Primo Levi l’Italico
Domenico Morelli nella vita e nell’arte. Mezzo secolo di pittura italiana.
Roma – Torino, Casa Editrice Nazionale Roux e Viarengo, 1906
Descrizione fisica:
Un volume in 8° grande (cm 20 × 27); legatura editoriale in piena tela color bronzo, con titoli e fregi in oro al dorso e al piatto, sul quale è applicata una riproduzione fotografica del busto di Domenico Morelli. Pp. (2), VIII, (2), 390, (2); 150 illustrazioni nel testo e 28 tavole fuori testo impresse su cartoncino pesante, protette da velina. Testo su bella carta avorio.
Esemplare con ex-libris “in stoffa” e firma autografa di possesso (“Lina Pavone – Firenze 29 aprile 1920”) e timbro della libreria d’arte “Itala Ars” (Torino–Roma), attiva nei primi decenni del Novecento come punto di riferimento per editoria artistica e grafica.
Contenuto:
Ampia monografia dedicata al grande pittore napoletano Domenico Morelli (1823–1901), figura cardine della pittura italiana dell’Ottocento. Il testo di Primo Levi (noto giornalista, storico dell’arte e critico militante, da non confondersi con l’omonimo scrittore torinese del Novecento) analizza in modo organico:
- la formazione di Morelli negli ambienti accademici napoletani e la sua opposizione alle rigidezze classiciste;
- il periodo romantico e religioso (tra Caravaggio e il Purismo di Overbeck);
- la stagione orientalista e simbolica (es. Il trionfo del cristianesimo, Maria Maddalena, La tentazione di Sant’Antonio);
- il contributo di Morelli al rinnovamento della pittura sacra in Italia.
Le numerose illustrazioni e tavole fototipiche rappresentano sia grandi opere religiose e storiche, sia bozzetti e studi pittorici, restituendo un panorama completo della sua produzione.
Note storico-critiche:
Quest’opera costituisce uno dei più solidi studi coevi su Morelli e una testimonianza diretta della sua fortuna critica immediatamente postuma. Appartiene alla collana “Mezzo secolo di pittura italiana”, che mirava a documentare la rinascita figurativa nazionale postunitaria.
Esemplare:
Ben conservato, con minime usure agli spigoli e alle cuffie del dorso; interno nitido, velina integra sulle tavole.
Provenienza:
Ex-libris “Pavone” e firma manoscritta datata 1920; probabile appartenente a un collezionista o artista torinese legato all’ambiente di Itala Ars, casa editrice specializzata in pubblicazioni d’arte e grafica Liberty.
Nota sull’autore
Primo Levi l’Italico (Torino, 1852 – Roma, 1917) fu giornalista, scrittore, critico d’arte e figura di primo piano nella cultura italiana tra Ottocento e primo Novecento. Noto per l’epiteto “l’Italico”, che amava premettere al proprio nome come dichiarazione d’identità patriottica, collaborò con testate come La Tribuna e Il Giornale d’Italia e fu autore di numerose monografie dedicate ai protagonisti dell’arte nazionale, tra cui Giovanni Fattori, Mosè Bianchi, Giovanni Boldini e Domenico Morelli.
La sua scrittura, di tono lirico e appassionato, univa rigore storico e sensibilità letteraria. Levi interpretò l’opera di Morelli come simbolo della “missione morale e religiosa” dell’arte italiana post-risorgimentale, capace di fondere idealismo, verità umana e sentimento. In questo senso, il volume Domenico Morelli nella vita e nell’arte resta una delle sue prove critiche più riuscite: non soltanto una biografia artistica, ma un manifesto del gusto e del pensiero estetico dell’Italia unita.
Domenico Morelli (Napoli, 1823 – 1901)
Pittore cardine della cultura figurativa italiana dell’Ottocento, Domenico Morelli fu protagonista della trasformazione del linguaggio pittorico post-romantico in direzione di una nuova espressività spirituale e simbolica. Formatosi all’Accademia di Napoli sotto l’influsso di Costanzo Angelini e successivamente vicino agli ambienti liberali e risorgimentali, si impose ben presto come interprete di una pittura “morale”, capace di fondere fede, emozione e introspezione psicologica.
Dopo gli esordi di gusto storico e religioso, Morelli si avvicinò al Romanticismo europeo e all’arte di Delacroix, elaborando una pittura vibrante di luce e di sentimento, dove il colore diviene elemento drammatico e spirituale. Celebri opere come Il conte di Lara, La tentazione di Sant’Antonio, Il trionfo del Cristianesimo e Maria Maddalena rivelano un artista teso a esplorare il mistero della fede e della redenzione attraverso un linguaggio pittorico intensamente visionario.




















