San Luca Evangelista, medico e autore degli Atti degli Apostoli
Henri Bonnart, incisore ed editore, Saint Luc, Évangéliste, Parigi, circa 1680–1700; incisione su rame a bulino e acquaforte con coloritura coeva e lumeggiature dorate; al piede antica annotazione manoscritta «Médecin»; foglio mm 325 × 235; titolo, testo biografico, indirizzo editoriale e privilegio integralmente conservati; impressione piena e ampi margini.
Identificazione del soggetto
Il titolo impresso al piede identifica il personaggio:
St Luc, Évangéliste.
La figura è inequivocabilmente san Luca Evangelista, tradizionalmente considerato autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli, discepolo e compagno di viaggio di san Paolo.
Gli attributi principali sono chiaramente visibili: il grande libro sul leggio, la penna, i volumi disposti ai piedi e soprattutto il bue, simbolo iconografico dell’evangelista.
L’incisione insiste anche sulla sua tradizionale professione di medico, ricordata dal testo biografico e ribadita dall’annotazione manoscritta Médecin.
Trascrizione dell’iscrizione
Sotto il titolo compare una sintetica biografia in francese:
Natif d’Antioche de Syrie, exerça la Médecine avant que d’embrasser le Christianisme. Il fut disciple de St Paul, et après avoir écrit son Évangile environ l’an de J. Christ 56, il écrivit encore les Actes des Apôtres. Quelques Pères ont cru qu’il souffrit le martyre, et St Jérôme assure qu’il vécut dans le célibat et mourut âgé de 84 ans.
In traduzione:
“Originario di Antiochia di Siria, esercitò la medicina prima di abbracciare il cristianesimo. Fu discepolo di san Paolo e, dopo aver scritto il suo Vangelo intorno all’anno 56 di Cristo, scrisse anche gli Atti degli Apostoli. Alcuni Padri ritennero che avesse subito il martirio; san Girolamo afferma che visse nel celibato e morì all’età di ottantaquattro anni”.
Il testo riassume la tradizione agiografica diffusa nella cultura cattolica seicentesca. Alcune informazioni, come la data esatta di composizione del Vangelo o le circostanze della morte, non sono oggi considerate storicamente dimostrabili, ma appartengono alla ricezione antica del santo.
L’annotazione «Médecin»
Sotto la biografia compare la parola:
Médecin.
La grafia più libera, l’intensità dell’inchiostro e la posizione separata indicano che si tratta verosimilmente di una nota manoscritta antica, non appartenente alla matrice.
L’annotazione non altera l’identificazione, ma ne evidenzia uno degli aspetti principali: Luca era ricordato come medico già nella Lettera ai Colossesi, dove Paolo menziona “Luca, il caro medico”.
La nota testimonia anche il modo in cui il foglio venne letto e conservato. Potrebbe provenire da una raccolta ordinata per professioni, arti o santi protettori oppure essere stata aggiunta da un antico possessore interessato alla storia della medicina.
L’editore Henri Bonnart
L’indirizzo inciso lungo il margine inferiore recita:
Chez H. Bonnart, rue St Jacques, au Coq, avec privilège.
Il foglio fu pubblicato da Henri Bonnart (1642–1711), incisore, editore e mercante di stampe attivo a Parigi nella rue Saint-Jacques, all’insegna del Coq.
La famiglia Bonnart ebbe un ruolo di rilievo nella produzione calcografica francese tra Sei e Settecento. Le sue botteghe pubblicavano immagini di santi, sovrani, personaggi illustri, costumi e soggetti devozionali destinati sia alla contemplazione privata sia alla decorazione.
La formula avec privilège indica che la stampa era pubblicata sotto protezione dell’autorità regia, che ne tutelava la riproduzione e la vendita.
Non risulta visibile una firma distinta del disegnatore. L’opera può essere catalogata come incisa e pubblicata da Henri Bonnart, mantenendo prudenzialmente aperta la possibilità dell’esecuzione materiale da parte di un collaboratore della bottega.
Datazione
La datazione proposta all’ultimo quarto del Seicento è coerente con l’indirizzo di Henri Bonnart, con la tecnica e con il linguaggio figurativo.
La monumentalità della figura, la disposizione teatrale del mantello, i raggi dell’aureola e l’ampio testo agiografico appartengono alla produzione religiosa parigina dell’epoca di Luigi XIV.
La formula catalografica più corretta è:
Parigi, circa 1680–1700.
Non si può escludere una tiratura nei primissimi anni del Settecento, poiché Henri Bonnart rimase attivo fino al 1711. La matrice e il suo impianto iconografico appartengono comunque pienamente alla cultura del tardo Seicento.
