[Fronte Democratico Popolare]
Ma la musica è sempre la stessa – Via dal governo i violenti e i traditori
Roma, [s.n., ma U.E.S.I.S.A.], 1948
Campagna elettorale per le elezioni politiche del 18 aprile 1948
Descrizione fisica:
Opuscolo in 16° (cm 18,5 x 13,5); pagine 16; stampa in nero su carta leggera; profusamente illustrato con vignette satiriche e immagini simboliche, disegni a piena pagina e grafica coordinata. Conservazione ottima, senza mancanze.
Contenuto e struttura:
Questo opuscolo satirico fu pubblicato in piena campagna elettorale per le politiche del 1948 dal Fronte Democratico Popolare, coalizione guidata dal Partito Comunista Italiano e dal Partito Socialista. Lo scopo è denunciare il ritorno di vecchi poteri autoritari, la continuità tra fascismo e democrazia cristiana, e promuovere la libertà, la pace e la giustizia sociale attraverso un linguaggio visivo e semplificato, indirizzato a un pubblico popolare.
Apparato iconografico:
- Copertina: lo slogan ad effetto “Via dal governo i violenti e i traditori” accompagna un disegno con il volto di Garibaldi inscritto nella stella, simbolo della coalizione. I caratteri mescolano bastoni e corsivi, dando movimento e forza emotiva al messaggio.
- Tavola posteriore: l’intera quarta di copertina è occupata da una vignetta satirica a doppio registro:
- In alto, musicisti in divisa fascista suonano uno spartito militare.
- In basso, gli stessi strumenti sono suonati da figure grottesche in abiti borghesi: è la “nuova” classe dirigente (DC, conservatori, industriali), ma il titolo centrale è eloquente:
“Ma la musica è sempre la stessa”.
Firma visibile: Drizzo, caricaturista attivo in ambito comunista.
- All’interno (presumibilmente): disegni in stile fumettistico che rappresentano il popolo ingannato, i vecchi gerarchi travestiti da democratici, richiami alla guerra, alla povertà, e alla necessità di cambiamento.
Contesto e funzione:
L’opuscolo gioca tutto sulla continuità tra il fascismo e le nuove classi dirigenti, suggerendo che gli uomini al potere nel 1948 siano solo una versione aggiornata degli stessi oppressori. Il linguaggio è fortemente emotivo, retorico, e potenziato dal disegno, che qui svolge una funzione di critica politica e pedagogia popolare. L’opuscolo fu probabilmente distribuito capillarmente da cellule del PCI, in particolare nei centri urbani e nelle periferie industriali.

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