Francesco Milizia
Principj di Architettura Civile
illustrati dal prof. architetto Giovanni Antolini, con nuove osservazioni e note in aggiunta alle già edite del 1817.
Terza Edizione Milanese, migliorata per cura del D. in Mat. Luigi Masieri, aumentata di appendici sui ponti di ferro, sulle strade ferrate e sulla costruzione delle volte, con 37 tavole in rame.
Milano, presso Serafino Majocchi Libraio-Editore, in Contrada de’ Profumieri n. 3219, 1853
In-8° (cm 21,5 x 14); pp. (2), XVI, 608, (2). Antiporta figurata con busto del Milizia (inciso da G. Bramanti), ritratto di Giovanni Antolini al frontespizio. Legatura coeva in mezza pelle con titoli e fregi oro al dorso, piatti marmorizzati, tagli spruzzati. Timbro di biblioteca estinta (“Masa Francesco – Cuneo”). Piatti lievemente consumati e alcune fioriture sparse, ma ottimo e completo esemplare, con tutte le 37 tavole incise in rame più volte ripiegate, in eccellente conservazione.
Descrizione
Edizione milanese di grande interesse e la più completa tra quelle ottocentesche del celebre trattato di Francesco Milizia (1725-1798), uno dei testi fondamentali della teoria architettonica moderna.
L’opera, ampliata e illustrata dal grande architetto neoclassico Giovanni Antolini (autore del Foro Bonaparte di Milano), rappresenta la sintesi più influente della riflessione italiana su proporzione, struttura e funzione dell’architettura civile, in dialogo con Vitruvio, Palladio e Laugier.
La rielaborazione curata da Luigi Masieri, matematico e teorico delle costruzioni, aggiunge importanti appendici tecniche dedicate alle innovazioni del XIX secolo — in particolare ai ponti metallici, alle ferrovie e alla costruzione delle volte — estendendo la portata dell’opera al campo dell’ingegneria moderna.
Apparato iconografico
L’esemplare è completo dell’intero atlante di 37 tavole incise in rame, più volte ripiegate, che illustrano:
- elementi di architettura classica e ordini (Parte Prima, Tav. I-VI);
- strutture costruttive, tetti e ponti (Parte Seconda, Tav. VII-XVII);
- macchine da cantiere, fondazioni, e principi di idraulica applicata all’edilizia (Parte Terza, Tav. XVIII-XXXVII).
Le tavole, di straordinaria precisione grafica, costituiscono un repertorio tecnico e didattico di eccezionale valore, concepito per accompagnare la teoria con esempi di applicazione reale. Esse anticipano la manualistica politecnica ottocentesca e si distinguono per l’attenzione alla chiarezza geometrica e alla resa prospettica.
Analisi critica
Il Milizia fu tra i primi trattati italiani a proporre una visione razionale e morale dell’architettura, fondata sull’armonia delle proporzioni ma anche sull’utilità e sulla funzione sociale dell’edificio.
La collaborazione con Antolini arricchì l’opera di un apparato visivo coerente con l’estetica neoclassica, mentre Masieri introdusse un linguaggio tecnico aggiornato alle nuove scienze applicate.
Ne risulta un testo di passaggio tra la cultura umanistica del tardo Settecento e l’approccio sperimentale e ingegneristico dell’Ottocento, destinato a influenzare tanto la scuola di Brera quanto i corsi di architettura delle Accademie italiane.
Le tavole e la didattica dell’Accademia di Brera
Le tavole incise che accompagnano il Milizia — disegnate e integrate da Giovanni Antolini — derivano in parte dal suo insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Brera, dove l’autore promosse una nuova metodologia di studio fondata sulla rappresentazione geometrica e funzionale delle strutture.
Il corpus iconografico dell’opera milanese del 1853, con le aggiunte di Masieri, riflette appieno quella tradizione: l’uso delle sezioni, dei tagli prospettici e delle vedute costruttive non ha solo finalità illustrativa, ma didattica.
Queste tavole si allineano ai manuali di riferimento delle scuole tecniche lombarde e ai corsi di architettura civile tenuti a Milano a metà Ottocento, testimoniando l’evoluzione della disciplina da arte nobile a scienza applicata alla modernità.
Stato di conservazione
Esemplare ottimo e completo, carta ben conservata, legatura solida, tavole nitide e integre. Minime fioriture e normali segni d’uso al dorso, ma nel complesso esemplare molto ben preservato, raro da trovarsi completo e non rifilato.
















