Raccolta di dieci libretti devozionali in legature di pregio, XIX-XX secolo
Dati bibliografici e descrizione del lotto
Raccolta omogenea di dieci piccoli libri cattolici di preghiera e devozione, editi prevalentemente in Francia e in Italia fra la seconda metà dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, nei caratteristici formati portatili destinati alla devozione privata. Volumi da circa cm 10-13,5 di altezza, tutti conservati nelle loro eleganti legature con placche rigide chiare d’imitazione dell’avorio, ivorina/celluloide e materiali affini, talvolta impreziosite da elementi madreperlacei, applicazioni metalliche, rilievi, dorature, inserti figurati e fermagli. Tutti i volumi presentano i tagli dorati. L’apparato figurativo comprende incisioni all’antiporta e fuori testo, cromolitografie, frontespizi policromi e immagini devozionali. Le fotografie d’insieme mostrano un insieme particolarmente armonico, ma non seriale: ogni legatura adotta una propria iconografia, con croci, fiori, rose, gigli, calice, ancora, figure sacre, monogrammi e motivi vegetali. Stato complessivamente molto buono-ottimo, con la sola piccola mancanza indicata a Stille divine.
La tipologia editoriale
Questi libretti appartengono a una categoria libraria che occupa una posizione particolare fra il libro liturgico e l’oggetto devozionale personale. I Paroissien romain francesi raccolgono in formato ridotto gli uffici domenicali e delle principali feste, parti della Messa, vespri, Comune dei Santi, preghiere di Comunione e, secondo le edizioni, Via Crucis e altre pratiche devozionali. Non sono dunque semplicemente “messalini” in senso moderno, ma veri libri personali di culto, concepiti per accompagnare il fedele in chiesa e nella preghiera privata.
La loro veste materiale aveva un ruolo determinante. Soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento, editori specializzati di Limoges e Parigi proposero edizioni bijou, diamant e analoghe, nelle quali il piccolo formato era associato a legature lussuose, fermagli metallici, tagli dorati, cromolitografie e placche decorative. La Bibliothèque nationale de France documenta espressamente esemplari dei Paroissien Dalpayrat & Depelley con illustrazioni in nero e a colori e frontespizi cromolitografici, confermando pienamente la natura editoriale degli esemplari qui raccolti.
Il celeste palmeto
Giuseppina Benfante da Palermo, Figlia della Croce, Il celeste palmeto. Nuova compilazione, dedicata a Mons. D. Gaetano D’Alessandro, Vescovo di Cefalù. Winterberg e Palermo, Giov. Steinbrener, Casa Editrice Cattolica, 1892. Cm 11,5 × 8; pp. 384. Incisione all’antiporta raffigurante la Madonna della Sedia; frontespizio tipograficamente ricco, stampato a più colori e racchiuso entro cornice ornamentale. Elegante legatura a placche chiare con decorazione floreale in rilievo e particolari policromi e dorati, croce centrale e fermaglio metallico ad anello; tagli dorati. È uno degli esemplari più decorativamente riusciti del lotto, nel quale il repertorio floreale e mariano trasforma il libro di preghiera in piccolo oggetto da dono.
Paroissien Barbou
Paroissien romain, Limoges, Barbou Frères Éditeurs, s.d. [seconda metà del XIX secolo]. Cm 11,5 × 8; pp. 544. Incisione all’antiporta, frontespizio cromolitografico e ulteriore incisione. Legatura di pregio con placche chiare, fermaglio metallico e tagli dorati. La paginazione di 544 pagine trova riscontro in esemplari Barbou del medesimo tipo editoriale; la produzione dei Barbou in questo genere fu particolarmente ampia durante tutto l’Ottocento e comprende numerosi Paroissien in piccoli formati. Sono documentate, fra l’altro, edizioni del 1860-1870 con caratteristiche materiali assai vicine. La datazione generica alla seconda metà dell’Ottocento è quindi bibliograficamente più corretta rispetto a un’indicazione automatica al 1890.
Micocci, Sospiri e conforti
Mons. U. Micocci, Sospiri e conforti. Preghiere cristiane. Milano, Tettamanzi & Bulgheroni, [1920]. Cm 13,5 × 7,5; pp. 192 secondo l’esemplare; incisione all’antiporta. La caratteristica eccezionale è qui soprattutto la legatura: placche rigide chiare con bordo ornamentale argentato e, all’interno dei contropiatti, due vere e proprie nicchie o teche devozionali. Una conserva una piccola figura mariana in rilievo, collocata davanti a un fondo scuro stellato e sottolineata da aureola dorata; l’altra è chiusa da uno sportellino sagomato e destinata ad accogliere un’immagine, una piccola memoria personale o un ritratto devozionale. Il volume costituisce quindi un piccolo oggetto-reliquiario domestico oltre che un libro di preghiere. L’edizione Tettamanzi & Bulgheroni del 1920 è bibliograficamente documentata.
