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Novelle di Autori Senesi
Londra, presso Riccardo Bancker, 1796-1798.
Descrizione fisica:
Due volumi in 8° piccolo (cm 13 × 20); pp. XL, 408; XXXVI, 383, (1).
Carte fresche, marginose, in barbe.
Elegante legatura coeva in mezza pelle verde con angoli, piatti in carta marmorizzata, dorso a 5 nervi con titoli e fregi dorati su tassello rosso.
Agli antiporta, due ritratti incisi in rame:
- Scipione Bargagli Senese Cavaliere Cesareo (vol. I, firmato Giuseppe Bernini dis. e Giuseppe Canini sculp.);
- Pietro Fortini (vol. II, Canini sculp.).
Ottimo stato di conservazione, leggera fioritura alle prime carte, margini ampi e tagli irregolari.
Contenuto:
Raccolta di novelle del Cinquecento senese, comprendente testi di:
- Girolamo Sermini
- Pietro Fortini
- Baldassarre Ilicini
- Girolamo Nelli
- Scipione Bargagli
- Alessandro di Girolamo Sozzini
- Alessandro Maria Bandiera
Si tratta di una delle edizioni più eleganti e ricercate di questa importante antologia, stampata “a Londra” presso Riccardo Bancker, nome tipografico fittizio probabilmente riconducibile a un’officina italiana attiva tra Livorno e Venezia.
Nota storico-letteraria:
La raccolta delle Novelle di Autori Senesi nasce nel clima di rinnovato interesse settecentesco per la narrativa toscana del Rinascimento, e in particolare per la tradizione boccaccesca mediata da autori locali.
Le novelle di Sermini, Fortini e Bargagli rivelano l’ambiente colto e mondano della Siena medicea e post-medicea, in cui la lingua elegante si accompagna a un tono morale e cortigiano, distinto dal più popolare registro fiorentino.
L’edizione londinese del 1796-1798 — per la cura tipografica, le incisioni di gusto neoclassico e la chiarezza del carattere — è considerata una delle migliori del Settecento.
Rilevanza bibliografica:
L’opera si inserisce nel più vasto progetto editoriale di riscoperta delle novelle toscane antiche, anticipando le riedizioni ottocentesche curate da Moreni e D’Ancona. Le incisioni d’antiporta, di qualità e rara freschezza, costituiscono un interessante esempio di ritratto letterario neoclassico.
Scipione Bargagli e Pietro Fortini: protagonisti della novella senese
Tra gli autori rappresentati in questa raccolta, Scipione Bargagli e Pietro Fortini emergono come figure centrali della narrativa senese del Cinquecento, interpreti di due stagioni differenti ma complementari dello spirito umanistico toscano.
Scipione Bargagli (Siena, 1540 – 1612), nobile letterato, accademico degli Intronati e poi dei Rozzi, fu uomo di cultura e di governo, attivo anche come storico e teorico del linguaggio. La sua Trattenimenti e le Novelle rispecchiano la vita intellettuale e mondana della Siena post-medicea, dove la conversazione salottiera si intreccia con un raffinato esercizio di moralità letteraria. Bargagli unisce alla chiarezza dello stile boccaccesco un gusto narrativo venato d’ironia e una garbata introspezione psicologica.
Pietro Fortini (Siena, 1500 circa – post 1560), più vicino per tono e spirito alla novella quattrocentesca, offre invece un quadro vivace e realistico della società senese pre-tridentina. Le sue novelle, spesso incentrate su vicende d’amore, inganno e fortuna, si distinguono per la freschezza dialogica e per l’uso espressivo del vernacolo toscano temperato da eleganza cortigiana. Fortini fu tra i primi a sperimentare una narrativa di taglio morale, preludio alla novella seicentesca più meditata e civile.
L’uno rappresenta la dimensione accademica e nobile del racconto rinascimentale, l’altro la sua vena popolare e arguta; insieme, danno voce a una tradizione letteraria senese autonoma e colta, che in questa edizione di fine Settecento trova la sua più compiuta celebrazione.
Confronto con “Il Pecorone” e la tradizione boccaccesca
Come per l’edizione del Pecorone di Ser Giovanni Fiorentino (Londra, Riccardo Bancker, 1793), anche queste Novelle di Autori Senesi si inseriscono nel medesimo progetto editoriale di recupero della narrativa toscana antica, promosso negli anni 1790 da officine tipografiche italiane operanti sotto falsa insegna londinese.
Entrambe le opere si ispirano alla lezione del Boccaccio, non solo per la struttura dialogica e la cornice morale, ma anche per il tono realistico e l’osservazione dei costumi.
Il Pecorone rappresenta la filiazione diretta del modello trecentesco, mentre le Novelle Senesi mostrano il suo sviluppo cinquecentesco, dove l’elemento cortigiano e accademico prevale sul registro popolare.
Queste edizioni “Bancker” — eleganti, marginose, corredate di ritratti e frontespizi incisi — costituiscono una sorta di biblioteca ideale della novella italiana, mirata a offrire al collezionista colto del tardo Settecento un repertorio raffinato delle origini narrative toscane.
Accostare il Pecorone (1793) e le Novelle di Autori Senesi (1796-1798) permette dunque di cogliere la continuità di un gusto neoclassico che, sotto la maschera della ristampa filologica, rilegge la letteratura del Rinascimento in chiave estetica e collezionistica.
Stato di conservazione:
Esemplare splendido, completo dei due ritratti, legatura solida, carte bianche, belle barbe. Lievi bruniture ai margini, ma complessivamente in ottimo stato.











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