San Luca nella tradizione cristiana
Luca è una delle figure più importanti del cristianesimo delle origini. La tradizione lo identifica con il compagno di san Paolo ricordato nelle lettere apostoliche e con il “caro medico” menzionato nella Lettera ai Colossesi.
Gli vengono attribuiti il Vangelo secondo Luca e gli Atti degli Apostoli, due testi concepiti come parti di un’unica narrazione. Il Vangelo racconta la vita, la predicazione, la morte e la resurrezione di Cristo; gli Atti descrivono la nascita e l’espansione della prima comunità cristiana.
Le due opere sono indirizzate a un personaggio chiamato Teofilo e condividono linguaggio, temi e impostazione storica. Insieme costituiscono una parte molto rilevante del Nuovo Testamento.
Luca e san Paolo
Secondo la tradizione, Luca accompagnò Paolo durante alcuni dei suoi viaggi missionari. In diversi passaggi degli Atti la narrazione passa dalla terza persona al “noi”, particolare interpretato come testimonianza della presenza dell’autore accanto all’apostolo.
Luca avrebbe condiviso con Paolo viaggi, difficoltà e periodi di prigionia. Nella Seconda lettera a Timoteo compare la frase:
“Solo Luca è con me”.
Questa testimonianza contribuì a costruire l’immagine di Luca come discepolo fedele, capace di rimanere accanto all’apostolo anche nelle fasi più difficili.
Il rapporto con Paolo viene ricordato direttamente nell’iscrizione francese, che lo definisce suo discepolo.
Il Vangelo della misericordia
Il Vangelo di Luca dedica particolare attenzione alla misericordia, ai poveri, alle donne, ai malati e alle persone poste ai margini della società.
Soltanto in Luca compaiono parabole come quella del Buon Samaritano, del figliol prodigo, del fariseo e del pubblicano e del ricco Epulone.
Il Vangelo insiste inoltre sulla gioia del perdono e sulla possibilità della salvezza per chiunque si converta. Questa sensibilità contribuì alla tradizionale interpretazione di Luca come evangelista della bontà e della compassione.
La formazione medica attribuitagli dalla tradizione si accordava bene con tale immagine: come medico del corpo, Luca curava le sofferenze; come evangelista, trasmetteva la guarigione spirituale portata da Cristo.
Il Vangelo dell’infanzia
Luca conserva alcuni dei racconti più celebri relativi alla nascita di Gesù: l’Annunciazione, la Visitazione, il viaggio a Betlemme, la deposizione nella mangiatoia, l’annuncio ai pastori e la presentazione al Tempio.
A lui si devono anche i cantici del Magnificat, del Benedictus e del Nunc dimittis, entrati stabilmente nella liturgia cristiana.
La particolare attenzione riservata alla Vergine contribuì alla tradizione secondo cui Luca avrebbe conosciuto personalmente Maria e avrebbe raccolto da lei informazioni sulla nascita di Cristo.
Da questa idea si sviluppò anche la leggenda del santo come primo pittore della Madonna.
Luca pittore della Vergine
A partire dall’età bizantina si diffuse la credenza che Luca avesse dipinto dal vero uno o più ritratti della Vergine con il Bambino.
Numerose icone mariane furono attribuite alla sua mano, fra le quali quelle collegate alla Madonna di San Luca, alla Salus Populi Romani e alla Madonna di Częstochowa.
Sotto il profilo storico non esistono prove che l’evangelista fosse realmente pittore. La tradizione ebbe però un’enorme influenza e fece di Luca il patrono degli artisti, dei pittori e delle loro corporazioni.
Molte associazioni artistiche europee presero il nome di Compagnia o Gilda di San Luca. Il santo divenne così punto d’incontro fra parola evangelica e immagine sacra.
In questa incisione non compaiono tavolozza, pennelli o ritratto della Madonna: Bonnart privilegia l’identità di evangelista e scrittore.
Luca medico
La qualifica di medico deriva soprattutto dalla Lettera ai Colossesi. La tradizione successiva ampliò questo dato, presentando Luca come uomo colto, attento alla sofferenza fisica e capace di descrivere con precisione malattie e guarigioni.
Il testo francese afferma che esercitò la medicina ad Antiochia prima della conversione. Tale notizia appartiene alla biografia tradizionale del santo.
Luca divenne patrono di medici, chirurghi e altre professioni sanitarie. Proprio questo legame spiega la particolare evidenza data alla parola manoscritta Médecin.
Il foglio possiede quindi un interesse specifico anche per raccolte dedicate alla storia della medicina e all’iconografia delle professioni sanitarie.
