Quinto Cenni
Eserciti Europei. Schizzi Militari raccolti e disegnati da Q. Cenni
Milano, Editore A. Vallardi, s.d. (fine XIX – inizi XX sec.)
Descrizione fisica
Volume in formato cm 20,5 × 16, completo.
Contiene 18 tavole a fisarmonica (leporello) con illustrazioni litografiche a colori, ognuna dedicata ai principali eserciti europei dell’epoca post-unitaria.
Le tavole sono tutte firmate da Quinto Cenni, il più autorevole illustratore e storico dell’uniformologia italiana dell’Ottocento.
Legatura
Legatura editoriale originale in cartoncino rigido illustrato a colori, con una scena di soldato europeo in corsa (forse fantaccino o cacciatore) e un gruppo di ufficiali in uniforme multietnica.
Dorso in tela rossa, piatti ben conservati, colori brillanti e senza abrasioni significative.
Contenuto
Le 18 tavole a fisarmonica rappresentano reparti e ufficiali in uniforme dei maggiori eserciti europei della seconda metà dell’Ottocento, tra cui:
– Germania (Prussia, Baviera, Assia, Württemberg, Sassonia)
– Inghilterra / Gran Bretagna (Guardie Reali, Highlanders, Cavalleria, Fanteria Coloniale)
– Portogallo
– Spagna
– Impero Austro-Ungarico
– altre potenze continentali in vari ranghi e specialità.
Ogni tavola presenta:
– accuratissima scena di gruppo,
– descrizioni leggibili sotto l’immagine, con indicazione dei corpi, dei gradi e dei reparti,
– colorazione litografica vivida e ben contrastata.
L’insieme costituisce uno dei repertori iconografici più ricchi e suggestivi sulle uniformi europee dell’età post-napoleonica.
Iconografia e stile
Il leporello mostra appieno la cifra artistica di Cenni:
– precisione minuziosa degli accessori (sciabole, cinturoni, elmi, pennacchi, alamari, galloni);
– fedeltà ai regolamenti di ciascun esercito;
– ricostruzione corretta degli equipaggiamenti e delle pose;
– uso di colori naturali e non eccessivamente saturi, tipici della litografia ottocentesca;
– composizioni animate, con figure in dialogo, in ispezione o in riposo.
In particolare, le tavole dedicate all’esercito tedesco e inglese sono considerate tra le più spettacolari della serie.
Stato di conservazione
Esemplare ottimo:
– tavole perfette, senza strappi né restauri;
– meccanismo a fisarmonica integro e solido;
– copertina ben conservata, con lievi segni d’uso agli angoli;
– colorazione fresca, senza scolorimenti né ossidazioni.
Nota collezionistica
Gli album uniformologici europei di Quinto Cenni sono più rari rispetto ai corrispettivi dedicati all’Esercito Italiano, con una circolazione più limitata e una maggiore fragilità dovuta alla lunghezza del leporello.
Questo titolo – con 18 tavole – è tra i più richiesti per qualità iconografica e completezza, specialmente in esemplari perfetti come il tuo.
Approfondimento Biografico: Quinto Cenni (1845–1917)
(Illustratore, pittore, litografo e storico dell’uniformologia del Regno d’Italia)
- Profilo generale
Quinto Cenni (Imola, 20 marzo 1845 – Milano, 13 agosto 1917) è unanimemente riconosciuto come il massimo illustratore militare italiano dell’Ottocento e uno dei più importanti studiosi dell’uniformologia europea.
La sua opera ha fissato in immagini di straordinaria precisione la storia iconografica del neonato Esercito Italiano, costituendo un patrimonio visivo insostituibile per storici, collezionisti, musei e ricercatori.
Cenni lavorò per oltre quarant’anni alla rappresentazione dell’Esercito e della Marina del Regno d’Italia, costruendo un corpus iconografico di migliaia di tavole e decine di album, tra cui le celebri collezioni per l’editore Vallardi.
- Formazione e primi anni
La giovinezza di Cenni è segnata da una formazione artistica multiforme:
Accademia di Belle Arti di Bologna
Dove apprende il disegno realistico e l’anatomia.
Istituto di Belle Arti di Firenze
In questi anni entra in contatto con la tradizione toscana del disegno dal vero e con la scuola dei Macchiaioli, seppur da distanza.
Accademia di Brera (Milano)
Il trasferimento a Milano è decisivo:
– si avvicina all’incisione,
– impara tecniche litografiche,
– entra nell’ambiente delle case editrici milanesi.
Fin dai primi lavori rivela una predisposizione eccezionale per il dettaglio.
