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Millevoye, Charles-Hubert – Belzunce, ou la peste de Marseille – Paris, chez Giguet et Michaud,1808

280,00 € 229,60 €

Prima edizione. Con antiporta su invenzione di F. Mairs incisa da Augustin de Saint-Aubin e avviso editoriale contro le contraffazioni. Elegante esemplare in piena pelle coeva marezzata con cornice e fregi dorati, tassello verde al dorso.

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Millevoye, Charles-Hubert

Belzunce, ou la peste de Marseille, poëme, suivi d’autres poésies

Paris, chez Giguet et Michaud, imprimeurs-libraires, rue des Bons-Enfants n. 34, 1808

Prima edizione. Volumetto in-18, cm 15 × 9,5 circa; pp. (2), 178, (2), con antiporta incisa fuori testo. Elegante legatura coeva in piena pelle bruna marezzata, piatti inquadrati da raffinata cornice floreale impressa in oro; dorso liscio scandito da doppi filetti e fregi floreali dorati, tassello in pelle verde con titolo «BELZUNCE» impresso in oro. Firma manoscritta di possesso all’occhietto. In apertura avviso editoriale contro le contraffazioni, con estratto del decreto del 19 luglio 1793 e dichiarazione dell’avvenuto deposito di due esemplari presso la Bibliothèque nationale. Antiporta su invenzione di F. Mairs, incisa da Augustin de Saint-Aubin. Esemplare in eccellente stato generale di conservazione, particolarmente gradevole per la qualità della legatura e la nitidezza dell’apparato inciso.

Prima edizione

L’edizione Giguet et Michaud del 1808 costituisce la prima edizione di Belzunce, ou la peste de Marseille nella forma qui presentata; la bibliografia letteraria francese registra infatti il titolo nel 1808, mentre nel 1810 apparve presso Michaud frères una «nouvelle édition, corrigée et augmentée d’un épisode». La stessa riproduzione patrimoniale realizzata dalla Bibliothèque nationale de France e Hachette indica espressamente il 1808 quale data dell’edizione originale.

L’edizione possiede quindi una sua autonomia bibliografica precisa e non va confusa con le successive raccolte nelle quali Millevoye ripropose il poema, talvolta modificandolo e associandolo ad altri suoi lavori. Il piccolo formato, la veste elegante e la presenza della vignetta incisa mostrano come il volume fosse destinato anche a un pubblico di lettori colti e di amatori della poesia contemporanea.

Charles-Hubert Millevoye

Charles-Hubert Millevoye nacque ad Abbeville nel 1782 e morì prematuramente a Parigi nel 1816. Dopo un iniziale avvicinamento alla carriera forense e un periodo trascorso nell’ambiente librario, si dedicò interamente alla letteratura, ottenendo numerosi riconoscimenti nei concorsi accademici. La sua poesia, elegante, malinconica e sentimentale, occupa una posizione significativa nel passaggio dal classicismo tardo settecentesco alla sensibilità preromantica. Treccani lo considera uno dei rappresentanti più caratteristici della poesia francese dell’età imperiale e sottolinea nella sua lirica quei toni elegiaci che anticipano sensibilità poi pienamente romantiche.

Belzunce appartiene alla fase centrale e più riconosciuta della sua produzione. Il poema ebbe una fortuna particolare e venne in seguito qualificato nelle raccolte delle opere di Millevoye come poema «désigné pour l’un des Prix décennaux», segno della considerazione che gli venne attribuita nell’ambiente letterario napoleonico.

La peste di Marsiglia

Il soggetto è la grande epidemia che colpì Marsiglia e la Provenza nel 1720-1722, ultima grande epidemia di peste verificatasi in Francia. Il contagio raggiunse la città con il Grand Saint-Antoine, proveniente dal Levante, e provocò a Marsiglia una mortalità devastante, coinvolgendo circa metà della popolazione. L’evento rimase profondamente radicato nella memoria storica della città.

Protagonista morale del poema è Henri François-Xavier de Belsunce de Castelmoron, vescovo di Marsiglia dal 1709 al 1755, rimasto celebre per l’assistenza prestata alla popolazione durante l’epidemia. La tradizione locale ne conservò a tal punto la memoria che il suo nome entrò stabilmente nella toponomastica marsigliese.

Millevoye trasforma l’episodio storico in poesia eroico-morale: la città prospera e commerciale viene improvvisamente investita dalla catastrofe, mentre alla paura, all’abbandono e alla morte viene contrapposta la figura del vescovo che rimane fra gli ammalati. Il poema non è quindi una cronaca medica dell’epidemia, ma una costruzione letteraria imperniata sul sacrificio individuale, sulla responsabilità civile e sulla virtù di fronte alla calamità collettiva.

Le altre poesie

Il titolo principale occupa soltanto la prima parte del volume. La tavola mostra infatti un articolato insieme di componimenti che restituisce un efficace quadro della produzione giovanile di Millevoye. A Belzunce, seguito dalle relative note, succedono fra gli altri Emma et Eginard, ou la Vengeance de Charlemagne, L’Indépendance de l’Homme de Lettres, L’Invention poétique, Le Voyageur, Les Jalousies littéraires, Le Déjeuner, La Religieuse, Le Rendez-vous, Le Tombeau du Coursier, L’Anniversaire, La Sulamite, Au vaisseau de Virgile, Horace et Lydie, Le Torrent e numerosi componimenti brevi ed epigrammatici.

