Santorio de’ Santori
La Medicina Statica… divisa in Sette Sezioni… con i Commentarj di Martin Lister… i Canoni della Medicina de’ Solidi di Giorgio Baglivi… aggiuntivi gli Aforismi d’Ippocrate… Idea e Fatica dell’Abbate Chiari da Pisa.
In Venezia, Domenico Occhi, 1743.
In-16 (cm 16,5 × 9,5). Pagine XXXXVIII, 622. Antiporta incisa in rame con la celebre “bilancia di Santorio”. Legatura coeva in cartone d’aspetto con titolo manoscritto al dorso (scolorito). Esemplare in barbe, marginoso, carta fresca e sonora. Alla seconda copertina elegante ex-libris novecentesco di ambito farmaceutico. Copia integra e di grande suggestione collezionistica.
Rara e importante ristampa settecentesca della fondamentale opera di Santorio de’ Santori, medico capodistriano e professore all’Università di Padova, tra i primi ad applicare in modo sistematico il metodo quantitativo allo studio del corpo umano. Con la sua “bilancia” – strumento simbolo della medicina sperimentale nascente – Santorio indagò la perspiratio insensibilis, inaugurando un approccio misurabile e scientifico ai processi fisiologici.
Questa edizione veneziana del 1743, stampata da Domenico Occhi, si distingue nettamente dalle versioni precedenti per l’eccezionale ampliamento dei contenuti, tanto da configurarsi quasi come un vero compendio medico-dietetico del Settecento. Oltre al testo santoriano figurano:
– i commentari di Martin Lister, che aggiornano la lettura fisiologica in chiave inglese;
– i Canoni della Medicina de’ Solidi di Giorgio Baglivi, fondamentali nella teoria solidista;
– i cento aforismi e “Il Medico di se stesso” dell’Abbate Chiari;
– il Trattato della Vita Sobria di Luigi Cornaro, testo capitale nella storia della dietetica;
– gli Aforismi d’Ippocrate e i Presagi, in latino e volgare.
Ne risulta un volume di straordinaria densità intellettuale: fisiologia, igiene, regime alimentare, prevenzione e filosofia della moderazione convergono in un’idea moderna di salute come equilibrio misurabile tra introiti ed escrezioni. Il celebre capitolo “De Cibo et Potu” rende l’opera imprescindibile anche nella bibliografia gastronomica storica, anticipando concetti legati al metabolismo e alla regolazione calorica.
L’ex-libris
Alla seconda copertina è applicato un raffinato ex-libris xilografico novecentesco, di gusto modernista, con simboli chiaramente allusivi all’arte farmaceutica e alla medicina statica (bilancia, mortaio, strumenti di pesatura, elementi simbolici legati alla misurazione e alla sostanza). L’impostazione grafica, fortemente contrastata, richiama l’estetica dell’ex-libris mitteleuropeo tra le due guerre, suggerendo l’appartenenza del volume a un farmacista colto o a uno studioso della storia della medicina.
La presenza di tale ex-libris, coerente per tematica con l’opera, non costituisce semplice segno di possesso, ma autentico elemento di provenienza culturale, che rafforza la stratificazione storica del libro e ne accresce il fascino collezionistico.
















