Il mito di Pan e Siringa da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 18, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.
Suggestiva incisione manierista tratta dalla celebre serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante il mito di Pan e della ninfa Siringa. La scena immortala l’istante drammatico in cui Siringa, inseguita dal dio silvestre Pan, invoca l’aiuto delle ninfe del fiume Ladone e viene trasformata in canne palustri per sottrarsi al desiderio del satiro.
Pan, riconoscibile per i tratti animaleschi, le zampe caprine e l’espressione selvaggia, allunga la mano verso la ninfa proprio mentre il suo corpo inizia a fondersi con le canne. La metamorfosi è resa con grande efficacia narrativa: il corpo di Siringa si dissolve letteralmente nel paesaggio acquatico, creando una continuità tra figura umana e natura. Sul lato sinistro compare una figura fluviale distesa tra i giunchi, mentre piccoli amorini e personaggi secondari animano il fondo della composizione.
L’opera riflette pienamente il gusto manierista nordico vicino a Hendrick Goltzius: anatomie possenti, movimento teatrale, raffinato intreccio di linee e un tratteggio fitto e vibrante che costruisce luci e profondità con notevole virtuosismo tecnico. Particolarmente interessante il contrasto tra l’erotismo inquieto della scena e la trasformazione poetica della ninfa nella futura “siringa”, lo strumento musicale attribuito a Pan.
Iscrizione:
“Pana fugit Syrinx ripam Ladonis ad undam,
Dumque fugit, numen fluminis orat opem.
Vertitur in calamos resonantis arundinis, hunc Pan
clangentem dulci flamine semper amat.”
Traduzione:
“Siringa fugge Pan verso le rive del Ladone
e, mentre fugge, implora l’aiuto della divinità del fiume.
Viene trasformata in canne sonore,
e Pan amerà per sempre il loro dolce suono nel vento.”
Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius o realizzata da un incisore anonimo su suo disegno, eseguita intorno al 1589 come parte della serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio e ristampata nei decenni successivi; il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano in lastra la data 1615.
Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Carta vergata antica con filigrana coeva a conferma dell’originalità. Buona conservazione generale con usuali lievi segni del tempo e leggere ondulazioni della carta.












