Tito Livio
La Storia Romana di Tito Livio coi supplementi del Freinsemio. Tradotta dal Cav. Luigi Mabil
Torino, Dalla Tipografia Fodratti, 1831
12 volumi in 8° (cm 21 x 13,5 ca); legatura coeva in mezza pelle con piatti marmorizzati, dorso a 4 nervi con filetti e titoli in oro su tassello nero. Pp. XX/372 – 312 – 282 – 347 – 315 – 304 – 323 – 292 – 340 – 387 – 270 – 372/40/VIII.
In coda al dodicesimo volume: Frammento del libro XCI e Elenco dei Signori Associati. Stato di conservazione eccellente: lievi e uniformi bruniture dovute al tempo, ma carte fresche, legature solide e omogenee, nessuna mancanza o difetto strutturale.
Descrizione e contenuto
Opera monumentale che offre l’intera Storia Romana di Tito Livio tradotta in italiano da Luigi Mabil, con i supplementi del filologo tedesco Johann Freinsheim (1608-1660), autore delle ricostruzioni dei libri perduti.
Il testo segue la divisione tradizionale in Decadi, per un totale di 142 libri (dei quali solo 35 integri nel corpus liviano), integrati dai supplementi freinshemiani e da un accurato apparato di note e riassunti marginali.
L’edizione torinese del 1831 rappresenta una delle più eleganti e complete redazioni ottocentesche di questa traduzione, concepita per un pubblico colto ma non specialistico, destinata alle biblioteche accademiche e ai circoli culturali piemontesi.
Il traduttore: Luigi Mabil
Luigi Mabil (Parigi, 1752 – Noventa di Piave, 1836), giurista e classicista di formazione veneziana, fu allievo di Melchiorre Cesarotti e insegnò lettere classiche e diritto pubblico all’Università di Padova.
Oltre alla traduzione di Livio, pubblicò versioni notevoli di Plinio e Cicerone. Il suo stile limpido e rigoroso rappresenta un modello di prosa storica ottocentesca, fedele al latino classico ma elegante nella resa italiana.
L’impresa di Mabil nacque in collaborazione con il tipografo Bettoni di Brescia, che nel 1804 ne pubblicò la prima grande edizione, ritenuta dallo stesso Bodoni un esempio di equilibrio tra chiarezza e dignità tipografica.
La presente edizione torinese Fodratti (1831), curata personalmente dal Mabil, ne rappresenta la redazione più matura e filologicamente corretta.
La Tipografia Fodratti
La Tipografia Fodratti fu attiva a Torino tra il 1828 e il 1835, legata all’ambiente accademico e governativo sabaudo.
Si distinse per la precisione del torchio e per l’uso di caratteri nitidi e moderni, destinati a opere scientifiche, giuridiche e letterarie di respiro educativo. Questa traduzione liviana fu uno dei lavori più complessi della tipografia, caratterizzata da una stampa sobria e regolare, conforme al gusto neoclassico e accademico piemontese.
Elenco dei Signori Associati
In fine al volume XII è presente l’interessante Elenco dei Signori Associati, documento di notevole valore storico-culturale.
Vi figurano istituzioni e personalità dell’ambiente torinese, tra cui la Reale Accademia Militare, la Reale Accademia delle Scienze, l’Università di Torino, e nomi di spicco come Carlo Avenato Conte del Lingotto, Giuseppe Dufaures, Felice Ferione, Cesare Ichieri dei Conti di S. Gregorio, Lorenzo Martini, Giovanni Bima tipografo, e Giovanni Levron pittore e ricamatore.
Questo elenco testimonia il carattere colto e istituzionale della committenza e colloca l’edizione in un contesto di diffusione erudita e accademica, tipico della Torino pre-risorgimentale.
Frammento del libro XCI
Il Frammento del libro XCI che chiude l’ultimo volume rappresenta una preziosa aggiunta, poiché raccoglie le pagine superstiti del testo liviano riguardanti gli eventi del periodo sillano, giunte attraverso tradizioni indirette.
Il Mabil ne cura la traduzione con rigore filologico, integrando le lacune con brevi commenti in nota. Questo frammento, spesso assente in altre edizioni coeve, fa della serie Fodratti una delle versioni più complete e filologicamente consapevoli.
Contesto e valore storico-letterario
Quest’opera fu concepita in un periodo di rinnovamento culturale post-napoleonico: nel Piemonte della Restaurazione, la riscoperta dei classici latini serviva da modello di moralità, civiltà e lingua nazionale.
La Storia Romana del Mabil fu letta come un manuale di virtù civica e formazione morale, destinato alle élite sabaude e ai futuri protagonisti del Risorgimento. La chiarezza della traduzione e l’eleganza tipografica fecero di questa edizione un punto di riferimento educativo e patriottico.
Rarità e riferimenti bibliografici
Edizione non comune, raramente apparsa sul mercato antiquario.
Segnalata in ICCU (IT\ICCU\TO0E\019980) e in OCLC (n. 644826159); presenti esemplari in alcune biblioteche torinesi (BNUT, Accademia delle Scienze, Università). La maggior parte degli esemplari noti manca del Catalogo degli Associati o del Frammento liviano, qui entrambi conservati integralmente.


















