Carlo Collodi – Le avventure di Pinocchio illustrate da Luigi e Maria Augusta Cavalieri
Titolo: Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino Autore: Carlo Lorenzini, detto Carlo Collodi
Illustratori: Luigi Cavalieri e Maria Augusta Cavalieri Luogo ed editore: Firenze, Adriano Salani Editore, Viale dei Mille Data editoriale: 1924; esemplare con indicazione tipografica 1925 Pagine: 253, (3) Dimensioni: cm 18,6 × 12,8 Legatura: cartonato editoriale illustrato, dorso in tela chiara con autore e titolo impressi
Illustrazioni: ritratto fotografico di Collodi all’antiporta; numerose illustrazioni in nero nel testo e fuori testo; tavole a colori; guardie interamente figurate
Particolarità: copertina illustrata e firmata da L. Cavalieri; prezzo editoriale di lire 4,50 al piatto posteriore; pubblicità editoriale Salani in fine; ex libris applicato alla controguardia posteriore. Esemplare eccezionalmente ben conservato.
Precisazione bibliografica sulla data
L’edizione con le illustrazioni di Luigi e Maria Augusta Cavalieri appartiene alla stagione editoriale Salani inaugurata nel 1924, anno con il quale viene normalmente censita anche dalla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna.
Nel presente esemplare, tuttavia, il verso della carta preliminare reca due indicazioni distinte: “Copyright by Adriano Salani 1924” e, più sotto, “1925. – Stabilimento Tipografico dell’Editore Adriano Salani”. La formulazione catalografica più rigorosa è pertanto:
Firenze, Adriano Salani Editore, 1924 [stampa 1925].
Non si tratta di una diversa versione figurativa, ma di un esemplare appartenente alla prima fase editoriale dell’importante interpretazione dei Cavalieri, verosimilmente impresso materialmente nell’anno successivo al deposito della proprietà artistica. Il dato non ne riduce l’interesse; al contrario, documenta con precisione la storia produttiva della pubblicazione.
L’opera
Le avventure di Pinocchio è uno dei testi fondamentali della letteratura italiana e uno dei pochi libri nati per l’infanzia capaci di oltrepassare stabilmente i confini del proprio genere. Pubblicata dapprima a puntate nel Giornale per i bambini e raccolta in volume nel 1883, la storia del burattino costruito da Geppetto unisce racconto d’avventura, fiaba morale, comicità, teatro popolare, apologo sociale e formazione individuale.
Il viaggio di Pinocchio procede attraverso continue metamorfosi e prove: il teatro di Mangiafoco, il Gatto e la Volpe, l’impiccagione alla Quercia grande, la Fata, il Paese dei balocchi, la trasformazione in ciuchino, il Pesce-cane e infine il ritorno a Geppetto. Ogni episodio nasce da una disobbedienza, da una seduzione o da un errore di giudizio, ma la struttura del libro non è quella di un rigido trattato educativo. Collodi conserva sempre uno sguardo ironico verso il mondo degli adulti, le istituzioni, la scuola, la giustizia e la retorica moralistica.
La vitalità dell’opera dipende proprio da questa ambivalenza: Pinocchio è insieme bugiardo e sincero, egoista e generoso, ingenuo e astuto. Non diviene “buono” attraverso una conversione improvvisa, ma imparando lentamente a riconoscere la responsabilità verso gli altri.
Carlo Collodi
Carlo Lorenzini, nato a Firenze nel 1826 e morto nel 1890, adottò lo pseudonimo di Collodi dal nome del paese toscano legato alla famiglia materna. Giornalista, autore teatrale, traduttore, funzionario e scrittore politico, partecipò intensamente alla cultura dell’Italia risorgimentale e postunitaria.
Prima di Pinocchio aveva già maturato una profonda esperienza nella letteratura destinata ai ragazzi, traducendo e adattando fiabe francesi e componendo libri scolastici nei quali l’intento educativo era temperato da dialoghi vivaci, osservazione sociale e gusto per il paradosso. Questa familiarità con il linguaggio infantile gli permise di creare un protagonista che non parla come un adulto in miniatura, ma possiede un ritmo verbale, una logica e una capacità di ribellione immediatamente riconoscibili.
Il ritratto fotografico posto all’antiporta del volume introduce l’autore con sobrietà documentaria. Collodi appare ormai maturo, con lo sguardo severo e i tratti caratteristici tramandati dalla sua iconografia ufficiale. L’accostamento fra questo volto austero e la fantasia prorompente delle pagine successive produce un contrasto particolarmente suggestivo.
L’edizione Salani
La casa editrice Salani ebbe un ruolo centrale nella diffusione della narrativa popolare e per ragazzi in Italia. Le sue pubblicazioni cercavano di unire accessibilità economica, solida confezione materiale e forte richiamo figurativo. Nel presente volume il prezzo di copertina, lire 4,50, è stampato direttamente sul piatto posteriore, elemento importante per ricostruire la collocazione commerciale dell’edizione.
