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Ettore Davite –  “Ripresa” – Verbania Intra, Tipografia E. Cerutti & C., 1946

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Prima edizione di una raccolta poetica del secondo dopoguerra, testimonianza intensa del clima morale e civile dell’Italia del 1946. Arricchita da dedica e firme autografe dell’autore, che ne accrescono l’interesse collezionistico. Esemplare in ottimo stato di conservazione.

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Ettore Davite

“Ripresa”   

Verbania Intra, Tipografia E. Cerutti & C., 1946

Descrizione bibliografica
Prima edizione. Volume (cm 17,5 x 13). Pagine 89, più (5) non numerate. Brossura editoriale in cartoncino leggero con ali di colore celeste; titoli in rosso e blu entro cornice tipografica al piatto anteriore; titoli anche al dorso.
Esemplare ottimo. Presente nota manoscritta autografa e firmata dall’autore al retro del frontespizio; firma autografa dell’autore anche al verso di pagina 89.

Contenuto principale
Raccolta poetica pubblicata nel primo dopoguerra, fortemente segnata dall’esperienza della guerra e dalla necessità morale e civile della ricostruzione. I testi affrontano temi quali il sacrificio, la memoria dei caduti, il dolore privato e collettivo, ma anche la speranza di una rinascita spirituale e sociale. La poesia di Davite si muove tra lirismo civile e intima riflessione, con un linguaggio misurato e partecipe, tipico della produzione poetica italiana degli anni immediatamente successivi al conflitto.

Apparato iconografico
Presente ritratto fotografico dell’autore a piena pagina. Nessun’altra illustrazione.

Approfondimento sull’autore

Ettore Davite (attivo tra gli anni Trenta e Cinquanta) è figura legata all’ambiente culturale e letterario del Verbano e dell’alto Piemonte. La sua produzione poetica, poco frequente ma significativa, si colloca nell’alveo di una lirica civile e morale che attraversa il trauma della guerra e si confronta con il tema della responsabilità individuale e collettiva. Ripresa rappresenta il momento più maturo del suo percorso: un libro sentito e consapevole, in cui l’esperienza personale dell’autore si fa testimonianza condivisa. Le dediche autografe presenti negli esemplari noti confermano un rapporto diretto con un ristretto circuito di lettori e amici, tipico della poesia del secondo dopoguerra pubblicata in ambito locale.

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