Auriemma Tommaso – Fiamme e saette amorose d’un cuore acceso d’affetto verso Maria, Madre amabile al quale segue Nicolò Zucchi Indirizzo per passare le Feste del Santo Natale

250,00

Si segnala la presenza di un’incisione a bulino per mano di Magliar Andrea all’antiporta, il Magliar fu attivo a Napoli tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII e riprodusse soggetti religiosi da Francesco Solimena e architetture come la facciata del Palazzo Reale di Napoli di Domenico Fontana (cfr. il Dizionario enciclopedico dei pittori e degli incisori italiani); ritrasse anche numerosi membri della famiglia Carafa e intagliò il frontespizio per la seconda parte delle Opere politiche cristiane, presente nel volume a pagina 2 anche una seconda xilografia a mezza pagina (vedi fotogramma).

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Auriemma Tommaso Fiamme e saette amorose d’un cuore acceso d’affetto verso Maria, Madre amabile / con alcune meditazioni per eccitare negli altri le medesime Fiamme, scritte dal p. Tomaso Auriemma. Alle quale si e aggiunto un discorso della bellezza, & amabilità di Giesù, e Maria, segue Nicolò Zucchi Indirizzo per passare le Feste del Santo Natale con vera pietà Cristiana impiegandole nel corteggiare il Re del Cielo venuto in Terra e la Regina sua Madre Vergine nelle allegrezze del suo santissimo Parto

Napoli Per Novello de Bonis Stampatore Arcivescovale 1711

Tre titoli in un volume (si segnala in chiusura dell’opera dell’Auriemma la presenza anche delle “Canzoni spirituali Divoti Affetti verso la Gran Madre di Dio MARIA”. Legatura coeva in mezza pelle con dorso finemente inciso a freddo, dimensione cm: 8 x 14,5 di pagine 8, 172 – 24. Incisione a bulino per mano di Magliar Andrea all’antiporta, il Magliar fu attivo a Napoli tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII e riprodusse soggetti religiosi da Francesco Solimena e architetture come la facciata del Palazzo Reale di Napoli di Domenico Fontana (cfr. il Dizionario enciclopedico dei pittori e degli incisori italiani); ritrasse anche numerosi membri della famiglia Carafa e intagliò il frontespizio per la seconda parte delle Opere politiche cristiane, presente nel volume a pagina 2 anche una seconda xilografia a mezza pagina (vedi fotogramma). Primo frontespizio impresso in rosso e nero con antico timbro di Monastero.

 Auriemma Tommaso Nato a Napoli nel 1614 entro nella Compagnia di Gesù nel 1632 e insegnò alcuni anni lettere e teologia morale, scrivendo anche alcune opere agiografiche, ascetiche e morali che ebbero grande fortuna, fornirono spunti e suggestioni ad importanti autori quali ad esempio il Santo Alfonso Maria de’ Liguori che per alcuni dei suoi inni, come il popolarissimo Tu scendi dalle stelle per il quale sembra si fosse proprio ispirato alle Canzoni spirituali di Maria composte dall’Auriemma e che troviamo in chiusura dell’opera Fiamme e saette amorose.  Tommaso Auriemma in piena sintonia con la tradizione cristiana dell’epoca si dedicò nel corso della sua vita con grande energia anche alla predicazione, privilegiando in questa sua missione le classi più povere della plebe napoletana. Morì a Napoli il 26 nov. 1671.

Zucchi, Nicola Predicatore, fisico, matematico. Nasce a Parma (Italia) il 6 dicembre 1586. Entra nella Compagnia di Gesù a Padova (Italia) il 28 ottobre 1602. È professore presso il Collegio Romano dove insegna Matematica dal 1625 al 1626, nello stesso Collegio è predicatore per venti anni (1626-1646) e infine Rettore dal 1646 al 1649. Compie studi filosofici e teologici a Parma dove, dopo essere stato ordinato sacerdote, insegna filosofia dal 1614 al 1620; a Ferrara, invece, è docente di teologia negli anni 1621-1622. È il primo Rettore del Collegio di Ravenna (1622-1623), confessore del cardinale Orsini e legato pontificio in Romagna. Nel 1623 accompagna il suddetto cardinale in missione diplomatica a Praga, alla corte dell’imperatore Ferdinando II e in questa città discute animatamente su argomenti religiosi con Keplero. Si applica con successo agli studi della matematica e dell’astronomia pubblicando anche un trattato sulla meccanica e il magnetismo. Probabilmente è il primo a costruire, nel 1616, un telescopio riflettore concavo con il quale scopre le macchie di Giove esaminando dettagliatamente anche quelle di Marte. Nonostante il successo conseguito nelle scienze è un convinto tradizionalista e consacrerà il resto della sua vita al ministero spirituale divenendo Rettore della Comunità dei Penitenzieri della basilica di San Pietro e Predicatore del Gesù, nel 1655 il pontefice Alessandro VII lo nomina Predicatore del Palazzo Apostolico e in seguito è superiore della Casa Professa. Muore a Roma il 21 maggio 1670.