Gli Atti degli Apostoli
Gli Atti proseguono il racconto del Vangelo partendo dall’Ascensione di Cristo e dalla Pentecoste.
Il testo descrive la predicazione di Pietro, la vita delle prime comunità, il martirio di Stefano, la conversione di Paolo e la progressiva espansione del cristianesimo verso il Mediterraneo.
La narrazione si conclude a Roma, dove Paolo giunge prigioniero ma continua a predicare. Il movimento geografico da Gerusalemme alla capitale dell’Impero assume un forte significato simbolico: il messaggio cristiano supera i confini originari e si rivolge a tutte le nazioni.
L’iscrizione di Bonnart ricorda esplicitamente Luca come autore tanto del Vangelo quanto degli Atti, presentandolo quindi come storico delle origini cristiane.
La morte del santo
Le tradizioni sulla morte di Luca non sono concordi. Alcune fonti lo considerarono martire; altre affermarono che morì in età avanzata dopo una lunga vita di predicazione.
La didascalia riporta entrambe le versioni: ricorda che alcuni Padri credettero al martirio, mentre san Girolamo lo avrebbe descritto come celibe e morto a ottantaquattro anni.
Questa prudente compresenza di tradizioni differenti mostra il carattere erudito del foglio. La biografia non offre soltanto un’immagine devozionale, ma registra una breve discussione agiografica.
La festa liturgica di san Luca viene celebrata il 18 ottobre.
Analisi iconografica
Luca è rappresentato seduto davanti a un grande leggio, sul quale poggia un volume aperto. La mano destra regge una penna, mentre la sinistra indica o sostiene la pagina.
Il santo ha momentaneamente interrotto la scrittura e solleva lo sguardo, come se attendesse l’ispirazione divina. La posa traduce visivamente il passaggio fra rivelazione e parola scritta.
Ai piedi del leggio compare un secondo libro aperto, richiamo plausibile alla duplice opera attribuita all’evangelista: il Vangelo e gli Atti degli Apostoli.
La figura è collocata entro un’ambientazione aperta, con paesaggio, colline e vegetazione. L’assenza di uno studio chiuso conferisce alla scena una dimensione universale, quasi a suggerire la diffusione del messaggio evangelico nel mondo.
Il bue di san Luca
Accanto all’evangelista compare un grande bue, suo tradizionale attributo.
I quattro simboli degli evangelisti derivano dalle visioni del profeta Ezechiele e dell’Apocalisse: l’uomo o angelo è associato a Matteo, il leone a Marco, il bue a Luca e l’aquila a Giovanni.
Il bue rappresenta il sacrificio e il sacerdozio. Il Vangelo di Luca si apre infatti nel Tempio di Gerusalemme con il sacerdote Zaccaria, padre di Giovanni Battista.
L’animale richiama inoltre il sacrificio di Cristo, tema centrale della narrazione evangelica. Nella tradizione iconografica il bue è spesso alato; nell’esemplare le ali non risultano chiaramente distinguibili, ma l’identificazione simbolica rimane inequivocabile.
Il volto dell’animale è rivolto direttamente verso l’osservatore, rafforzando il suo ruolo di emblema e non di semplice presenza naturalistica.
Il libro e la penna
Il grande volume aperto rappresenta il testo evangelico in corso di composizione. Le pagine ancora prive di scrittura visibile attendono le parole trasmesse dall’autore.
La penna, tenuta al centro della composizione, è il punto di collegamento fra il santo e il libro. La sua posizione richiama la responsabilità dello scrittore sacro: trasformare testimonianza, memoria e ispirazione in un racconto destinato alle generazioni future.
Il secondo libro, aperto in basso, può essere interpretato come riferimento agli Atti degli Apostoli. La presenza dei due volumi costituisce quindi una precisa sintesi della produzione attribuita a Luca.
L’aureola raggiata
Il capo del santo è circondato da un ampio nimbo formato da lunghi raggi.
L’aureola non è soltanto un segno convenzionale di santità. La sua grande estensione isola il volto dal fondo e trasforma Luca in una sorgente luminosa al centro della composizione.
Le lumeggiature dorate applicate ai raggi accentuano l’effetto soprannaturale. La luce sembra diffondersi dal santo verso l’esterno, proprio come il Vangelo si diffonde attraverso la scrittura.
Il costume
Luca indossa una veste rossa riccamente decorata e un ampio manto azzurro, accompagnato da panneggi rosa e violacei.
Il costume non pretende di ricostruire filologicamente l’abbigliamento del I secolo. L’incisore adotta un linguaggio solenne e teatralizzato, adatto a rendere l’evangelista immediatamente riconoscibile come personaggio sacro.
