Vecchie cadenze e nuove di Emilio De Marchi. Strenna Pio Istituto dei Rachitici

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Emilio De Marchi è stato uno scrittore, poeta e traduttore italiano. Ritenuto fra i più importanti narratori del secondo Ottocento italiano, si concentra nelle sue opere nella descrizione dei contadini lombardi e della piccola borghesia milanese.

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Emilio De Marchi

Vecchie cadenze e nuove. Strenna a beneficio del Pio Istituto dei Rachitici

Milano, Tipografia P. Agnelli, 1899

Volume in 16°grande (19,5 x 13); pagine VIII, 207, prima edizione. Brossura editoriale cartonata con impressioni in oro a tema liberty, frontespizio con titolo a stampa rosso e nero; presente nota omaggio in elegante grafia; prefazione ai lettori di Gaetano Negri. Esemplare con dorso sano, qualche segno del tempo, è copia buona.

Prima edizione, definita da Negri  bella raccolta di poesie (”mazzo olezzante di canti squisiti”), del grande scrittore milanese Emilio De Marchi (1851-1901).  De Marchi divide la sua raccolta in tre parti, ognuna delle quali ha un titolo suggestivo. I segreti pensieri , la prima, Le vaganti immagini , la seconda, Gli intimi sensi , la terza.
Il lettore, nei Segreti pensieri e nelle Vaganti immagini, segue gli inquieti atteggiamenti e il continuo agitarsi dello spirito moderno, davanti a problemi a domande, a misteri che ci appaiono tanto più insolubili ed oscuri, quanto più viva è la luce con cui l’intelligenza li rischiara e li determina; negli Intimi sensi egli risentirà la nota tranquilla di un’anima che, nella coscienza del dovere e nella fede degli ideali, sa trovar il conforto e la ragione della vita.
Nelle due prime parti, la varietà e la snellezza dei metri riproducono la prontezza dell’impressione e del riflesso che essa suscita nel pensiero; nella terza, l’onda pacata del verso sciolto, condotto con classico magistero, porta sovra di sé la meditazione serena che armoniosamente si svolge con una cadenza misurata e sicura. Fra le belle cose di questa ultima parte, sono due componimenti: Le ore della vita e Funerale bianco, che mi sembrano aver un pregio ben singolare di poesia e di pensiero. Si sente in quei versi il palpito di un uomo che è passato per le prove dolorose della vita, e trasmette agli altri la commozione profonda, ma non sconfortante, non disperata, di cui serba le tracce indelebili.

 

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