Jacob Cats, Spiegel van den ouden ende nieuwen tijdt,
Jacob Cats, Spiegel van den ouden ende nieuwen tijdt, bestaende uyt spreeck-woorden ende sin-spreucken, ontleent van de voorige ende jegenwoordige eeuwe, verlustigt door menigte van sinne-beelden, met gedichten en prenten daer op passende; dienstigh tot bericht van alle gedeelten des levens, beginnende van de kintsheyt ende eyndigende met het eynde alles vleesch, ’s-Gravenhage, bij Isaac Burchoorn, boekdrukker, 1632.
Prima edizione, in quarto, cm 24 × 18,5; [18], 168, 56, 104, 24, 160, 16 pagine. Antiporta allegorica incisa in rame, legata dopo il frontespizio, firmata in lastra A. van de Venne inv. 1630 e D. Bremden sculp., seguita da 127 emblemi incisi in rame nel testo: complessivamente, pertanto, 128 illustrazioni calcografiche contando anche l’antiporta. Legatura antica, verosimilmente coeva o di poco posteriore, in piena pelle marrone; dorso a cinque nervi con compartimenti riccamente ornati in oro, tassello in marocchino rosso con titolo abbreviato “Cats van oude nieuwe ty…”, fregi dorati alle unghie, tagli marmorizzati e segnalibro in seta verde. Esemplare solidamente legato, con carte ampie, fresche e generalmente pulite, impressioni nitide e ben contrastate; minimi segni d’uso e del tempo compatibili con l’età.
Identificazione dell’edizione
Il frontespizio reca la data in notazione romana tipografica seicentesca:
cIɔ Iɔ c xxxii, ossia 1632.
Il luogo di stampa è ’s-Gravenhage, L’Aia, mentre il tipografo è indicato come Isaac Burchoorn. Nelle descrizioni bibliografiche moderne il nome compare anche nelle forme Burghoorn o Burchhoorn, ma nella scheda dell’esemplare è preferibile rispettare la grafia leggibile sul frontespizio.
Questa edizione del 1632 è riconosciuta come la prima edizione autonoma dello Spiegel van den ouden ende nieuwen tijdt, uno dei più importanti e fortunati libri di emblemi della letteratura olandese. La collazione riportata nell’esemplare coincide con quella registrata dalle principali bibliografie: 168, 56, 104, 24, 160 e 16 pagine, articolate in più sezioni interne. Una fonte bibliografica specialistica descrive infatti l’opera come composta da tre parti, pubblicate all’Aia da Isaac Burchoorn nel 1632.
L’esatta descrizione editoriale e iconografica trova inoltre conferma in un recente catalogo d’asta specializzato, che registra per questa prima edizione un’antiporta allegorica e 127 incisioni in rame nel testo.
Jacob Cats: poeta, moralista e uomo di Stato
Jacob Cats nacque a Brouwershaven nel 1577 e morì all’Aia nel 1660. Giurista di formazione, avvocato, diplomatico e alto funzionario della Repubblica delle Province Unite, fu nominato nel 1636 raadpensionaris d’Olanda, una delle maggiori cariche politiche della Repubblica.
La sua fama, tuttavia, fu soprattutto letteraria. Cats divenne uno degli autori più letti del Secolo d’oro olandese grazie alla capacità di tradurre problemi morali, religiosi e sociali in racconti, proverbi, versi e immagini facilmente memorizzabili. La sua presenza nelle case borghesi fu così diffusa da procurargli l’appellativo di Vader Cats, “Padre Cats”.
Lo Spiegel appartiene alla piena maturità dell’autore. Esso raccoglie e ordina una vastissima materia proverbiale, mettendo in relazione la sapienza degli antichi con gli usi, le debolezze e le virtù dell’uomo moderno.
Significato del titolo
Il titolo può essere tradotto:
Specchio del tempo antico e moderno, composto di proverbi e sentenze tratti dalle età passate e da quella presente, illustrato con numerose immagini emblematiche, poesie e stampe ad esse appropriate.
Il motto stampato entro il cartiglio del frontespizio, “Elck spiegle hem selven”, significa:
Ciascuno vi contempli sé stesso.