La copertina è concepita come un vero manifesto. Pinocchio, vestito con una vivace casacca gialla, avanza rapidamente con un libro sotto il braccio, circondato da animali e personaggi fantastici: il pappagallo, il serpente, il gatto, la volpe e altre presenze che condensano visivamente l’universo narrativo. Il titolo, costruito con un’elegante grafia geometrica, occupa la parte inferiore del piatto; in basso compare la firma L. Cavalieri.
Il piatto posteriore presenta invece una figura infantile affiancata dalle ombre di Pinocchio e di un personaggio dal lungo naso. L’uso dell’ombra trasforma una semplice immagine pubblicitaria in un piccolo gioco visivo: il lettore reale appare già accompagnato dai protagonisti che incontrerà nel libro.
Anche il dorso partecipa al progetto grafico, con la dicitura “C. Collodi – Le avventure di Pinocchio” ordinatamente impressa sulla tela chiara.
Luigi e Maria Augusta Cavalieri
L’apparato figurativo è attribuito sul frontespizio a Luigi e M. Augusta Cavalieri, identificata nella bibliografia anche come Maria Augusta Cavalieri. La Biblioteca dell’Archiginnasio considera questa pubblicazione l’ottava importante versione illustrata di Pinocchio.
La loro interpretazione si colloca in un momento di particolare ricchezza dell’illustrazione italiana. I Cavalieri non si limitano a ripetere i modelli ottocenteschi di Enrico Mazzanti o Carlo Chiostri, ma introducono un gusto più moderno, vicino alla cultura grafica degli anni Venti, al decorativismo e a una narrazione visiva più teatrale.
Pinocchio conserva la sua natura di burattino: il corpo è sottile, spezzato in articolazioni evidenti, con gambe lunghe, gomiti appuntiti e movimenti scattanti. Non è ancora il bambino addolcito da molte interpretazioni successive, ma una creatura di legno, nervosa, irriverente e mobilissima.
Le figure umane e animali assumono spesso pose esasperate, quasi da palcoscenico. La caricatura non cancella tuttavia la componente inquietante della vicenda. Volpi, gatti, civette, serpenti, marionette e creature fantastiche conservano una presenza ambigua, sospesa fra comicità e minaccia.
La prima edizione Salani illustrata dai Cavalieri è oggi riconosciuta come una delle interpretazioni figurative più ricercate di Pinocchio del primo Novecento; fonti dedicate alla storia dell’illustrazione editoriale ricordano espressamente le tavole realizzate per l’edizione Salani del 1924.
La copertina
La copertina costituisce uno dei punti di maggiore forza dell’esemplare. Pinocchio è rappresentato in corsa, con il corpo proteso in avanti e un volume sotto il braccio. Intorno a lui si dispone una piccola enciclopedia del racconto: animali parlanti, presenze boschive, figure antropomorfe e paesaggi fantastici.
La veste gialla a macchie, il cappello conico, il grande colletto bianco e la struttura lignea delle membra rendono il personaggio immediatamente riconoscibile. La cromia, ancora nitida, alterna gialli, verdi, azzurri e rossi su un fondo chiaro, secondo un gusto decorativo che rende il piatto luminoso senza sovraccaricarlo.
La composizione non illustra un singolo episodio, ma sintetizza l’intera opera: Pinocchio corre attraverso il proprio mondo, inseguito o accompagnato dalle creature che ne determinano il destino.
Le guardie figurate
Particolarmente notevoli sono le guardie illustrate, interamente occupate da un intricato disegno monocromo. Volute vegetali, animali, personaggi, maschere, oggetti e piccoli episodi del racconto si fondono in una decorazione continua.
La struttura ricorda un tessuto, un arabesco o una carta da parati fantastica. Il lettore è invitato a esplorarla lentamente, riconoscendo fra le spirali Pinocchio, il serpente, il giudice, il carabiniere, il pescatore, il teatro e numerosi altri richiami alla storia.
Queste guardie non sono un riempitivo ornamentale: funzionano come soglia narrativa. Prima ancora di raggiungere il frontespizio, il lettore entra letteralmente nel labirinto delle avventure del burattino.
Le illustrazioni in nero
Le immagini monocrome mostrano una notevole varietà di registri. Alcune sono costruite come scene teatrali; altre isolano i personaggi entro uno spazio quasi vuoto, concentrando l’attenzione sul gesto e sull’espressione.
Nella tavola accompagnata dalla didascalia «dopo mille sguaiataggini finirono col dare in una bella risata», Pinocchio e il compagno sono trasformati in asini. Le orecchie smisurate, le gambe arcuate e il movimento danzante producono un effetto apertamente comico, ma anticipano anche la metamorfosi drammatica che li attende.
Il tratto, apparentemente leggero, è sostenuto da una precisa conoscenza della caricatura. Le membra si allungano, i nasi si accentuano, le pose diventano elastiche; ciò permette agli illustratori di tradurre graficamente il ritmo rapido e dialogico della prosa collodiana.
Le tavole a colori
Le tavole a colori rappresentano il vertice spettacolare dell’apparato iconografico. La scena della Fata e dei medici riuniti intorno al letto di Pinocchio è costruita come un interno fiabesco ricchissimo. La Fata indossa un lungo abito azzurro e un copricapo con velo trasparente; accanto a lei compaiono il Corvo, la Civetta e il Grillo parlante, convocati per stabilire se il burattino sia vivo o morto.