Il volume rappresenta pertanto qualcosa di più della semplice edizione separata del poema sulla peste: è una vera raccolta della poesia di Millevoye all’altezza del 1808, utile per coglierne l’oscillazione fra poema storico, esercizio classicheggiante, lirica sentimentale, satira letteraria ed epigramma.

L’antiporta

Particolarmente significativa è l’antiporta incisa, elemento non puramente ornamentale ma strettamente connesso al poema. Il catalogo ragionato dell’opera di Augustin de Saint-Aubin descrive espressamente la vignetta destinata a Belzunce: al centro compare il vescovo rivolto verso il cielo fra diversi personaggi e gli appestati distesi a terra, mentre sullo sfondo si riconosce il porto di Marsiglia. La tavola misura nell’impronta circa 105 × 82 mm e reca le indicazioni «F. Mairs inv.» e «St Aubin Sculp.».

L’incisione è dunque riconducibile ad Augustin de Saint-Aubin (1736-1807), una delle figure maggiori dell’incisione francese settecentesca. La presenza dell’opera nel catalogo ragionato del suo corpus attribuisce al volumetto un ulteriore interesse per il collezionismo dell’illustrazione libraria francese, indipendente dal valore strettamente letterario del testo.

Proprietà letteraria

Molto interessante è il foglio preliminare dedicato alla protezione dell’edizione dalle contraffazioni. Vi vengono riprodotti gli articoli III, IV e V del decreto del 19 luglio 1793 sulla proprietà degli autori, con le severe sanzioni previste contro chi stampasse o smerciasse edizioni non autorizzate. L’avviso dichiara inoltre che due esemplari dell’opera erano stati depositati presso la Bibliothèque nationale e annuncia l’intenzione degli editori di perseguire giudizialmente contraffattori, distributori e venditori, promettendo persino parte del risarcimento a chi ne avesse consentito l’individuazione.

Il decreto del 1793 costituisce uno dei testi fondativi della moderna proprietà letteraria francese: riconosceva agli autori il diritto esclusivo di vendere e distribuire le proprie opere e prescriveva il deposito presso la Biblioteca nazionale quale condizione per l’azione contro le contraffazioni.

In questo esemplare il foglio assume quindi un interesse bibliografico autonomo, documentando concretamente il funzionamento del mercato editoriale parigino appena quindici anni dopo l’introduzione della nuova legislazione rivoluzionaria sul diritto d’autore.

La legatura

La qualità materiale dell’esemplare è uno dei suoi principali elementi distintivi. La legatura coeva in piena pelle bruna marezzata presenta sui piatti una cornice continua impressa in oro composta da elementi vegetali stilizzati, palmette e piccoli motivi floreali. Il dorso liscio è elegantemente scandito da doppi filetti dorati e da piccoli ferri floreali ripetuti; al centro, il tassello verde reca il titolo abbreviato in oro.

È una veste tipica della buona legatoria francese dei primi anni dell’Ottocento: contenuta nelle dimensioni e relativamente sobria nell’impianto, ma accurata nel rapporto fra colore della pelle, tassello verde e decorazione dorata. La conservazione della legatura originale contribuisce in modo sostanziale al carattere del volume, che mantiene ancora l’aspetto di un piccolo libro da biblioteca privata dell’età napoleonica.

L’esemplare

La copia associa elementi bibliografici e materiali difficili da ottenere insieme: prima edizione, antiporta originale, elegante piena pelle coeva decorata in oro, tassello originale e firma di possesso. Le immagini mostrano una buona freschezza complessiva della carta, con minime tracce del tempo compatibili con l’età, e un’impressione nitida tanto del testo quanto dell’incisione.

La firma manoscritta all’occhietto documenta inoltre una circolazione privata antica del volume, senza alterarne l’integrità estetica. La provenienza nominale non è identificabile con sufficiente sicurezza sulla sola base della grafia e viene quindi mantenuta correttamente come antica firma di possesso.

Perché è interessante oggi

Il libro riunisce tre temi che hanno acquisito una particolare forza culturale contemporanea: la memoria delle epidemie, la rappresentazione letteraria delle crisi collettive e la costruzione dell’eroismo civile. Millevoye utilizza la peste di Marsiglia del 1720 non soltanto come scenario tragico, ma come banco di prova morale per una società investita improvvisamente dalla paura, dalla morte e dalla disgregazione dell’ordine quotidiano. A questo si aggiunge l’interesse per la nascita della moderna tutela della proprietà intellettuale, documentata materialmente dall’avviso contro le contraffazioni.

Perché è un acquisto consapevole

Il valore dello specifico esemplare non deriva esclusivamente dalla relativa rarità del titolo. La combinazione fra edizione originale del 1808, antiporta incisa da Saint-Aubin, foglio editoriale sulla contraffazione e raffinata legatura coeva in piena pelle decorata in oro lo rende molto più desiderabile di una successiva edizione o di una copia in legatura ordinaria. È un piccolo libro capace di interessare contemporaneamente il collezionista di letteratura francese, di storia delle epidemie, di incisione e di legature dell’età napoleonica.

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