Lo “specchio” non è quindi soltanto una metafora del confronto tra passato e presente. È soprattutto uno strumento di esame morale: il lettore deve riconoscere nelle figure e nei proverbi i propri comportamenti, le proprie mancanze e le proprie responsabilità.
L’opera accompagna idealmente l’essere umano dalla fanciullezza sino alla morte, come dichiara il sottotitolo: “cominciando dall’infanzia e terminando con la fine di ogni carne”.
Uno dei grandi libri di emblemi del Seicento
Lo Spiegel appartiene al genere del libro emblematico, sviluppatosi in Europa a partire dal Cinquecento.
Ciascun emblema è costruito mediante l’unione di tre elementi:
la parola o sentenza, spesso proverbiale;
l’immagine, che trasforma il concetto in una scena concreta;
il commento poetico, che ne chiarisce o amplia il significato morale.
In Cats l’emblema acquista un carattere particolarmente narrativo. Le incisioni non mostrano soltanto figure allegoriche, ma ambienti domestici, mercati, campi, botteghe, giardini, famiglie, animali, viandanti, artigiani e personaggi popolari.
Lo Spiegel diviene così un’autentica enciclopedia visuale della vita quotidiana nei Paesi Bassi del XVII secolo. Il British Museum identifica le stampe dell’opera come illustrazioni di proverbi ideate da Adriaen van de Venne.
L’antiporta allegorica
La grande antiporta costituisce uno dei vertici iconografici del volume.
In basso compaiono tre figure femminili identificate come:
Ratio, la ragione;
Prudentia, la prudenza;
Memoria, la memoria.
La figura centrale della Prudenza è incoronata e tiene uno specchio, attributo tradizionale della conoscenza di sé. Ai lati, Ragione e Memoria contribuiscono all’interpretazione dell’esperienza umana.
Nella parte superiore si contrappongono Tempus, il tempo, e Veritas, la verità. Il tempo presenta uno specchio o un quadro nel quale è riflessa la storia; la verità, irradiata dalla luce, mostra il proprio petto scoperto secondo la consueta iconografia della Veritas nuda.
La scena dichiara il programma dell’opera: il passato e il presente devono essere osservati attraverso ragione, prudenza e memoria, affinché il lettore possa riconoscere una verità morale valida oltre il mutare dei costumi.
La lastra è firmata A. van de Venne inv. 1630 e D. Bremden sculp.: Adriaen van de Venne ne elaborò dunque l’invenzione, mentre Daniel van den Bremden la tradusse in rame.
Adriaen van de Venne
Adriaen Pietersz van de Venne fu pittore, incisore, disegnatore, poeta e progettista editoriale, fra i più importanti interpreti della cultura figurativa olandese del primo Seicento.
La sua collaborazione con Cats fu particolarmente feconda. Van de Venne possedeva una straordinaria capacità di trasformare concetti astratti e proverbi in scene animate, popolate da personaggi riconoscibili e ricche di dettagli narrativi.
Nei suoi disegni il paesaggio non è mai un semplice fondale. Gli edifici, gli attrezzi, gli animali, i vestiti, le botteghe e gli oggetti domestici partecipano al significato dell’emblema.
L’immagine diventa quindi un testo parallelo, che il lettore deve esaminare con attenzione, quasi alla ricerca di indizi.
Daniel van den Bremden e gli altri incisori
L’antiporta reca esplicitamente il nome di Daniel van den Bremden, incisore fiammingo attivo nei Paesi Bassi e in Inghilterra.
Le incisioni dello Spiegel furono tratte in larga parte da invenzioni di Van de Venne e affidate a più specialisti della traduzione calcografica. Le fonti museali e bibliografiche collegano infatti l’apparato figurativo dell’opera a un’équipe di incisori, secondo una consuetudine tipica delle grandi imprese editoriali illustrate del Seicento.
Le immagini dell’esemplare mostrano una tecnica prevalentemente a bulino, con uso molto raffinato del tratteggio parallelo e incrociato. È quindi bibliograficamente più corretto parlare di incisioni in rame piuttosto che definirle genericamente acqueforti.
Struttura dell’opera
Il volume non presenta una narrazione continua, ma una lunga successione di proverbi, sentenze ed esempi.
