Arnaldo Cipolla
Per la Siberia in Cina e Giappone. Racconto di viaggio
Torino, Stamperia Reale G. B. Paravia & C., 1924
Volume in grande formato (cm 27,5 × 19), composto da XXII + 395, (1) pagine, corredato da cartina geografica a doppia pagina all’antiporta con l’itinerario percorso dall’autore e riccamente illustrato in bianco e nero con numerose fotografie nel testo.
Brossura editoriale originale in carta pesante, con titoli dorati in rilievo al piatto anteriore e al dorso; fotoincisione applicata al piatto entro elegante cornice dorata a rilievo.
Prima edizione, copia genuina, in buone condizioni generali, di sicuro interesse collezionistico.
Nota sull’autore
Arnaldo Cipolla fu giornalista, inviato e viaggiatore tra i più attenti e curiosi del panorama italiano tra fine Ottocento e primo Novecento. Collaboratore di periodici e quotidiani, seppe distinguersi per uno stile narrativo limpido e coinvolgente, capace di coniugare osservazione diretta, sensibilità letteraria e attenzione documentaria. I suoi viaggi rispondono a un preciso interesse per le grandi aree di trasformazione geopolitica del tempo, osservate non solo nei loro assetti politici, ma anche nei costumi, nell’architettura, nelle pratiche religiose e nella vita quotidiana delle popolazioni incontrate.
Per la Siberia in Cina e Giappone rappresenta una delle sue opere più mature, nelle quali il reportage di viaggio si fa anche riflessione culturale.
Descrizione dell’opera e del viaggio
Il volume documenta un lungo e articolato itinerario che conduce l’autore dall’Europa orientale attraverso la Siberia, lungo le grandi direttrici ferroviarie e carovaniere, fino all’Estremo Oriente. Il viaggio prosegue nella Cina imperiale, osservata in una fase di profonda transizione, e si conclude in Giappone, descritto come esempio emblematico di modernizzazione capace di convivere con una forte identità culturale.
Cipolla alterna la narrazione degli spostamenti e dei paesaggi a pagine di intensa osservazione sociale ed etnografica: descrive città, villaggi, templi, cerimonie religiose, abbigliamenti tradizionali, architetture civili e sacre, soffermandosi in particolare sui territori di confine e sulle aree meno note al pubblico europeo. La Siberia emerge come spazio immenso e severo, la Cina come universo stratificato e contraddittorio, sospeso tra ritualità millenarie e segni di cambiamento, mentre il Giappone appare come una realtà sorprendentemente ordinata e dinamica.
Il racconto è arricchito da un notevole apparato iconografico, costituito da fotografie originali che documentano paesaggi, edifici, scene di vita quotidiana e tipologie umane. Tali immagini, integrate organicamente nel testo, conferiscono all’opera un alto valore testimoniale e ne fanno una fonte iconografica di primaria importanza per lo studio dell’immaginario orientale nella cultura italiana del primo Novecento.
Importanza e interesse collezionistico
Quest’opera si colloca pienamente nella tradizione dei grandi libri di viaggio italiani del primo Novecento, distinguendosi per qualità editoriale, ampiezza del percorso narrato e ricchezza documentaria. La presenza della cartina itineraria, l’abbondante apparato fotografico e la raffinata veste tipografica Paravia ne fanno un volume ricercato sia dai collezionisti di viaggi e geografia, sia dagli studiosi di storia culturale e delle rappresentazioni dell’Oriente.
