Paroissien romain, Dalpayrat & Depelley
Paroissien romain contenant les offices des dimanches et des principales fêtes de l’année, augmenté de la messe de communion, Limoges, Dalpayrat et Depelley, [fine XIX secolo]. Cm 10 × 7; pp. 418. Incisione e cromolitografia a colori; legatura rigida chiara con fermaglio e tagli dorati. Lo stesso titolo è registrato dalla BnF in edizione 1890, stampata a Limoges da Dalpayrat & Depelley, con illustrazioni in nero e a colori e frontespizio cromolitografico. L’esemplare appartiene pienamente a questa raffinata produzione editoriale fin-de-siècle.
Paroissien romain, Ancienne Maison Morizot
**_Paroissien romain contenant la Sainte Messe, les Vêpres, le Chemin de la Croix, etc._ Paris, Ancienne Maison Morizot, Laplace, Sanchez et Cie, 3 rue Séguier, s.d. [ultimo quarto del XIX secolo]. Cm 10,5 × 7,5; pp. 320.** Incisione all’antiporta, tavole interne e cromolitografia editoriale con simboli eucaristici e devozionali. Di particolare fascino la legatura con placca madreperlacea iridescente, dorso in velluto scuro, fermaglio metallico e monogramma applicato al piatto; la seconda placca presenta un grande rilievo figurato di soggetto cristologico. L’indirizzo editoriale e la denominazione Laplace, Sanchez et Cie risultano attivi negli anni Settanta-Ottanta dell’Ottocento; sono documentati esemplari di Paroissien dell’Ancienne Maison Morizot con edizioni bijou, tavole e legature di lusso.
Paroissien romain del 1890
Paroissien romain contenant les offices des dimanches et des principales fêtes de l’année en latin et en français, augmenté de la Messe de Communion, Limoges, Dalpayrat et Depelley, 1890. Cm 10,5 × 7,5; pp. 256. Il frontespizio dell’esemplare reca esplicitamente data ed editore. Incisione all’antiporta, frontespizio o tavola ornamentale in cromolitografia e ulteriore illustrazione policroma. Legatura chiara in rilievo con croce entro medaglione ovale, elementi floreali, fermaglio metallico e tagli dorati. L’edizione del 1890 è puntualmente registrata dalla Bibliothèque nationale de France.
Paroissien romain, Fonteney et Peltier
Paroissien romain contenant les offices de tous les dimanches, des principales fêtes de l’année et le commun des saints, en latin et en français. Traduction nouvelle. Édition diamant, Paris, Fonteney et Peltier, 28 rue de Condé, s.d. [ca. 1856-1863]. Cm 11,5 × 8,5; pp. 672. Incisione all’antiporta, titolo cromolitografico e tavole interne. È una delle più antiche e bibliograficamente interessanti unità del lotto: la BnF registra esattamente questa édition diamant, di 672 pagine e cinque tavole, datandola fra il 1856 e il 1863 sulla base dell’indirizzo dell’editore. La data tradizionale intorno al 1890 deve quindi essere anticipata di circa trent’anni. La legatura a placche chiare con fermaglio e tagli dorati completa una tipica edizione devozionale di lusso del Secondo Impero.
Stille divine
Stille divine. Preghiere per il cristiano, Milano, L. G., [1904]. Cm 11 × 6,5; pp. 96. Antiporta figurata e frontespizio policromo con l’Immacolata, fiori stilizzati, fondo oro e impaginazione marcatamente Liberty. La legatura chiara presenta una decorazione applicata con elemento metallico geometrizzante e la parola “Preghiere”, fermaglio e tagli dorati. È un esemplare particolarmente rappresentativo del momento in cui il repertorio devozionale ottocentesco si aggiorna al gusto floreale e lineare dei primi anni del Novecento. Stato buono, con la piccola mancanza al piede del dorso già segnalata.
Gioie dell’anima
Can. C. T., Gioie dell’anima. Raccolta di preghiere. Milano, Fratelli Grandi, 1920. Cm 12 × 6,5; pp. 192. Antiporta incisa raffigurante Cristo con il libro aperto recante la formula evangelica Ego sum via et veritas et vita; frontespizio entro elaborata cornice tipografica a due colori. Legatura con placche chiare ornate da motivi dorati e argentati, piccolo pannello ogivale figurato, fermaglio metallico e tagli dorati. Il rapporto fra decorazione neogotica, simbolismo eucaristico e formato tascabile conserva ancora nel 1920 la cultura materiale dei livres de piété ottocenteschi.
