Claretie, Léo
Les Jouets. Histoire – Fabrication 300 vignettes dans le texte et 13 planches hors texte, dont 6 en couleurs
Paris, Ancienne Maison Quantin – Librairies-Imprimeries Réunies, May et Motteroz directeurs, s.d. [1893]
In-4°, cm 26 × 21; pp. IV, 324, (4). Prima edizione. Ricchissimo apparato iconografico con 300 vignette e illustrazioni nel testo e 13 tavole fuori testo complessive, di cui 6 a colori, oltre a numerose composizioni a piena pagina. Cartonnage editoriale in percalina rossa con grande composizione figurata policroma e dorata al piatto anteriore, titolo e figura al dorso; legatura ripresa e rinforzata per garantirne la solidità. Esemplare genuino, completo e in ottimo stato complessivo, con lieve uniforme brunitura della carta. L’edizione originale è concordemente datata 1893 dalle principali registrazioni bibliografiche.
Edizione e autore
Léo Claretie (1862-1924), uomo di lettere, normalista, agrégé e dottore in lettere, fu uno degli studiosi francesi che alla fine dell’Ottocento affrontarono il giocattolo non soltanto come oggetto infantile, ma come fenomeno storico, artistico, industriale e sociale. Les Jouets costituisce la sua opera fondamentale sull’argomento e una delle prime grandi monografie francesi dedicate organicamente alla storia e alla fabbricazione del giocattolo. La competenza acquisita in questo campo ebbe un seguito istituzionale: Claretie fu poi autore del rapporto ufficiale dedicato alla Classe 100, Jeux et Jouets, dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900.
Una storia materiale del giocattolo
L’interesse del volume risiede nella straordinaria ampiezza del progetto. Claretie parte dai giocattoli antichi e dall’Ancien Régime, ma concentra una parte decisiva dell’opera sulla produzione contemporanea: grandi fabbriche, piccoli artigiani, laboratori domestici, giocattoli prodotti nelle carceri, oggetti di lusso e produzioni economiche, bambole, automi, giochi militari, giocattoli scientifici ed educativi, carte da gioco, oggetti religiosi e giocattoli legati alle feste e alle ricorrenze.
Ne emerge una vera archeologia della cultura materiale dell’infanzia alla vigilia del Novecento. Il giocattolo è studiato nella sua duplice natura di oggetto dell’immaginario e di manufatto industriale: materiali, lavorazioni, decorazione, verniciatura, assemblaggio, distribuzione commerciale e trasformazione delle modalità produttive accompagnano costantemente l’indagine storica. Proprio questa attenzione ai processi di fabbricazione rende ancora oggi il libro una fonte particolarmente utile per collezionisti, storici dell’industria e studiosi dell’infanzia.
L’industria parigina del giocattolo
Particolarmente preziose sono le immagini degli ambienti di lavoro. Nell’esemplare è visibile, per esempio, la grande composizione firmata L. Le Rivérend, L’atelier de décoration et de vernissage à la Santé: non una rappresentazione idealizzata del giocattolo finito, ma una testimonianza visiva del luogo nel quale esso veniva decorato e verniciato.
Il volume permette così di osservare il passaggio dalla manifattura artigianale alla produzione seriale, documentando un settore che nella Francia fin de siècle aveva ormai assunto rilevanza economica internazionale. Il testo risente anche del confronto con la potente industria tedesca del giocattolo e partecipa alla contemporanea riflessione sulla qualità e sulla competitività della produzione francese.
Illustrazione e cultura visiva
L’apparato figurativo è uno dei maggiori pregi dell’opera. Il frontespizio dichiara 300 vignette nel testo e 13 tavole fuori testo, 6 delle quali a colori. Le fotografie dell’esemplare mostrano la varietà dei materiali riprodotti: giocattoli meccanici e automi musicali, bambole con costumi alla moda, antiche carte da gioco rivoluzionarie, ambienti di produzione e manifesti pubblicitari.
Fra le tavole compare una spettacolare composizione di automi musicali firmata Émile Bayard e datata 1893, mentre altre illustrazioni portano la firma di Louis Le Rivérend. Di particolare interesse storico-grafico è inoltre la pagina dedicata alle affiches di Jules Chéret, fra cui i manifesti per i Grands Magasins du Louvre e Aux Buttes Chaumont: l’opera diventa così anche una fonte sulla nascente comunicazione commerciale del giocattolo e sulla moderna pubblicità parigina. La bibliografia di mercato registra espressamente la presenza di illustrazioni di Émile Bayard e di tavole firmate Le Rivérend.
Il cartonnage editoriale
Particolarmente qualificante è la conservazione della legatura editoriale figurata, elemento che modifica sensibilmente il valore collezionistico dell’esemplare. Il piatto anteriore, su fondo rosso, costituisce quasi un manifesto del contenuto: bambole, marionette, cavallo a dondolo, tamburo, figure di venditori e piccoli giocattoli sono riuniti intorno al grande titolo Les Jouets par Léo Claretie, con ricorso alla policromia, al nero e alle lumeggiature dorate. Il dorso riprende titolo e autore, accompagnati dalla figura di una bambola.
Questa specifica veste è documentata come cartonnage illustré d’édition, in piena tela rossa con grande composizione policroma al piatto. Rispetto agli esemplari successivamente rilegati in mezza pelle o tela moderna, conserva quindi integralmente la fisionomia commerciale con cui l’opera fu presentata al pubblico del 1893.
La ripresa strutturale della legatura, eseguita per assicurarne la solidità, non cancella il carattere editoriale dell’esemplare: il nucleo figurativo originale dei piatti e del dorso è conservato e rimane il principale elemento di attrazione materiale della copia.
Completezza
La formulazione del frontespizio è decisiva per la collazione: 13 tavole fuori testo in totale, delle quali 6 a colori. Le numerose altre illustrazioni a piena pagina in bianco e nero appartengono all’apparato delle 300 vignette e composizioni inserite nel testo. Questa consistenza è confermata dalle descrizioni bibliografiche dell’edizione originale.
La presenza nell’esemplare del complesso apparato a colori è particolarmente importante: copie offerte o passate sul mercato sono talvolta incomplete proprio di una o più di queste tavole.
Perché è interessante oggi
Les Jouets fotografa un momento irripetibile della storia dell’infanzia: quello nel quale il giocattolo passa dall’oggetto prevalentemente artigianale alla moderna produzione industriale e contemporaneamente diventa prodotto pubblicizzato, oggetto da collezione, strumento educativo e manifestazione della società dei consumi. Bambole, automi, carte, giocattoli militari, manifesti e laboratori permettono oggi di studiare insieme storia sociale, costume, tecnologia, pubblicità e cultura materiale. Non sorprende che l’opera sia stata riprodotta in facsimile e continui a essere utilizzata come fonte sulla storia del giocattolo.
Perché è un acquisto consapevole
Non si acquista soltanto un libro illustrato sui giocattoli, ma la prima edizione del 1893 di una delle fondamentali monografie francesi sull’argomento, conservata nella sua fortemente caratterizzata veste editoriale figurata e con il fondamentale apparato cromatico. È proprio la combinazione fra completezza, immagini a colori, documentazione dei processi produttivi e cartonnage originale a distinguerla dalle ristampe moderne e dalle numerose copie ottocentesche rilegatesi successivamente in modo anonimo.

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