La cromia è profonda e preziosa: blu, verdi, rossi e ori trasformano la camera in uno spazio quasi medievale, nel quale arredi, tessuti e architetture contribuiscono all’atmosfera sospesa.
Nella tavola dedicata al Pescatore verde, il contrasto è ancora più marcato. La figura gigantesca e grottesca occupa gran parte della scena, con pelle verdastra, barba vegetale e lineamenti mostruosi; il piccolo Pinocchio, appeso e gesticolante, appare fragile ma ancora capace di protestare. Il paesaggio marino, le reti, i pesci e gli oggetti sparsi costruiscono un ambiente fantastico denso e quasi visionario.
Queste illustrazioni dimostrano come i Cavalieri sapessero passare dalla comicità alla paura senza rompere l’unità stilistica del volume.
Il frontespizio e i preliminari
Il frontespizio reca la formulazione:
- Collodi – Le avventure di Pinocchio – Storia di un burattino – illustrata da Luigi e M. Augusta Cavalieri – Firenze, Adriano Salani Editore, Viale dei Mille.
Al centro compare una piccola vignetta con il profilo di Pinocchio. Il disegno essenziale e caricaturale funziona quasi come un marchio identificativo del personaggio.
Al verso della carta seguente sono riportate la proprietà letteraria degli editori R. Bemporad & Figlio, accompagnata dalla firma riprodotta di Enrico Bemporad, e la proprietà artistica di Adriano Salani. Il rapporto fra i due editori riflette la particolare storia dei diritti dell’opera: Bemporad, successore di Paggi, conservava la proprietà letteraria, mentre Salani rivendicava il proprio apparato illustrativo.
La dicitura tipografica del 1925, associata al copyright artistico del 1924, consente di collocare con precisione questa copia nella primissima fase di diffusione dell’edizione.
La pubblicità editoriale
Alla fine del volume è conservata una pagina pubblicitaria dedicata a La storia d’Italia del bambino, altra pubblicazione Salani illustrata da «169 incisioni in nero e 4 tavole a colori».
Il testo promozionale è significativo per comprendere il programma culturale della casa editrice: la lettura viene presentata come strumento per trasmettere ai bambini conoscenze, valori civili e amore per la patria, senza appesantire il racconto con un numero eccessivo di nomi e date.
La presenza della pubblicità editoriale è bibliograficamente interessante perché conserva il volume nella sua configurazione commerciale originaria e documenta il catalogo Salani del periodo.
L’ex libris
Alla controguardia posteriore è applicato un ex libris figurato con la dicitura “Ex Libris Alessandro Castiglioni” e il motto latino “Usque ad finem”, ossia “fino alla fine”.
L’immagine raffigura un lettore immerso in un paesaggio architettonico e naturale, accompagnato da libri e da elementi fantastici. Pur essendo una testimonianza di provenienza recente, l’ex libris conferisce all’esemplare una storia collezionistica individuale e riconoscibile.
Stato dell’opera
Esemplare eccezionalmente ben conservato nella sua legatura editoriale originale. Il cartonato mantiene una presentazione nitida, con illustrazione anteriore vivace e ben leggibile; il dorso in tela chiara è saldo e conserva chiaramente autore e titolo.
Le guardie figurate risultano presenti e ben conservate. Il ritratto fotografico di Collodi, il frontespizio, le illustrazioni monocrome e le tavole a colori presentano impressioni nette e cromie ancora intense. Le pagine sono salde e ordinatamente raccolte; è conservata anche la pubblicità editoriale conclusiva. Ex libris alla controguardia posteriore.
Nel complesso, una copia di qualità decisamente superiore alla media delle edizioni per ragazzi dell’epoca, frequentemente sottoposte a letture intense e quindi oggi difficili da reperire in condizioni realmente soddisfacenti.
Perché è interessante oggi
Questa edizione permette di incontrare Pinocchio non soltanto come capolavoro letterario, ma come protagonista della cultura visiva italiana degli anni Venti. Le immagini dei Cavalieri appartengono a una fase in cui il burattino non aveva ancora assunto un’unica fisionomia internazionale: ogni illustratore poteva reinventarne il corpo, il costume e il mondo.
Il volume interessa quindi contemporaneamente la storia della letteratura per l’infanzia, la grafica editoriale, l’illustrazione italiana, la cultura materiale del libro e la fortuna iconografica di uno dei personaggi più universali della narrativa.
Perché è un acquisto consapevole
Non si acquista una comune ristampa di Pinocchio, ma una delle prime e più riuscite edizioni della versione illustrata da Luigi e Maria Augusta Cavalieri, proposta nella veste editoriale Salani originale.
La presenza del cartonato figurato, delle guardie decorate, del ritratto di Collodi, delle tavole a colori, delle numerose immagini in nero e della pubblicità conclusiva costituisce un insieme editoriale organico. A ciò si aggiunge una conservazione particolarmente favorevole, elemento determinante per un libro destinato originariamente all’uso infantile.






















