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Lettere del Sig. Cavaliere Battista Guarini nobile ferrarese – In Venetia, Appresso Gio. Battista Ciotti, 1594

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Seconda impressione ampliata delle Lettere di Battista Guarini (Venezia, 1594). Specchio delle reti diplomatiche e letterarie del tardo Rinascimento italiano. Esemplare in pergamena coeva con postille antiche.

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Battista Guarini

Lettere del Sig. Cavaliere Battista Guarini nobile ferrarese

Di nuovo in questa seconda impressione di alcune altre accresciute, e dall’Autore stesso corrette.
Da Agostino Michele raccolte et al Serenissimo Signore il Sig. Duca d’Urbino dedicate. Con privilegio.

In Venetia, Appresso Giovanni Battista Ciotti Senese, al segno della Minerva, 1594 (M.D.XCIIII)

In-4° (cm 21,5 × 15,5); cc. (14), 224, (2). Marca tipografica di Minerva al frontespizio. Legatura in piena pergamena coeva, dorso a cinque nervi, titolo manoscritto sbiadito. Antica firma di possesso cancellata da antica mano al frontespizio.
Esemplare genuino, carte fresche, con numerose antiche postille marginali coeve in corrispondenza di varie lettere. Ottima conservazione.

Contenuto e struttura

Seconda impressione ampliata e corretta dall’autore.
Raccolta epistolare che conta oltre 200 lettere ordinate alfabeticamente per destinatario e cronologicamente all’interno di ciascun gruppo, come attestato dalla Tavola de’ nomi d’i coloro a quali sono state scritte le lettere di questo volume.

Le lettere coprono un arco cronologico prevalentemente tra gli anni Ottanta e Novanta del Cinquecento e documentano:

  • attività diplomatica e cortigiana di Guarini
  • controversie editoriali (privilegi, stampa del Pastor Fido)
  • rapporti con corti estensi, mantovane, urbinati, medicee
  • riflessioni morali e letterarie
  • questioni linguistiche e stilistiche

Il passo visibile nell’immagine (lettera da Padova, 1590) mostra espliciti riferimenti alla stampa, ai privilegi e ai “monopoli” tipografici: documento prezioso per la storia dell’editoria tardo-cinquecentesca.

Destinatari (selezione dalla Tavola)

Tra i numerosi corrispondenti figurano: Alessandro Farnese, Abbate de’ Marchesi del Monte, Accademici Innominati, Arciconsolo della Crusca, Annibale Bentivoglio, Attilio Balantini, Andrea Sborovichi, Antonio Collalto, Benedetto Manzuoli, Barone Sfrondato, Cardinali (Santa Severina, Moroni, di Como, Mondovì, di Cremona, Sforza, della Roure, dal Monte, Rutiticci ecc.), Duca di Parma, Duca di Savoia, Duca di Mantova, Duca d’Urbino, Duchessa d’Urbino, Duca di Toscan,a Eugenio Vildomini, Francesco dall’Armi, Francesco Melchiori, Ferrante Gonzaga, Francesco Maria Vidali, Giuliano Goselini, Giacopo Contarini, Giovanni Bardi, Giovanni de’ Medici, Luigi Zenobi, Lorenzo Giacomini, Lorenzo Guicciardini, Papa Gregorio, Principe d’Urbino, Palla Strozzi, Principe di Mantova, Perone Speroni, Signor di Sassuolo.

La varietà dei destinatari – cardinali, principi, letterati, accademici, nobili – rende l’opera un vero spaccato della rete politico-culturale dell’Italia tardo-rinascimentale.

Rilevanza storico-letteraria

Opera fondamentale per:

  • lo studio dell’epistolografia manierista
  • la storia del Pastor Fido e delle sue vicende editoriali
  • le dinamiche tra letteratura, mecenatismo e diplomazia
  • la circolazione dei privilegi di stampa nel tardo Cinquecento

Le antiche postille presenti nel suo esemplare accrescono l’interesse: testimoniano lettura attiva e probabile utilizzo in ambiente colto.

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