La materia è organizzata secondo un percorso che abbraccia:
l’infanzia e l’educazione;
la giovinezza e la formazione del carattere;
la scelta del coniuge e la vita matrimoniale;
il governo della casa;
la prudenza economica;
il lavoro e i mestieri;
i rapporti tra ricchi e poveri;
l’ambizione, la vanità e l’invidia;
la vecchiaia, la malattia e la morte.
Le sezioni possiedono numerazioni autonome, motivo per il quale la paginazione è articolata in più sequenze. Questa struttura è normale e propria dell’edizione; non costituisce di per sé un’anomalia dell’esemplare.
I proverbi come forma di conoscenza
Cats considera il proverbio una forma concentrata di esperienza.
Una breve sentenza può racchiudere ciò che generazioni intere hanno appreso attraverso errori, successi, sofferenze e osservazione della natura umana. Il proverbio svolge pertanto una funzione educativa: è facile da ricordare, può essere applicato a situazioni differenti e permette di correggere il comportamento senza ricorrere a un trattato teorico.
L’autore non si limita alla tradizione olandese. Accoglie proverbi e motti in più lingue, fra cui latino, italiano, francese e spagnolo. Questa pluralità linguistica conferisce al volume un carattere europeo e dimostra la vasta cultura giuridica, letteraria e religiosa di Cats.
“Il gregge serve alla diga”
Nell’emblema VIII compare la sentenza:
Het schaep dient voor den dam geschut.
L’immagine mostra un contadino che trattiene alcune pecore impedendo loro di allontanarsi dal campo. Il significato letterale allude alla necessità di contenere il gregge per proteggerlo e impedire che danneggi i raccolti o finisca in pericolo.
Sul piano morale, l’emblema insegna che la disciplina non è necessariamente una forma di oppressione. Talvolta il limite, la regola o l’autorità proteggono chi non è ancora capace di prevedere le conseguenze delle proprie azioni.
L’immagine è anche un documento della vita agricola olandese: il paesaggio pianeggiante, le acque, la diga e il bestiame rimandano alla realtà territoriale dei Paesi Bassi.
“Una buona presentazione è metà della vendita”
L’emblema X reca la sentenza:
Schoon voor-doen is half verkocht.
La scena è ambientata in un mercato. Una madre e una bambina osservano le merci esposte con ordine e cura sopra un banco.
Il proverbio significa:
Una bella presentazione equivale a metà della vendita.
Cats riflette sul potere dell’apparenza e sulla capacità del mercante di rendere desiderabile un oggetto. L’immagine può essere letta come un precoce commento alla psicologia commerciale: la disposizione, l’ordine e l’attrattiva visiva influenzano la decisione dell’acquirente.
Il precetto, tuttavia, contiene anche un ammonimento. Ciò che appare bene presentato non è necessariamente buono; la prudenza deve distinguere il valore reale dalla seduzione dell’esposizione.
L’uomo che vede i difetti altrui
Nell’emblema XXII due uomini camminano lungo una strada. Uno presenta una gobba evidente e deride o indica il difetto dell’altro.
Il testo spagnolo posto in alto recita:
El corcobado no vee su corcoba, y vee la de su compañero.
Vale a dire:
Il gobbo non vede la propria gobba, ma vede quella del compagno.
Il tema è universale: l’uomo riconosce con facilità i difetti degli altri e rimane cieco di fronte ai propri.
Cats traduce il proverbio in una scena teatrale e ironica. La deformità fisica non è utilizzata come semplice caricatura, ma come metafora visiva dell’ipocrisia e dell’assenza di autocritica.
“L’anello d’oro al naso del porco”
L’emblema XLVIII reca il motto biblico latino:
Tanquam annulus in naribus suis.
L’immagine raffigura una donna elegantemente vestita accanto a un maiale che porta un anello al grugno. Il riferimento è al libro dei Proverbi: una donna bella ma priva di senno è paragonata a un anello d’oro posto al naso di un porco.
Il contrasto tra lusso e bassezza animale esprime l’inutilità dell’ornamento quando non è accompagnato dalla virtù.
L’incisione riflette una concezione moralistica tipica del tempo, ma possiede anche una notevole efficacia satirica. La figura femminile, riccamente abbigliata, appare quasi inconsapevole dell’animale accanto a lei, incarnando la vanità che non riconosce la propria degradazione.
