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Frysar, Mathias Maria – Aus dem Pantheon der Heldichte des hohen souveränen Johanniter-Ritter-Ordens, 1882.

350,00  287,00 

Omaggio storico e spirituale ai Grandi Priori boemi dell’Ordine di San Giovanni, illustrato da due belle litografie. Rara edizione privata del 1882 in tela rossa con stemma dorato “Va Dreit”. Documento significativo del revival cavalleresco austro-boemo.

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Frysar, Mathias Maria

Aus dem Pantheon der Heldichte des hohen souveränen Johanniter-Ritter-Ordens
Nikolsburg, Verlag des Verfassers, Buchdruckerei von Johann Künstner in Böhm. Leipa, 1882

Premessa storica e simbolica

Nel cuore dell’Impero austro-ungarico di fine Ottocento, l’antico spirito degli Ordini cavallereschi trovò nuova linfa in un clima di rinnovato romanticismo patriottico.
Questo opuscolo di Mathias Maria Frysar si inserisce in tale contesto, celebrando le virtù eroiche dei cavalieri del Johanniter-Ritter-Orden, erede diretto dell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme.
Dietro il tono celebrativo e storico si percepisce una più profonda tensione simbolica: l’idea della “fede armata” e della nobiltà come servizio caritatevole, trasposizione moderna dell’ideale templare.
Non a caso, l’opera fu pubblicata “a beneficio del nobile e illustre Verein vom roten Kreuze” (Associazione della Croce Rossa), quasi a riaffermare il legame spirituale tra la cavalleria cristiana medievale e l’assistenza umanitaria moderna.

Descrizione bibliografica

Un volume in 8° (cm 15 × 22,5); pp. 191, (3).
Legatura in piena tela rossa originale, con stemma dorato al piatto (braccio armato con lancia e banderuola con croce e motto Va Dreit), titolo dorato al dorso, tagli marmorizzati ed ex libris cartaceo alla seconda copertina.
All’antiporta: ritratto litografico di Rudolf Reichsgraf Colloredo-Wallsee, Grand Prior dell’Ordine; segue, a pagina 22, ritratto di Franz Graf Khevenhüller-Metsch, suo successore, entrambi firmati Lith. u. Druck M. Kučera, Prag, Selbstverlag.
Conservate le brossure editoriali verdi; carte in buono stato, ma da maneggiare con cura per la fragilità della carta boema dell’epoca.

Contenuto

L’opera, dedicata ai “salvatori della capitale del paese, Praga”, è un omaggio storico e morale a due figure eminenti del Johanniter-Orden, i conti Colloredo-Wallsee e Khevenhüller-Metsch, che incarnarono nel XIX secolo il modello del cavaliere-benefattore.
Frysar — canonico e storico — rievoca episodi della difesa e della rinascita dell’Ordine, inserendoli nel contesto più ampio della storia di Boemia e Austria, tra devozione, servizio e disciplina militare.
L’insieme fonde biografia encomiastica e racconto patriottico, costituendo un documento prezioso del revival cavalleresco cattolico in area mitteleuropea.

Note sull’autore

Mathias Maria Frysar, canonico a Nikolsburg e membro di varie accademie scientifiche, fu autore di saggi storici e morali dedicati alla Böhmen und Österreich, ispirati a un cattolicesimo colto e militante.
Decorato con la medaglia d’oro per arte e scienza, univa al rigore erudito un sincero idealismo religioso. Quest’opera — edita a proprie spese — testimonia la sua dedizione al culto della memoria cavalleresca.

Osservazioni e provenienza

Esemplare appartenente a nobile collezione tedesca o austriaca, recante il distintivo ex libris con motto Va Dreit, già riscontrato in altri volumi della stessa provenienza.
Il simbolo del braccio armato con la bandiera crociata richiama l’iconografia teutonica e templare, ma al tempo stesso funge da sigillo identitario di una confraternita neo-cavalleresca ottocentesca.
Raro esemplare completo, con tavole litografiche integre e legatura personalizzata.

Interpretazione simbolica o esoterica

Dietro l’apparenza celebrativa, l’opera di Frysar può leggersi come testo di transizione tra la cavalleria sacra e la sua reinterpretazione umanitaria. Il motto Va Dreit — “procedi diritto” — riprende la formula morale già adottata dai Teutonici: un invito alla rettitudine d’animo e alla perseveranza nella fede. Le figure dei conti Colloredo e Khevenhüller diventano così icone iniziatiche, simboli della continuità del “militare della luce”, dove la spada si fa metafora di discernimento e il servizio caritatevole diventa nuova forma di crociata interiore.
L’opera restituisce l’immagine dell’Ottocento cattolico come tempo di resurrezione simbolica degli ordini cavallereschi.

Sintesi storico-bibliografica comparata della raccolta giovannita

La raccolta documenta in modo esemplare l’evoluzione degli studi sull’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme tra XIX e inizi XX secolo, seguendo un percorso che unisce l’area austro-boema, slesiana e svizzera, e illustrando la continuità della tradizione cavalleresca e religiosa in Europa centrale.

  1. L’età eroica e la memoria ottocentesca (Freysar, 1882)

L’opera di Mathias Maria Freysar, Aus dem Pantheon der Heldichte des hohen souveränen Johanniter-Ritter-Ordens, rappresenta un tributo celebrativo ai Grandi Priori austriaci Colloredo-Wallsee e Khevenhüller-Metsch, esaltandone il ruolo nella difesa di Praga e nella restaurazione del prestigio dell’Ordine.
Illustrata da tavole litografiche e pubblicata a beneficio del Verein vom Roten Kreuz, essa incarna la fase storicista e patriottica della cultura giovannita mitteleuropea.

  1. La ricerca storica ecclesiastico-artistica (Schade, 1864)

Con A. Schade e la sua Geschichte der ritterlichen Johanniter-Kirche und Comthurei von St. Peter und Paul in Striegau, l’indagine si sposta in ambito slesiano e architettonico.
Il testo unisce la ricostruzione storica e diocesana all’analisi stilistica dell’edificio, in un quadro di erudizione religiosa tipico della storiografia cattolica prussiana. L’edizione Nischkowsky di Breslau, oggi rara, segna l’avvio della fase documentaria e territoriale della ricerca sull’Ordine.

  1. La sistemazione scientifica e archivistica (Seitz, 1911)

Il volume di Johann Karl Seitz, Die Johanniter-Priester-Komturrei Freiburg i. Ü. mit Regesten, chiude idealmente il percorso con un approccio moderno e filologico: l’autore impiega criteri accademici e regesti d’archivio, delineando in modo rigoroso la storia istituzionale e materiale della commenda svizzera.
La presenza della lettera autografa di dedica conferisce a quest’esemplare particolare valore storico, come testimonianza diretta della rete di corrispondenze tra studiosi dell’Ordine in Europa.

Valore e significato della collezione

Nel loro insieme, i tre volumi costituiscono una microbiblioteca tematica sul Johanniterorden, di notevole coerenza e pregio.
Essi coprono tre momenti essenziali della storiografia cavalleresca europea:

  1. La rievocazione eroico-nobiliare dell’Ottocento asburgico;
  2. L’approfondimento ecclesiastico e artistico della Slesia prussiana;
  3. La sistemazione critica e archivistica dell’età positivista svizzera.

La comune provenienza da una medesima collezione di area mitteleuropea, caratterizzata dal ricorrente ex-libris inciso “VADREIT”, rafforza la coesione del nucleo e ne accresce l’interesse storico.

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