Secondo Paroissien Dalpayrat & Depelley
Paroissien romain, Limoges, Dalpayrat et Depelley, s.d. [fine XIX-inizio XX secolo]. Cm 10 × 7; pp. 256 circa; incisione all’antiporta e tavola cromolitografica. Legatura con fermaglio e tagli dorati. La cifra “4256” indicata nella prima descrizione è materialmente incompatibile con consistenza e formato del volume e corrisponde evidentemente a un refuso di trascrizione; l’esemplare appartiene alla produzione tascabile di Dalpayrat & Depelley, largamente documentata fra gli anni 1890 e la fine del secolo. La BnF registra edizioni dello stesso titolo nel 1890, 1891, 1898 e 1899, a conferma della continuità editoriale della serie.
Legature e materiali
È proprio la veste esterna a trasformare questa raccolta da semplice insieme di testi devozionali in un piccolo campionario delle arti applicate al libro religioso. Le placche mostrano rilievi ottenuti per stampaggio o modellazione, filetti colorati, motivi dorati e argentati, elementi floreali policromi, inserti di aspetto madreperlaceo e fermagli di forme diverse. Alcuni esemplari adottano un repertorio strettamente cristologico — croce, Sacro Cuore, calice — altri quello mariano e floreale; particolarmente curioso è il motivo dell’ancora avvolta dalla fune, tradizionale simbolo cristiano della speranza.
Per questa tipologia, il termine materialmente più corretto è ivorina o celluloide d’imitazione dell’avorio, salvo quegli esemplari nei quali l’iridescenza e la struttura delle placche indicano materiale madreperlaceo. Il mercato antiquario documenta frequentemente Paroissien ottocenteschi con legature descritte come ivoirine, placche in celluloide, fermagli metallici e tagli dorati. La definizione “avorio” andrebbe riservata soltanto a esemplari materialmente identificati come tali.
Cromolitografia e immagine sacra
Le fotografie mostrano bene un’altra qualità della raccolta: il passaggio dalla tradizionale incisione in nero alla cromolitografia religiosa industriale. Nei Paroissien francesi appaiono fondi oro, azzurri, rossi e verdi, cornici neo-medievali, racemi e iniziali istoriate; nelle edizioni italiane del primo Novecento il linguaggio si sposta progressivamente verso il Liberty. Anche le stampe monocrome sono di buona qualità: Visitazione, miracoli evangelici, figure mariane e cristologiche sono rese mediante fitte trame incise, adatte al piccolo formato e pensate per una lettura ravvicinata.
Un insieme nato per essere donato
Si tratta di libri che raramente erano acquistati come semplici strumenti di lettura. Il formato ridotto, le legature preziose, le chiusure metalliche e i tagli dorati li rendono riconducibili alla cultura del dono religioso: Prima Comunione, Cresima, matrimonio, ingresso in collegio o comunità religiosa. Da questo punto di vista le due teche interne del Sospiri e conforti sono particolarmente eloquenti: la preghiera diventa memoria personale e il libro assume la funzione di piccolo scrigno.
Stato
L’insieme si presenta notevolmente omogeneo e ben conservato. Le fotografie confermano la presenza dei fermagli, dei tagli dorati e delle decorazioni delle placche; le cromolitografie conservano colori vividi e gli apparati figurativi risultano nitidi. La maggior parte degli esemplari è in stato ottimo; Stille divine presenta la piccola mancanza al piede del dorso già segnalata. Il valore collezionistico deriva soprattutto dall’aver riunito dieci esemplari differenti ma tipologicamente coerenti, anziché dieci comuni libri religiosi in legature ordinarie.
Perché è interessante oggi
La raccolta documenta contemporaneamente storia della devozione, editoria popolare di lusso, cromolitografia e arti applicate alla legatura. Sono libri nati per essere portati con sé e maneggiati quotidianamente, ma concepiti con un’attenzione ornamentale che oggi li rende testimonianze della cultura materiale religiosa fra Romanticismo, gusto neogotico e Liberty. L’interesse non risiede quindi soltanto nei testi, ma nel rapporto fra fede, immagine, oggetto personale e manifattura editoriale.
Perché è un acquisto consapevole
Il punto di forza è la coerenza del lotto. Acquistati singolarmente, questi libretti si incontrano ancora sul mercato; molto meno comune è trovarne dieci insieme, tutti in legature decorative, quasi tutti con fermaglio e tagli dorati e con un repertorio particolarmente ricco di cromolitografie, incisioni e applicazioni. Spiccano inoltre il Fonteney et Peltier ottocentesco, il Paroissien Morizot con placche madreperlacee, il Micocci con le singolari teche devozionali e Stille divine per il linguaggio Liberty.














































































