AA. VV.
Poetae tres elegantissimi, emendati et aucti
Michaël Marullus, Hieronymus Angerianus, Ioannes Secundus
Parisiis, Apud Dionysium Duuallium, sub Pegaso, in vico Bellouaco, 1582
Volume in-16° (cm 12,5 x 8 circa); carte: (2), 107, 39, (1), 176, (2).
Legatura coeva in pergamena molle, con titolo manoscritto al taglio superiore; esemplare completo, genuino, in ottimo stato di conservazione. Frontespizi autonomi per ciascuna delle tre sezioni, ognuno dedicato a un poeta.
Contenuto
Edizione collettiva, assai rara, che riunisce tre fra i più raffinati poeti neo-latini del Rinascimento:
- Michaël Marullus Tarchaniota (Michael Marullus, ca. 1458-1500) – Hymni naturales, Epigrammata e Elegiae. Nato a Costantinopoli da famiglia bizantina in fuga dopo la caduta dell’Impero, cresciuto a Firenze e discepolo dell’Umanesimo platonico, Marullo rappresenta la fusione tra la cultura greca tardo-bizantina e il classicismo toscano. I suoi Hymni naturales sono un altissimo esempio di poesia filosofica ispirata a Lucrezio, in cui la divinità si manifesta come forza cosmica razionale.
- Hieronymus Angerianus (Girolamo Angeriano, ca. 1470-1535) – autore di Epigrammata e Erotopaegnion libri, fu tra i primi a introdurre nella poesia latina del Cinquecento il tono giocoso, ironico e sensuale di Catullo e Marziale. La sua fortuna fu grande soprattutto in area francese e fiamminga, dove le sue liriche circolarono ampiamente in edizioni collettive.
- Ioannes Secundus (Janus Secundus, 1511-1536) – poeta olandese di formazione umanistica, autore dei celebri Basia, ispirati alla poesia di Catullo ma caratterizzati da un erotismo più idealizzato e malinconico. La raccolta, scritta a Lione, ebbe straordinaria influenza sulla lirica amorosa francese del Rinascimento (Ronsard, Du Bellay, Baïf).
Caratteristiche tipografiche
Elegante stampa parigina del tipografo Denis Duval (Dionysius Duuallius), attivo “sub Pegaso in vico Bellouaco” — un’insegna libraria ben nota agli umanisti parigini della seconda metà del XVI secolo.
Il colophon al verso dell’ultima carta riporta la data precisa: mense Junio 1582.
Il volume è ornato da capilettera e fregi tipografici xilografici, in stile sobrio ma raffinato, e presenta un impianto tipografico nitido e ordinato, tipico delle edizioni destinate a un pubblico colto di studiosi e letterati.
L’esemplare è integro, in barbe e con margini pieni, caratteristica assai rara per le edizioni di piccolo formato del periodo.
Note bibliografiche
L’edizione è registrata da:
- Adams, Catalogue of Books Printed on the Continent of Europe, M-612, A-1027, S-1233 (come raccolta collettiva);
- Brunet, V, 808: segnala la doppia emissione sotto il nome di Duval o Du Puys, con varianti di frontespizio ma medesimo impianto tipografico;
- Graesse, IV, 530: “Rara collectio poetarum elegantissimorum, editiones in-16 Parisiis 1582, pulcherrima et desiderata”.
La doppia attribuzione a Duvalius e Du Puy è oggi spiegata dal fatto che parte della tiratura fu effettivamente condivisa tra i due stampatori, probabilmente per ragioni commerciali legate alla distribuzione.
Significato letterario
Questa raccolta costituisce una sintesi emblematica dell’ideale poetico neo-latino rinascimentale: misura classica, eleganza formale, ispirazione erotico-filosofica. Marullo rappresenta la vertigine speculativa e pagana dell’Umanesimo fiorentino, Angeriano il gusto epigrammatico e licenzioso dell’Italia meridionale pre-berniana, e Secundus l’eco settentrionale di un sentimento d’amore elevato e spiritualizzato. Il volume fu letto e amato negli ambienti letterari francesi e fiamminghi del tardo Cinquecento, divenendo un modello per la poesia amorosa latina e volgare d’Oltralpe.
Influenza letteraria dei “Poetae tres elegantissimi”
L’antologia dei Poetae tres elegantissimi si colloca in un punto di snodo decisivo per la storia della poesia europea: da un lato raccoglie l’eredità dell’Umanesimo italiano, dall’altro prefigura i modelli e le sensibilità del Rinascimento francese e nordico.
Michaël Marullus, di formazione fiorentina e platonica, recupera l’idealismo lucreziano e il culto della bellezza naturale come forma di divinità immanente. Nei suoi Hymni naturales la Natura diviene madre e principio ordinatore del cosmo, un tema che troverà eco nel neoplatonismo veneziano e soprattutto in Giovanni Pontano, che con Marullo condivide il tono cosmologico e la tensione fra sapere e sacralità della materia.
Il suo stile terso e misurato ispirerà anche i poeti accademici italiani, da Bembo a Molza, nella ricerca di una lingua latina tersa e musicale.
Hieronymus Angerianus, più vicino al tono epigrammatico e arguto di Marziale e Catullo, apre invece la via a una poesia erotica e giocosa che avrà larga fortuna nella Penisola e oltre le Alpi. Nei suoi Erotopaegnion libri il linguaggio amoroso si mescola con ironia e sensualità colta, anticipando la vena burlesca di autori come Francesco Berni e Giovan Battista Della Casa, ma anche quella più galante della scuola napoletana di Pontano e Sannazaro.
In Francia, Angeriano sarà letto e imitato da Clément Marot e dagli autori della Pléiade come modello di equilibrio tra eleganza formale e libertà espressiva.
Ioannes Secundus, il più giovane dei tre, ne rappresenta l’esito più moderno e influente. I suoi Basia — ispirati a Catullo ma rielaborati in chiave malinconica e idealizzata — esercitarono una profonda influenza sulla lirica erotica francese di metà Cinquecento.
Pierre de Ronsard, Joachim Du Bellay e Jean-Antoine de Baïf riconobbero esplicitamente in Secundus il maestro del “baiser poétique”, il bacio trasfigurato in gesto letterario e spirituale.
Secundus diviene così il tramite fra il mondo latino umanistico e la nuova lingua poetica del Rinascimento francese.
Nel complesso, l’antologia del 1582 offre la sintesi più matura dell’ideale poetico umanistico, fondato sull’imitatio classica ma animato da un sentimento nuovo della natura, del corpo e della passione.
Essa segna il passaggio dalla poesia dotta del Quattrocento italiano alla lirica soggettiva del Cinquecento europeo, unificando in un unico respiro Firenze, Napoli e Parigi.
Esemplare
Il presente esemplare si distingue per:
- stato di conservazione eccezionalmente fresco, senza difetti strutturali né segni di rifilatura;
- legatura coeva in pergamena molle, tipica delle raccolte portatili da studio;
- carta omogenea, di buona qualità, con minima fioritura e inchiostrazione perfetta;
- testo nitido e integro, con colophon leggibile e perfettamente conservato.
Un esemplare di pregio collezionistico, raro a trovarsi in simile condizione.
Rarità
Edizione di notevole rarità bibliografica, non comune neppure nei principali repertori e assente nella maggior parte delle collezioni pubbliche italiane.