“La stoppa non sta bene accanto al fuoco”
L’emblema XXXVIII presenta il proverbio italiano:
La stoppa non sta bene appresso il fuogo.
Due donne osservano una sedia o un tessuto che prende fuoco vicino al camino.
Letteralmente, la stoppa è facilmente infiammabile e non deve essere avvicinata alla fiamma. In senso figurato il proverbio allude alla necessità di evitare situazioni nelle quali passione, tentazione o imprudenza possono produrre conseguenze prevedibili.
Il testo sottostante fa riferimento a una giovane desiderosa di partecipare a una festa campestre. L’incendio diviene quindi allegoria del pericolo morale al quale l’inesperienza può esporsi.
“I rami giovani si raddrizzano”
Il primo emblema reca il motto latino:
Rami correcti rectificantur, trabs minime.
La scena mostra un uomo su una scala intento a piegare o raddrizzare un giovane albero, mentre un altro osserva il tronco ormai adulto.
Il significato è chiaro: i rami giovani possono essere corretti, mentre il legno ormai divenuto trave non si piega più.
L’emblema introduce il tema dell’educazione infantile. Le abitudini, i valori e il comportamento devono essere formati durante la giovinezza, prima che il carattere diventi rigido.
Il cartiglio contiene anche una massima in caratteri arabi, ulteriore testimonianza dell’ambizione universale del repertorio proverbiale di Cats.
La cultura della comparazione
Il valore intellettuale dello Spiegel risiede nella comparazione continua fra popoli, lingue ed epoche.
Cats dimostra come immagini e concetti analoghi ricorrano in tradizioni differenti. Un proverbio olandese può essere affiancato da un motto latino, italiano, francese, spagnolo o orientale.
Il volume suggerisce pertanto che la natura umana resti sostanzialmente costante: cambiano la lingua, gli abiti e le consuetudini, ma ambizione, superbia, amore, gelosia, avidità, prudenza e paura si ripresentano in ogni epoca.
Questa visione giustifica il titolo stesso dell’opera: lo “specchio” mette a confronto il tempo antico e quello nuovo, mostrando la continuità dei comportamenti umani.
La vita quotidiana olandese
Le 127 incisioni costituiscono anche una fonte iconografica di eccezionale interesse.
Vi compaiono:
mercati e botteghe;
attività agricole;
abiti maschili e femminili;
interni domestici;
utensili e mobili;
giochi infantili;
animali da lavoro e da cortile;
strade, ponti, canali e dighe;
feste, corteggiamenti e litigi;
poveri, mercanti, contadini e persone benestanti.
Non si tratta di rappresentazioni neutrali: ogni scena è costruita per trasmettere una lezione. Tuttavia, la precisione dei dettagli permette di studiare aspetti concreti della vita materiale nei Paesi Bassi del XVII secolo.
La moralità borghese e calvinista
Lo Spiegel riflette una società nella quale disciplina personale, lavoro, economia domestica e reputazione pubblica possedevano un’importanza fondamentale.
Cats condanna gli eccessi, ma non rifiuta il benessere. La ricchezza è legittima quando deriva dal lavoro, è amministrata con prudenza ed è accompagnata dalla carità. Diviene invece moralmente pericolosa quando alimenta superbia, lusso ostentato o indifferenza verso i poveri.
Il libro propone quindi un’etica pratica, destinata soprattutto alla società urbana e mercantile della Repubblica olandese. La religione non è isolata dalla quotidianità: deve orientare il commercio, la famiglia, l’educazione e le relazioni sociali.
L’antiporta e il programma della memoria
La presenza di Memoria accanto a Ragione e Prudenza è particolarmente significativa.
Il passato non deve essere conservato per semplice erudizione. Deve essere ricordato per evitare la ripetizione degli errori. La memoria raccoglie l’esperienza degli antichi; la ragione la interpreta; la prudenza la applica al presente.
Lo Spiegel realizza esattamente questo programma. I proverbi antichi sono riproposti attraverso immagini contemporanee, affinché il lettore possa riconoscere in esse il proprio mondo.
L’esemplare e la qualità delle incisioni
Le immagini mostrano impressioni forti e nitide, con buona leggibilità delle linee più sottili e dei fondi incrociati.
Questo elemento è importante, poiché le matrici in rame tendevano a consumarsi con le successive tirature. Nella prima edizione le incisioni conservano generalmente una maggiore freschezza rispetto alle ristampe tarde.