- L’incontro con l’arte militare
L’ingresso di Cenni nel mondo dell’uniformologia è precoce.
Tra anni ’60 e ’70 dell’Ottocento:
– disegna per riviste e almanacchi militari,
– collabora con tipografie specializzate,
– produce tavole commemorative sul Risorgimento.
La proclamazione del Regno d’Italia (1861) e la necessità di documentare graficamente gli uniformi dei nuovi corpi unificati offrono a Cenni un terreno ideale su cui sviluppare le sue straordinarie capacità.
- La collaborazione con A. Vallardi
Nel 1870 circa ha inizio la lunghissima partnership tra Quinto Cenni e Antonio Vallardi, che durerà quasi tutta la sua vita.
Per Vallardi, Cenni disegna:
Album dell’Esercito Italiano
In volumi singoli, tavole sciolte e celebri edizioni a fisarmonica.
Serie dedicate alla Marina Reale
Con rappresentazioni di ufficiali, marinai, allievi, capitani e personale tecnico.
Tavole di reparti speciali
Bersaglieri, Alpini, Carabinieri Reali, Cavalleria, Artiglieria, Genio, Sanità, Amministrazione militare.
Tavole commemorative
Scene di battaglia, episodi del Risorgimento, rievocazioni storiche.
Gli album litografici Vallardi sono la parte più conosciuta e collezionata della sua produzione.
Metodo di lavoro e stile
Documentazione rigorosa
Cenni non disegnava mai senza una verifica diretta:
– studiava regolamenti,
– esaminava abiti autentici,
– recava annotazioni di colore e tessuto,
– consultava ufficiali in servizio.
Molte tavole riportano dettagli realistici ottenuti tramite osservazione dal vero.
Precisione anatomica e compositiva
Le sue figure:
– sono proporzionate,
– mostrano movimenti plausibili,
– mantengono postura tipica del corpo di appartenenza.
L’attenzione a elmi, sciabole, cinturoni, bottoni, alamari, galloni e distintivi di grado è maniacale.
Colore realistico e chiaro
La colorazione litografica è:
– uniforme,
– non eccessivamente satura,
– armonizzata su toni naturali.
Questo stile rende le uniformi estremamente leggibili.
Scene di gruppo vivaci
Cenni predilige la rappresentazione di gruppi:
– ufficiali e soldati colti in riposo, in conversazione, in posa;
– piccoli movimenti che animano la scena;
– paesaggi suggestivi ma non invadenti.
- Influenza e importanza storica
Cenni come “fotografo dell’Esercito”
Prima della fotografia a colori, le tavole di Cenni erano lo standard visivo per conoscere uniformi e distintivi dell’Esercito italiano.
Base documentaria per studiosi e musei
Molte ricostruzioni moderne, esposizioni museali e studi uniformologici si basano ancora oggi sulle tavole di Cenni, considerate fonti iconografiche primarie.
Contributo alla memoria del Risorgimento
Le sue serie dedicate ai corpi risorgimentali (Garibaldini, Bersaglieri, Cacciatori delle Alpi) hanno contribuito a fissare nell’immaginario nazionale l’aspetto dei combattenti dell’Unità d’Italia.
- Fortuna collezionistica
Album Vallardi
– molto rari in stato perfetto,
– particolarmente ambiti quelli a fisarmonica (come il tuo),
– le tavole sciolte raggiungono quotazioni importanti.
Tavole numerate e serie complete
Le serie “Esercito Italiano” e “Marina” sono collezionate internazionalmente.
Originali di Cenni
Acquerelli e chine originali sono rarissimi e molto costosi.
- Ultimi anni e morte
Negli anni finali Cenni continua a lavorare, nonostante progressivi problemi di salute.
Muore a Milano nel 1917, lasciando un corpus monumentale che copre oltre mezzo secolo di storia militare italiana.
- Eredità
Cenni rimane:
– il fondatore dell’iconografia militare italiana moderna,
– un riferimento assoluto per collezionisti e storici,
– il principale testimone visivo dello sviluppo dell’Esercito e della Marina tra 1861 e 1917.
Le sue tavole non sono solo immagini: sono documenti storici, caratterizzati da una qualità artistica altissima e da una precisione quasi scientifica.
Conclusione
Quinto Cenni rappresenta un unicum nell’arte italiana: un illustratore capace di unire rigore documentario, eleganza grafica e forza narrativa, costruendo un’opera che ancora oggi costituisce un pilastro della storia del costume militare. Le sue tavole sono riconosciute come uno degli apporti più importanti alla cultura visiva dell’Italia unita.










