INVESTI in Arte, Cultura e Bellezza -> Sconto 18%
, , ,

Angela Ottino Della Chiesa – San Maurizio al Monastero Maggiore. Milano, Cariplo – dicembre 1962.

110,00  90,20 

Monumentale edizione del 1962 dedicata alla chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore di Milano, con testi di Angela Ottino Della Chiesa e cenni storici di Don Primo Reina. Grande formato, arricchito da 159 tavole illustrative (52 a colori), in legatura editoriale in mezza tela con piatto illustrato. Considerata un’opera di riferimento per la conoscenza della “Cappella Sistina di Milano”.

Disponibilità: 1 disponibili

- +

Angela Ottino Della Chiesa

San Maurizio al Monastero Maggiore. Cenni storici di Don Primo Reina

Milano, Cariplo – Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, dicembre 1962.

Descrizione fisica

  • Formato: monumentale in-folio (cm 27,5 x 36,5).
  • Pagine: 384, di cui 135 di testo arricchite da 40 illustrazioni; seguono 159 tavole, di cui 52 a colori.
  • Legatura: editoriale in mezza tela, piatto superiore illustrato, titoli in oro al dorso.
  • Illustrazioni: riproduzioni a colori e in bianco e nero, realizzate in collaborazione con la Color Press.
  • Edizione: prima edizione, 1982.
  • Colofone: finito di stampare il 10 dicembre 1962; edizione curata dall’Ufficio di Propaganda della Cariplo.
  • Condizioni: esemplare in stato molto buono.

Contenuto

Opera monumentale dedicata alla chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore di Milano, definita la “Cappella Sistina di Milano” per la straordinaria decorazione pittorica rinascimentale che ne ricopre le pareti.

  • Introduzione storica di Don Primo Reina.
  • Analisi critico-artistica di Angela Ottino Della Chiesa, articolata in capitoli dedicati ai protagonisti della decorazione:
    • Boltraffio e Zenale
    • Il giovane Luini e i paesaggi laici
    • L’intermezzo foppesco
    • La grande parete e la cappella Besozzi
    • Callisto Piazza
    • Gian Pietro e Aurelio Luini
    • Il presbiterio e la pala del Campi
    • Simone Peterzano
    • Pietro Gnocchi, e altri interpreti del complesso decorativo.

Segue una sezione di 159 tavole che riproducono integralmente il ciclo pittorico e le opere connesse, costituendo un apparato documentario di riferimento.

Nota critica

Il volume è una delle più sontuose edizioni d’arte pubblicate in Italia negli anni Sessanta. La sua realizzazione, curata dall’Ufficio di Propaganda Cariplo, riflette la volontà delle istituzioni milanesi di valorizzare un capolavoro rinascimentale allora poco noto al grande pubblico.

Nota storica e artistica su San Maurizio al Monastero Maggiore

Il Monastero Maggiore di San Maurizio era uno dei più importanti complessi monastici femminili di Milano, di origine altomedievale, destinato alle monache benedettine. La chiesa, ricostruita nel primo Cinquecento (1503 ca.), fu divisa in due ambienti distinti: la parte anteriore riservata ai fedeli e la parte posteriore (il cosiddetto corus monacharum) destinata alle monache, separate da un tramezzo ma unite da un’unica sontuosa decorazione pittorica.

L’opera di decorazione, affidata principalmente a Bernardino Luini (allievo di Leonardo), è uno dei massimi cicli pittorici del Rinascimento lombardo.

  • Bernardino Luini dipinse la grande parete nord con episodi della vita di Cristo e affreschi di intensa dolcezza leonardesca.
  • Il figlio Gian Pietro Luini e Aurelio Luini proseguirono e completarono il ciclo nella seconda metà del secolo, con interventi nel presbiterio e nella cappella Besozzi.
  • La ricchezza cromatica, l’eleganza dei panneggi e la grazia dei volti femminili rendono l’insieme una testimonianza unica della scuola leonardesca a Milano.

Accanto ai Luini operarono altri artisti lombardi: Boltraffio, Bernardo Zenale, Callisto Piazza, Giovan Battista della Cerva, fino a Simone Peterzano (maestro di Caravaggio), che conferì nuovi accenti manieristi al complesso.

Il risultato è un vero e proprio museo della pittura lombarda del Rinascimento, in cui si incontrano influenze leonardesche, tradizione locale e aperture verso il classicismo centro-italiano.

La definizione di “Cappella Sistina di Milano” deriva dalla compattezza e dall’ampiezza del ciclo pittorico, che riveste interamente le pareti, offrendo uno spettacolo cromatico e narrativo senza eguali nella città. L’edificio, oggi visitabile come museo civico, resta un punto di riferimento per lo studio della cultura figurativa milanese tra Quattro e Cinquecento.

Torna in alto