Flavius Vegetius Renatus
V. Inl. Fl. Vegetii Renati comitis, aliorumque aliquot veterum De re militari libri.
Intestazione bibliografica
Vegetius Renatus, Flavius
V. Inl. Fl. Vegetii Renati comitis, aliorumque aliquot veterum De re militari libri. Accedunt Frontini strategematibus eiusdem auctoris alia opuscula. Omnia emendatiùs, quaedam nunc primùm edita à Petro Scriverio. Cum commentariis aut notis God. Stewechius & Fr. Modii.
Leidae (Leida), Ex Officina Plantiniana Raphelengij, 1607.
Descrizione bibliografica
Importante volume in folio (cm 24 × 17,5) stampato a Leida nel 1607 presso la celebre Officina Plantiniana, una delle tipografie più prestigiose dell’Europa moderna, erede della grande tradizione editoriale fondata nel XVI secolo da Christophe Plantin.
L’edizione fu curata dall’umanista olandese Petrus Scriverius, filologo e antiquario di grande reputazione nella Repubblica delle Province Unite, il quale raccolse e revisionò numerosi testi militari greci e latini trasformando l’opera in una vera raccolta enciclopedica della scienza militare dell’antichità.
La collazione dell’esemplare è la seguente:
(VI) + 102 + (X) + 122 + 4 (pp. 11–14 variante delle pp. 11–14 del primo testo) + 1 + (I) + 208 + (XII) + 347 + (1) + 24 + (XXXII).
Esemplare completo.
Il volume conserva integralmente il ricco apparato figurativo composto da oltre settanta xilografie, inserite nel testo o a piena pagina. Non sono presenti tavole ripiegate, elemento che dimostra la cura con cui fu progettata la composizione tipografica dell’edizione.
La legatura è coeva in piena pergamena rigida con titolo manoscritto al dorso. La carta appare solida e ben conservata, con leggere fioriture sparse e normali tracce d’uso.
La marca tipografica plantiniana
Il frontespizio è impreziosito dalla celebre marca tipografica dell’Officina Plantiniana, accompagnata dal motto “Labore et Constantia”.
La composizione è costruita come una complessa allegoria morale del lavoro editoriale e tipografico. Al centro compare il compasso, strumento simbolico della misura, della precisione e dell’ordine che devono guidare l’opera dell’editore e dello studioso.
Ai lati del compasso sono raffigurate due figure allegoriche:
- una figura maschile accompagnata da attrezzi da lavoro, simbolo del Labore, cioè dell’impegno materiale necessario alla produzione del libro;
- una figura con una croce, simbolo della Constantia, ovvero della perseveranza morale e della fermezza spirituale necessarie alla ricerca del sapere.
L’intera scena è incorniciata da elementi vegetali che ricordano rami di ulivo, tradizionale simbolo di pace e stabilità. L’immagine rappresenta quindi l’idea che il sapere nasca dall’unione di lavoro diligente e perseveranza.
Questa marca tipografica divenne uno dei simboli più celebri della tipografia europea tra XVI e XVII secolo.
Contenuto della raccolta
Il volume raccoglie numerosi testi fondamentali della letteratura militare e tecnica dell’antichità.
Tra i trattati contenuti figurano:
- Flavii Vegeti Renati – Epitoma Rei Militaris (Libri IV)
- Claudius Aelianus – Tactica
- Polybii – Tractatio de militia et castrametatione Romanorum
- Hyginus Gromaticus – De castrametatione liber
- Anonymi – De rebus bellicis liber
- Modesti – Libellus De Vocabulis Rei Militaris ad Tacitum Augustum
- Ruffi – Leges militares
Opere di Sextus Julius Frontinus:
- Strategematicon libri
- De Aquaeductibus
- De Re Agraria
- De Agrorum Qualitatibus con commento di Aggenus Urbicus
- De Coloniis Italiae
- De Coloniis Italiae Provincia Piceni
Commentari eruditi:
- Godeschalci Stewechius – Commentarius ad Vegetium
- Francisci Modii – Notae in Vegetium
- Stewechius – Coniectanea ad Frontinum
Questa raccolta riunisce dunque il meglio della trattatistica tecnica romana relativa alla guerra, alla logistica militare, alla misurazione delle terre e alla gestione delle infrastrutture idrauliche.
Apparato illustrativo
Uno degli elementi più interessanti dell’edizione è rappresentato dal ricco apparato figurativo composto da numerose xilografie tecniche. Le immagini raffigurano principalmente:
- macchine d’assedio, come catapulte e baliste
- torri mobili d’assalto utilizzate negli assedi
- carri da guerra e dispositivi militari descritti dagli autori antichi
- navi militari romane
- schemi di accampamenti e fortificazioni
Queste immagini furono in gran parte elaborate sulla base degli studi antiquari di Godeschalchus Stewechius, uno dei più importanti studiosi di archeologia militare dell’età umanistica.
Il loro scopo non era puramente decorativo ma didattico, poiché servivano a illustrare concretamente le descrizioni tecniche contenute nei testi.
Provenienza e tracce di studio
L’esemplare conserva interessanti segni di possesso e di utilizzo.
Accanto alla marca tipografica del frontespizio compare una nota manoscritta seicentesca, nella quale sembra potersi leggere un riferimento ad Agrigento (Agrigentina) accompagnato dalla data 1644. Ciò suggerisce una possibile presenza del volume in ambiente siciliano già nel XVII secolo.
Al verso del frontespizio è applicata un’etichetta con il nome Tibulle Dardenne, probabilmente appartenente a un collezionista o studioso dei secoli successivi.
Particolarmente interessanti sono le sottolineature e annotazioni manoscritte presenti nei primi capitoli del Libro I di Vegezio. Esse riguardano soprattutto i passaggi dedicati alla selezione delle reclute, alla disciplina militare e all’addestramento dei soldati.
Queste tracce indicano che il volume fu utilizzato come manuale di studio militare, probabilmente nel XVII secolo, quando il trattato di Vegezio era ancora considerato un testo fondamentale per la formazione degli ufficiali europei.
Fortuna editoriale del De Re Militari
Il trattato di Vegezio fu uno dei testi militari più diffusi dell’intera tradizione occidentale.
Fin dal Medioevo l’opera circolò ampiamente in forma manoscritta ed era considerata una guida teorica alla disciplina e all’organizzazione dell’esercito romano. Con l’invenzione della stampa il testo conobbe una diffusione ancora più ampia e fu pubblicato in numerose edizioni tra XV e XVII secolo.
Tra le più celebri si ricordano le edizioni rinascimentali stampate a Venezia, Basilea e nei grandi centri tipografici del Nord Europa.
L’edizione plantiniana del 1607 rappresenta una delle più importanti perché non si limita a riprodurre il trattato di Vegezio ma lo inserisce in una ampia raccolta di testi tecnici dell’antichità, offrendo una visione complessiva della scienza militare romana.
Stato di conservazione
Esemplare in buono stato generale.
Legatura coeva conservata, carta solida con leggere fioriture e normali segni del tempo.
Apparato illustrativo completo.












































