungono quotazioni importanti.

Tavole numerate e serie complete

Le serie “Esercito Italiano” e “Marina” sono collezionate internazionalmente.

Originali di Cenni

Acquerelli e chine originali sono rarissimi e molto costosi.

  1. Ultimi anni e morte

Negli anni finali Cenni continua a lavorare, nonostante progressivi problemi di salute.
Muore a Milano nel 1917, lasciando un corpus monumentale che copre oltre mezzo secolo di storia militare italiana.

  1. Eredità

Cenni rimane:

– il fondatore dell’iconografia militare italiana moderna,
– un riferimento assoluto per collezionisti e storici,
– il principale testimone visivo dello sviluppo dell’Esercito e della Marina tra 1861 e 1917.

Le sue tavole non sono solo immagini: sono documenti storici, caratterizzati da una qualità artistica altissima e da una precisione quasi scientifica.

Conclusione

Quinto Cenni rappresenta un unicum nell’arte italiana: un illustratore capace di unire rigore documentario, eleganza grafica e forza narrativa, costruendo un’opera che ancora oggi costituisce un pilastro della storia del costume militare. Le sue tavole sono riconosciute come uno degli apporti più importanti alla cultura visiva dell’Italia unita.

Torna in alto