Il rosso può alludere alla carità, alla testimonianza e alla possibile tradizione del martirio. L’azzurro richiama invece il cielo, la contemplazione e la sapienza divina.
I ricami metallici sulla veste trasformano il semplice abito in un paramento di grande dignità.
Il paesaggio
Sullo sfondo si apre un paesaggio con un corso d’acqua o una pianura, colline, alberi e una montagna.
L’ambientazione potrebbe genericamente evocare la Siria e Antiochia, città indicata dal testo come luogo d’origine del santo. Non sono però presenti elementi topografici sufficienti per riconoscere un luogo preciso.
Il paesaggio svolge soprattutto una funzione compositiva: amplia lo spazio, alleggerisce la monumentalità della figura e colloca il simbolico bue in un ambiente naturale.
Tecnica incisoria
L’opera è realizzata su rame mediante una combinazione di bulino e acquaforte.
Il volto, la barba e le mani sono modellati attraverso sottili linee e puntinature. La veste e il manto presentano trame più fitte e curve, destinate a descrivere ricami e pieghe.
Il pelo del bue è reso con brevi segni paralleli e incrociati, mentre i libri e il leggio utilizzano linee regolari capaci di suggerire carta, legno e spessore delle pagine.
Il paesaggio è inciso con un tratto più libero. La differenza fra primo piano dettagliato e fondo leggero conferisce profondità alla composizione.
L’impressione appare piena e nitida. Sono conservati integralmente il riquadro, l’indirizzo editoriale, il titolo e il testo biografico.
La coloritura coeva
La coloritura manuale utilizza rosso carminio nella veste, azzurro nel manto, rosa e violetto nei panneggi, verde nelle piante e nel paesaggio e tonalità brune nel leggio e nel bue.
I pigmenti sono applicati lasciando visibile la trama incisa. I confini cromatici seguono con buona precisione il disegno e distinguono efficacemente la figura dal fondo.
Il contrasto fra rosso e azzurro rende il santo immediatamente leggibile e crea il principale centro cromatico del foglio.
Sulla base delle fotografie, la coloritura appare antica e plausibilmente coeva. La conferma definitiva richiederebbe, come sempre, un esame diretto dei pigmenti.
Le dorature
Le lumeggiature dorate interessano soprattutto l’aureola, i ricami della veste, i bordi del manto, il leggio, i libri e la cornice.
L’oro applicato ai raggi produce un effetto di particolare luminosità attorno al volto. Ulteriori tocchi metallici sottolineano le pieghe e i motivi ornamentali del costume.
Sulla sola base fotografica è opportuno descrivere tali interventi come dorature o pigmenti metallici antichi, senza affermare necessariamente l’impiego di oro puro.
La conservazione appare buona e contribuisce sensibilmente alla preziosità decorativa dell’esemplare.
Stato dell’opera
Il foglio conserva integralmente la composizione, l’indirizzo di Henri Bonnart, il privilegio, il titolo, la biografia e la nota manoscritta “Médecin”, con impressione piena e ampi margini sui quattro lati.
La carta presenta leggere ondulazioni, piccoli punti di ossidazione e minime irregolarità marginali compatibili con l’età. Si osservano modeste tracce di pressione nella parte inferiore, senza compromissione delle iscrizioni.
Non emergono strappi importanti, lacune figurative o abrasioni sostanziali. I colori mantengono buona vivacità e le dorature risultano ampiamente conservate.
Lo stato può essere definito molto buono-eccellente per epoca, completo e di notevole qualità decorativa e documentaria.
Perché è interessante oggi
San Luca riunisce in una sola figura scrittura, medicina, arte e testimonianza religiosa. È evangelista, autore degli Atti, tradizionale medico e leggendario primo pittore della Vergine.
L’incisione è quindi indicata per raccolte dedicate non soltanto all’iconografia cristiana, ma anche alla storia del libro, della medicina e delle professioni artistiche.
Il grande bue, i due volumi, la penna, la biografia e l’annotazione Médecin trasformano il foglio in una rappresentazione particolarmente completa dell’identità tradizionale del santo.
Perché è un acquisto consapevole
Il soggetto è identificato direttamente dal titolo e dai suoi attributi. L’indirizzo riconduce l’opera alla bottega parigina di Henri Bonnart, mentre stile e tecnica confermano una datazione all’ultimo quarto del XVII secolo.
L’autore materiale del disegno non è indicato separatamente, ma il foglio conserva tutti gli elementi editoriali essenziali: titolo, biografia, indirizzo e privilegio.
L’impressione piena, gli ampi margini, la coloritura coeva, le dorature e l’antica annotazione relativa alla professione medica sostengono un apprezzabile interesse collezionistico.










