Guglielmo Robertson
Storia dell’America
Pisa, per Francesco Pieraccini, 1780
Dati bibliografici: 2 volumi in folio (cm 30 x 23,5) Vol. I: pp. XXXI, (1), 572, (2); Vol. II: pp. 660, (2), 295, (3); Opera completa in due tomi, come da progetto editoriale pisano.
Traduzione italiana coeva della celebre History of America (1777), opera capitale dell’illuminismo scozzese firmata da William Robertson, allora Rettore dell’Università di Edimburgo e membro dell’Accademia Reale di Storia di Madrid.
Descrizione fisica e legatura
Elegante legatura coeva in mezza pergamena, con piatti in cartonato marmorizzato, tassello in pelle al dorso con titolo in oro, nervature leggere, aspetto solido e perfettamente conservato.
Tagli frusti, carte spesse e croccanti, impressione nitida e margini molto ampi, come tipico delle tirature di pregio del Pieraccini.
Esemplare ben conservato, di grande freschezza, senza restauri invasivi.
Apparato iconografico (completo)
L’opera contiene tutte le tavole e le carte geografiche previste, incise in rame:
Tomo I
- Grande ritratto di Guglielmo Robertson, inciso da Antonio Capellan su dipinto di Sir Joshua Reynolds.
- Carta del Golfo del Messico, più volte ripiegata.
- Carta dell’America Meridionale, più volte ripiegata.
Tomo II
- Carta del Messico e Nuova Spagna, più volte ripiegata.
- Seconda grande carta del Golfo del Messico / Mare Meridionale, più volte ripiegata.
- Tavola etnografica e antiquaria raffigurante Amerindi, costumi, utensili, architetture e simboli secondo la tradizione delle antiche civiltà mesoamericane (modello enciclopedico settecentesco).
La qualità delle incisioni è altissima, con retinature sottili, prospetti accurati e un taglio topografico che riflette perfettamente il gusto scientifico del secondo Settecento.
La tavola etnografica: iconografia, fonti e significato
Particolarmente rilevante è la grande tavola etnografica ripiegata presente nel secondo volume, raffigurante un articolato repertorio di usi, simboli, armi, rituali e manufatti delle popolazioni amerindiane dell’area mesoamericana. Incisa con tratto netto e lineare secondo la tradizione settecentesca della riproduzione antiquaria, la tavola deriva probabilmente da modelli cinquecenteschi di area ispanica – quali il Codex Mendoza o le Relaciones illustrate – mediati attraverso le sintesi iconografiche diffuse in Europa da Acosta, Herrera e Torquemada. La composizione è suddivisa in riquadri tematici che mostrano scene di vita quotidiana, riti sacrificali, abbigliamento cerimoniale, strumenti agricoli, costruzioni piramidali e geroglifici decorativi, configurandosi come una sorta di “mappa visiva” della società precolombiana. Il valore documentario della tavola è duplice: da un lato riflette la volontà illuministica di integrare la storia culturale con la descrizione materiale delle civiltà extraeuropee; dall’altro testimonia l’interesse europeo per l’etnografia comparata, che proprio in quegli anni iniziava a strutturarsi in forma disciplinare. La presenza di questa tavola — frequentemente assente o mutila in molte copie — accresce sensibilmente l’interesse collezionistico dell’opera.
Guglielmo Robertson
Guglielmo Robertson (William Robertson, 1721-1793), storico scozzese di fama europea e figura centrale dell’Illuminismo britannico, fu rettore dell’Università di Edimburgo e istoriografo ufficiale di Scozia. Con opere come la History of Scotland, la History of the Reign of Charles V e soprattutto la History of America (1777), Robertson contribuì a rinnovare profondamente la storiografia settecentesca, introducendo un metodo narrativo fondato sull’analisi comparata delle fonti, sulla critica degli stereotipi della conquista e su una forte attenzione ai processi culturali. La Storia dell’America rappresenta il primo tentativo sistematico di ricostruire, con spirito razionale e non puramente cronachistico, la civiltà precolombiana e gli effetti della dominazione europea su di essa. L’opera ebbe vasta circolazione nel continente, influenzando gli studi storici e geografici dell’epoca e consolidando l’immagine di Robertson come uno dei principali interpreti illuministici della storia globale. L’edizione pisana del 1780, per rigore editoriale e ricchezza iconografica, costituisce una delle più importanti testimonianze della sua ricezione nel mondo italiano.
Contenuto e importanza storico–culturale
La Storia dell’America è una delle più influenti opere storiche del Settecento europeo. Robertson, maestro della storiografia illuminista, analizza:
- la scoperta del Nuovo Mondo;
- la storia precolombiana;
- gli imperi azteco e inca;
- la conquista spagnola;
- gli studi sugli Amerindi e la loro organizzazione sociale;
- la geografia fisica e politica dell’America;
- le prime forme di amministrazione coloniale.
Di particolare rilievo è il taglio filosofico, che unisce l’indagine storica al giudizio morale sul colonialismo europeo, riflettendo le posizioni moderate ma critiche tipiche degli illuministi scozzesi.
L’edizione pisana del 1780 è considerata tra le più eleganti e complete ed è molto apprezzata sia per le grandi carte incise sia per la qualità della traduzione italiana, che contribuì alla diffusione delle idee illuministe nella penisola.
Rarità e interesse collezionistico
- Edizione italiana settecentesca in grande formato.
- Tavole e carte geografiche complete e perfettamente conservate.
- Opera fondamentale per collezioni dedicate a:
- esplorazioni geografiche;
- storia coloniale;
- Americhe del Settecento;
- cartografia antica;
- storiografia illuminista.
A differenza di molte copie, qui i volumi sono omogenei, non rifilati, con ampi margini e legatura assolutamente coeva.
Condizioni
Esemplare ottimo, carte fresche e ampia marginatura, pochissime fioriture sporadiche, tavole integre senza strappi né mancanze, piegature originali. Legatura sana e stabile




