Le carte appaiono ampie, di buona consistenza e con margini regolari. Si osservano soltanto sporadici piccoli punti, lievi bruniture e naturali tracce d’uso, senza compromissioni rilevanti dell’apparato illustrativo.
La legatura
L’esemplare è rivestito in piena pelle marrone, con dorso a nervi riccamente decorato.
I compartimenti presentano ferri floreali e arabeschi impressi in oro. Il tassello in marocchino rosso reca il titolo abbreviato “Cats van oude nieuwe ty…”, coerente con il titolo dell’opera.
Le unghie sono decorate con fregi dorati, mentre i tagli sono marmorizzati. È inoltre conservato il segnalibro in seta verde.
La veste appare antica e di qualità. L’attribuzione a una legatura strettamente coeva al 1632 è plausibile, ma dovrebbe essere confermata mediante esame diretto della cucitura, dei capitelli, delle carte di guardia e dei ferri. Alcune caratteristiche decorative potrebbero infatti indicare una legatura realizzata o rinnovata nella seconda metà del XVII secolo o nel primo Settecento.
In una descrizione commerciale prudente suggerirei pertanto la formula:
Legatura antica, verosimilmente seicentesca o di poco posteriore.
Completezza dell’apparato figurativo
La presenza dell’antiporta e di 127 emblemi coincide con la configurazione bibliografica nota della prima edizione.
È utile distinguere con precisione:
1 antiporta allegorica fuori testo, legata dopo il frontespizio;
127 incisioni emblematiche nel testo.
Il totale iconografico è quindi di 128 incisioni in rame.
Stato dell’opera
Esemplare complessivamente molto buono e di notevole qualità antiquaria.
La legatura conserva integralmente la pelle antica, le dorature, il tassello e i tagli marmorizzati. Sono presenti naturali abrasioni superficiali, piccoli segni ai piatti e consunzioni in corrispondenza di nervi, cuffie e spigoli, senza tuttavia compromettere la solidità della struttura.
Il corpo del volume appare ben cucito e saldamente inserito nella legatura. Le carte sono ampie, consistenti e generalmente fresche, con lievi variazioni cromatiche, modesti punti e occasionali bruniture marginali.
L’antiporta e gli emblemi mostrati conservano impressioni nitide, ben contrastate e ricche di dettaglio. Non emergono dalle fotografie mancanze, strappi importanti, restauri invasivi o pesanti lavaggi.
L’opera è completa i dati forniti coincidono con la collazione bibliografica della prima edizione.
Perché è interessante oggi
Lo Spiegel van den ouden ende nieuwen tijdt è un’opera fondamentale per comprendere la cultura morale, domestica e sociale della Repubblica olandese nel Secolo d’oro.
Le sue immagini permettono di studiare non soltanto la letteratura emblematica, ma anche il costume, il commercio, l’educazione, la famiglia, la vita contadina, i rapporti tra classi sociali e la rappresentazione dei vizi e delle virtù.
Il volume possiede inoltre un interesse transculturale. Cats confronta proverbi provenienti da più lingue e civiltà, mostrando come le stesse debolezze umane possano essere espresse attraverso tradizioni differenti.
Per la ricchezza iconografica, l’opera è anche una straordinaria galleria della grafica olandese del Seicento, legata alle invenzioni di Adriaen van de Venne e alla raffinata arte degli incisori che le tradussero in rame.
Perché è un acquisto consapevole
L’acquisto riguarda una prima edizione, non una tarda ristampa o una raccolta successiva delle opere di Cats.
L’esemplare possiede quattro elementi che ne sostengono il valore:
la completezza dichiarata dell’antiporta e dei 127 emblemi;
la freschezza delle impressioni;
la qualità e l’ampiezza delle carte;
la ricca legatura antica in piena pelle.
È quindi adatto a raccolte dedicate ai libri di emblemi, alla letteratura olandese, alla storia del proverbio, alla grafica seicentesca, alla cultura calvinista e alla storia della vita quotidiana.
La scheda dovrà tuttavia presentare la legatura con prudenza, evitando una datazione categorica finché non sia stata esaminata direttamente.






















