Satire di Antonio Vinciguerra, Ludovico Ariosto, Ercole Bentivoglio, Luigi Alamanni, Lodovico Dolce
Londra ma si vende a Livorno presso Tommaso Masi e compagni, 1786
Descrizione fisica:
Un volume in 16° (cm 16 x 9,5); carte: (2), XXIII, (1), 96, (2), 122, (2), 42, (2), 92, (2), 99, (3). Frontespizio figurato con scena satirica e bella antiporta incisa con ritratto di Antonio Vinciguerra. Carta azzurrina e caratteri nitidi. Elegante legatura coeva in piena pergamena rigida con nervature e due tasselli al dorso in pelle marrone con titoli e fregi in oro; tagli spruzzati in verde. Esemplare in condizioni eccezionali, con margini pieni e carta fresca.
Contenuto:
Rara raccolta di satire composte da cinque autori classici italiani:
- Antonio Vinciguerra (XV sec.), autore veneziano noto per la sua satira moraleggiante;
- Ludovico Ariosto, con brani satirici paralleli alla sua opera più nota, Orlando Furioso;
- Ercole Bentivoglio, letterato e poeta bolognese;
- Luigi Alamanni, umanista e diplomatico, figura significativa della satira cinquecentesca;
- Lodovico Dolce, prolifico autore veneziano, editore e traduttore attivo in ambiente aldino.
Il volume si inserisce nel filone editoriale settecentesco volto alla riscoperta dei classici italiani, promosso spesso in chiave patriottica ed educativa. La dedica a Ferdinando Marescalchi, nobile e senatore bolognese, rafforza questa vocazione civile e letteraria dell’opera.
Particolarità bibliografiche:
- Non comune nella sua interezza e in stato originale così ben conservato;
- Frontespizio tipicamente falsificato in stile “Londinese” (Londres), pratica frequente per eludere censure ecclesiastiche e civili nei territori italiani;
- Presenza di antiporta incisa con ritratto di Vinciguerra e frontespizio figurato con scena mitologico-satirica, firmati da Pompèo Lapi (incisore fiorentino attivo nel XVIII secolo).
Collezione delle Satire italiane. Livorno mascherata da Londra (1780–1790 ca.)
Nel cuore dell’Illuminismo italiano, tra il fermento letterario e la crescente sensibilità politica del secondo Settecento, si colloca una singolare serie editoriale che raccoglie le principali voci della satira italiana classica e moderna, da Petrarca a Lodovico Sergardi, da Soldani a Salvator Rosa. Queste opere furono stampate a Livorno dalla tipografia Tommaso Masi e Comp., ma spesso recano in frontespizio la falsa indicazione tipografica “Londra” – un espediente tanto diffuso quanto strategico, volto a eludere la censura e conferire prestigio internazionale a edizioni altrimenti “provinciali”.
Questa “collana apocrifa” si distingue non solo per il contenuto di forte impegno morale e satirico, ma anche per l’eleganza dell’apparato editoriale: le edizioni presentano ritratti d’autore, frontespizi allegorici finemente incisi, dediche a nobili protettori italiani ed europei (fra cui il Duca di Curlandia, Lord Hervey e altri esponenti del patriziato illuminato), nonché formati maneggevoli e legature in pergamena con tasselli e titoli dorati, pensate per collezionisti e lettori colti.
L’iniziativa editoriale di Masi fu ispirata dal desiderio di rendere accessibili i classici della satira e della poesia morale in una forma sobria e raffinata, ispirata alle più moderne edizioni francesi. Il successo della collana – oggi ricercatissima sul mercato antiquario – sta nel suo equilibrio tra tradizione letteraria, eleganza tipografica e sottile anticonformismo.










