Marco Tullio Cicerone
Philosophicorum Librorum Pars Prima & Pars Secunda
Ex Dionysii Lambini Monstroliensis emendatione
Venetiis, 1579
Descrizione bibliografica:
Opera in due volumi in 16° (cm 16,5 x 11); pp. 592 (vol. I), pp. 500 (vol. II); stampati in tondo e corsivo, con eleganti capilettera decorati, note marginali e impaginazione ariosa. Ogni volume reca al frontespizio una grande marca tipografica allegorica (figura femminile con cornucopia, città sullo sfondo e motto decorativo), oltre a vistose annotazioni manoscritte coeve.
Contenuto:
Edizione cinquecentesca dell’opera filosofica di Cicerone, corretta dal celebre filologo Dionigi Lambin (Dionysius Lambinus), uno dei maggiori umanisti e curatori del Cinquecento, con base a Parigi e noto per l’accuratezza critica.
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Vol. I: Academica, De Finibus bonorum et malorum (libri V), Tusculanae Quaestiones (libri V).
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Vol. II: De Natura Deorum (libri III), De Divinatione (libri II), De Fato (libro I), De Legibus (libri III), e Fragmenta Philosophica.
Questa raccolta costituisce il corpus fondamentale della riflessione filosofica ciceroniana, tra scetticismo accademico e mediazione tra stoicismo ed epicureismo. Le sue opere furono centrali per la diffusione del pensiero morale e civile nel Rinascimento, e in particolare per la formazione delle élite europee.
Legatura:
Legatura coeva in piena pergamena rigida, con doppi tasselli ai dorsi in marocchino (uno per il titolo, uno per la numerazione dei volumi), titoli e filetti impressi in oro, tagli spruzzati. Stato eccellente. Una legatura decorativa e rara in formato piccolo.
Stato di conservazione:
Esemplari freschissimi, stampa nitida, legatura solida e ben conservata. Minime macchie marginali irrilevanti. Le annotazioni antiche manoscritte al frontespizio conferiscono ulteriore interesse bibliografico.
Nota tipografica:
La datazione 1579 e lo stile del frontespizio suggeriscono un’edizione veneziana probabilmente uscita da una delle officine affiliate alla tipografia Giolito o vicine a Gabriele Giolito de’ Ferrari, anche se non esplicitamente dichiarato nel colophon visibile. Lo stile decorativo è coerente con questa tradizione.
Dionigi Lambin (1519–1572), latinizzato come Dionysius Lambinus, fu uno dei più celebri filologi del Rinascimento francese. Professore di eloquenza latina al Collège de France e curatore per il re di Francia, si distinse per le sue rigorose edizioni critiche di autori latini come Cicerone, Lucrezio, Orazio e Cornelio Nepote. La sua metodologia coniugava una solida conoscenza linguistica a un acuto senso del contesto storico-letterario, ponendolo tra i pionieri dell’umanesimo filologico moderno. Le sue edizioni, corredate da accurate postille, esercitarono un’influenza profonda sulla cultura scolastica e universitaria europea del XVI e XVII secolo, e furono spesso ristampate a Venezia, Lione e Basilea. L’edizione delle Opere filosofiche di Cicerone da lui curata rappresenta ancora oggi uno dei punti più alti dell’editoria ciceroniana cinquecentesca.














