Vincenzo De-Vit
La provincia romana dell’Ossola ossia delle Alpi Atrezziane. Libri III e memorie dell’Antico Castello di Matarella
Firenze, coi Tipi di M. Cellini e C. alla Galileiana, 1892
Ristampa anastatica della Libreria Rizzardi di Domodossola, 1979 – Tiratura di 500 copie
Dati editoriali
Volume in formato cm 24 × 16,5, pp. 333, (13). Edizione anastatica realizzata nel 1979 in soli 500 esemplari, che riproduce integralmente l’importante studio storico-archeologico pubblicato originariamente nel 1892.
Descrizione fisica
Legatura in mezza pelle marrone, con piatti in tela coordinata; elegante fregio dorato impresso al piatto superiore e titoli dorati al dorso. Interno fresco, carta pulita e ben conservata: ottima copia dell’edizione anastatica, prodotta con criteri tipografici di alto livello.
Contenuto
L’opera costituisce uno dei più completi e solidi contributi di Vincenzo De-Vit — illustre filologo, storico e archeologo — sul passato romano dell’Ossola e delle Alpi Lepontine. I tre libri indagano la presenza amministrativa romana nella regione, le vie militari e commerciali, i reperti epigrafici, la toponomastica antica e le connessioni con la cultura alpina preromana. La seconda parte è dedicata alla storia del Castello di Matarella, luogo simbolico dell’Ossola medievale e rinascimentale. Il testo rimane un riferimento imprescindibile per studiosi di storia locale e archeologia alpina.
Nota biografica su Vincenzo De-Vit
Vincenzo De-Vit (Bassano del Grappa, 1810 – Domodossola, 1892) fu filologo, lessicografo, archeologo e storico tra i più illustri dell’Ottocento italiano. Studioso di vastissima erudizione, legò il suo nome soprattutto al monumentale Lexicon Totius Latinitatis, considerato uno dei più importanti vocabolari latini mai realizzati. Stabilitosi a Domodossola negli ultimi decenni della sua vita, dedicò ricerche approfondite alla storia antica delle Alpi Lepontine, applicando un metodo rigoroso basato su epigrafia, toponomastica e fonti letterarie. La sua opera sull’antica provincia romana dell’Ossola rimane un punto di riferimento imprescindibile per storici, latinisti e archeologi. La profonda conoscenza delle fonti classiche, unita al radicamento nel territorio ossolano, fa di De-Vit una delle figure centrali della storiografia locale e nazionale dell’Ottocento.
Il Castello di Matarella: nota storico-didascalica
Il Castello di Matarella, situato in posizione dominante sulla piana di Domodossola, fu uno dei principali baluardi difensivi dell’Alto Novarese tra Medioevo ed età moderna. Citato dai cronisti già a partire dal X secolo, costituiva un punto strategico per il controllo delle vie commerciali e militari che attraversavano le Alpi Lepontine dirette verso il Vallese. Nel corso dei secoli fu teatro di assedi, passaggi signorili e contese territoriali, fino al suo progressivo declino e abbandono tra XVII e XVIII secolo.
Nell’opera di De-Vit, il castello diventa non solo un oggetto di indagine documentaria, ma un vero simbolo della memoria storica ossolana: attraverso atti, cronache e testimonianze materiali, l’autore ricostruisce le vicende politiche, le famiglie dominanti, le funzioni militari e il ruolo del presidio nella formazione dell’identità locale. Il contributo rimane ancora oggi una delle trattazioni più complete sull’antico fortilizio.














