Alighieri, Dante
La Divina Commedia, novamente annotata da G. L. Passerini
Firenze, G. C. Sansoni, Editore, 1897-1898
Opera completa nelle tre cantiche in tre volumetti: I. L’Inferno, 1897, pp. 373, (1); II. Il Purgatorio, 1898, pp. 368; III. Il Paradiso, 1898, pp. 378. Cm 10,5 × 7,5. Brossure editoriali in carta pergamenata, con elaborate composizioni tipografiche ai piatti in rosso, nero e azzurro e titoli in rosso ai dorsi, numerazione dei volumi in nero. Ritratto di Dante all’antiporta del primo volume, riprodotto dal Codice Riccardiano 1040. Genuino insieme nella sua veste editoriale originale, senza interventi di restauro; qualche naturale segno del tempo, complessivamente buona copia.
L’edizione Sansoni del 1897-1898
Questa elegante edizione in formato tascabile della Commedia fu pubblicata da G. C. Sansoni tra il 1897 e il 1898: l’Inferno apparve nel 1897, mentre Purgatorio e Paradiso seguirono nel 1898. Il censimento della National Library of Ireland registra precisamente l’opera in tre volumi, con ritratto, formato di circa 11 cm, confermando l’articolazione completa nelle tre cantiche.
La Biblioteca Baldini documenta a sua volta l’Inferno del 1897 con X, 373 pagine e una tavola di ritratto, il Purgatorio del 1898 con 368 pagine e il Paradiso dello stesso anno. Nel 1901 Sansoni aggiunse un Rimario, talvolta catalogato come quarto volume della serie editoriale: si tratta però di un supplemento lessicale successivo, non di una parte necessaria alla completezza della Divina Commedia, che resta integralmente contenuta nelle tre cantiche qui presenti.
Giuseppe Lando Passerini
Il commentatore Giuseppe Lando Passerini (1858-1932) fu una delle figure più attive della dantistica italiana fra Otto e Novecento. Bibliotecario ed erudito, dedicò gran parte della propria attività allo studio e alla divulgazione dell’opera di Dante; diresse il Giornale dantesco, promosse collezioni di testi e studi specialistici e lavorò a importanti imprese documentarie e bibliografiche dedicate all’Alighieri. L’Enciclopedia Dantesca ricorda espressamente che proprio tra 1897 e 1898 elaborò un breve commento alla Commedia, cioè quello alla base della presente edizione sansoniana.
La figura di Passerini conferisce dunque all’edizione un significato preciso: non è una generica ristampa scolastica di fine Ottocento, ma uno dei primi risultati editoriali di uno studioso che avrebbe fatto della tradizione dantesca il centro della propria attività intellettuale.
Una Commedia concepita per essere letta
Il minuscolo formato costituisce una caratteristica sostanziale dell’edizione. A fine Ottocento si sviluppò un vero interesse per le edizioni tascabili della Commedia, destinate tanto agli studenti quanto ai lettori che desideravano avere Dante materialmente sempre con sé. La Biblioteca Civica Angelo Mai ricorda proprio questa edizione del Passerini e documenta come Sansoni, nella nota editoriale del 1897, ne sottolineasse le migliorie e l’utilità rispetto alle numerose edizioni scolastiche allora in circolazione.
Le dimensioni di appena cm 10,5 × 7,5 non trasformano quindi questi libri in curiosità miniaturistiche: sono l’espressione di un preciso progetto culturale, quello di rendere la Commedia un libro personale, portatile e continuamente consultabile.
L’apparato di Passerini
La formula del frontespizio, “novamente annotata da G. L. Passerini”, chiarisce la natura dell’impresa. Il testo poetico è accompagnato da un commento volutamente contenuto, adeguato alle dimensioni del volume e destinato ad agevolare la lettura senza soffocare i versi sotto un apparato eccessivamente esteso.
Questa caratteristica distingue l’edizione dalle grandi Commedie commentate dell’Ottocento: qui l’intento è offrire una lettura guidata e maneggevole, nella quale il commento resta funzionale al testo. La stessa opera di Passerini viene qualificata dall’Enciclopedia Dantesca come un “breve commento” elaborato proprio nel biennio 1897-1898.
Il ritratto dal Codice Riccardiano 1040
Il primo volume conserva all’antiporta il ritratto di Dante in profilo, accompagnato dalla precisa indicazione editoriale:
“Dal cod. Riccardiano 1040”.
L’inserimento del ritratto manoscritto non ha semplice funzione decorativa. Inserisce l’edizione popolare e tascabile in una linea di continuità con la tradizione documentaria dantesca, richiamando visivamente l’immagine del poeta tramandata dalla cultura manoscritta.
Nella vostra copia il ritratto precede immediatamente il frontespizio dell’Inferno, contribuendo alla particolare eleganza del primo volume.
Le brossure editoriali
Molto gradevole è la conservazione delle tre brossure originali in carta pergamenata, elemento decisivo nella fisionomia collezionistica dell’insieme.
I piatti sono costruiti attorno a una grande iniziale ornamentale e a una raffinata composizione di caratteri in rosso, nero e azzurro, con il titolo, il nome di Dante, l’indicazione del commentatore e la singola cantica. Ai dorsi il titolo della Divina Commedia e il nome di Dante sono stampati in rosso, mentre i numeri romani I, II e III consentono l’immediata identificazione della sequenza.
L’insieme mantiene quindi l’aspetto con il quale Sansoni lo offriva al pubblico alla fine dell’Ottocento, senza essere stato uniformato successivamente mediante una legatura moderna. Proprio questa genuinità editoriale costituisce uno degli elementi più piacevoli della copia.
L’esemplare
I tre volumetti formano un insieme omogeneo e completo delle tre cantiche. Le brossure originali sono conservate, così come il ritratto all’antiporta dell’Inferno; gli interni mantengono una buona leggibilità e la copia non presenta interventi di restauro, conservando integralmente il proprio carattere storico.
Il naturale vissuto delle copertine pergamenate non diminuisce il fascino dell’insieme: al contrario, contribuisce alla percezione di tre piccoli volumi rimasti nella loro veste originaria per oltre centoventicinque anni.
Perché è interessante oggi
Perché rappresenta un momento importante nella storia della fortuna popolare e scolastica di Dante. Alla fine dell’Ottocento la Commedia non è più soltanto monumento letterario da biblioteca, ma diventa libro da portare con sé, leggere, annotare e studiare quotidianamente.
L’edizione possiede inoltre il valore aggiunto del commento di Giuseppe Lando Passerini, protagonista della dantistica fra Otto e Novecento, e offre nel suo formato minimo una testimonianza particolarmente suggestiva della trasformazione di Dante in autentico classico nazionale.
Perché è un acquisto consapevole
L’interesse di questo insieme non consiste soltanto nel possedere la Divina Commedia, ma nell’avere una specifica edizione fin-de-siècle completa nelle tre cantiche, curata da un importante dantista e ancora conservata nelle sue brossure editoriali figurate originali.
Formato minuto, ritratto dal Codice Riccardiano 1040, grafica in più colori, completezza dei tre volumi e assenza di restauri rendono la copia particolarmente rappresentativa dell’editoria dantesca di fine Ottocento.












