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René Boylesve – Le parfum des Iles Borromées – Paris, Calmann-Lévy Éditeurs, 1908

80,00  65,60 

Raffinata edizione illustrata che celebra l’immaginario romantico e mondano del Lago Maggiore e delle Isole Borromee, filtrato dalla sensibilità narrativa di Boylesve. Le illustrazioni di Hernandez Giro, morbide e atmosferiche, restituiscono l’eleganza dei paesaggi e della società fin-de-siècle. Opera ricercata per iconografia, ambientazione italiana e qualità editoriale.

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René Boylesve
Le parfum des Iles Borromées  
Paris, Calmann-Lévy Éditeurs, 1908

Descrizione:
Volume (cm 25 × 17), pp. 108, (4) di catalogo editoriale. Illustrato da Juan E. Hernandez Giro con numerose tavole fuori testo e vignette nel corpo dell’opera, in elegante stile tardo-Belle Époque. Brossura editoriale telata con titoli e fregi ornamentali di gusto liberty ai piatti e al dorso. Buona copia.

Il Lago Maggiore e le Isole Borromee nell’immaginario letterario francese di fine Ottocento

Nel panorama culturale francese fra Ottocento e primo Novecento, l’Italia occupa un ruolo privilegiato come luogo dell’immaginazione, del desiderio e della memoria estetica. Non è l’Italia della grande storia politica – come quella che attraeva i viaggiatori romantici della prima metà del secolo – bensì un’Italia più intima, luminosa, fatta di giardini, acque ferme, località eleganti e atmosfere sospese. In questo contesto, il Lago Maggiore e le Isole Borromee diventano uno dei poli privilegiati del turismo aristocratico e alto-borghese europeo, meta prediletta per soggiorni raffinati, incontri mondani e un sentimentalismo discreto ma persistente.

René Boylesve interpreta perfettamente questo clima. La sua prosa, levigata e sensibile, sa fondere introspezione psicologica e descrizione paesaggistica in un equilibrio tipicamente fin-de-siècle. Le Parfum des Iles Borromées restituisce la dimensione quasi scenografica del Lago Maggiore, dove natura e artificio convivono armoniosamente: i giardini terrazzati dell’Isola Bella, le architetture bianche che si specchiano nell’acqua, la luce che filtra sulle montagne e rende i contorni morbidi e sfumati. Non si tratta solo di uno sfondo, ma di un vero spazio emotivo che modella il comportamento dei personaggi e il ritmo stesso della narrazione.

Questa geografia sentimentale si inserisce nella lunga tradizione della letteratura francese legata ai laghi italiani, da Stendhal a Paul Bourget. Tuttavia, Boylesve introduce una variante tipica della modernità: il lago non è più solo luogo di passione o di avventura, ma diventa teatro di una sensibilità crepuscolare, un mondo in cui l’eleganza formale cela inquietudini sottili, tensioni affettive e fragili equilibri sociali. Il tema del viaggio – reale o interiore – si coniuga con quello dell’apparenza: abiti chiari, ombrellini, passeggiate nei viali ombrosi, conversazioni mondane che nascondono turbamenti.

Le illustrazioni di Juan E. Hernandez Giro contribuiscono a definire questa sensibilità estetica. I suoi personaggi, spesso colti in pose delicate o in atteggiamenti sospesi, incarnano un ideale di grazia e riserbo tipico del gusto Belle Époque. La tecnica morbida, quasi vaporosa, permette al paesaggio di confondersi con la psicologia dei protagonisti, accentuando la dimensione impressionistica del racconto.

Le Parfum des Iles Borromées si colloca così al crocevia tra letteratura di viaggio, romanzo mondano e racconto psicologico. Il suo valore storico-letterario risiede nella capacità di testimoniare un momento effimero e affascinante dell’immaginario europeo, in cui i laghi prealpini italiani diventano simbolo di un’eleganza destinata a scomparire con l’avvento del nuovo secolo e dei suoi mutamenti sociali. È un’opera che conserva ancora oggi il fascino di un mondo sospeso, dove la bellezza naturale e il sentimento umano si specchiano l’uno nell’altro con straordinaria delicatezza.

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