Q. Settano
Satire di Q. Settano con aggiunte e annotazioni
Londra 1786, ma si vende in Livorno, presso Tommaso Masi e Comp.
In 16° (cm. 16,5 x 9,5); pagine: XXXVI, 323, (1). Legatura: elegante legatura coeva in piena pergamena rigida, con tassello in marocchino marrone al dorso, cornici e titoli dorati, tagli spruzzati, segnalibro in seta verde originale. Illustrazioni: antiporta incisa con il ritratto del poeta Q. Settano entro medaglione ovale e una suggestiva tavola allegorica con satiri in combattimento, firmate da G.L. Siciolante e Fozzi. Stato di conservazione: condizioni eccezionali, carte fresche, margini ampi, legatura solida e di grande sobrietà.
Approfondimento
Quintiliano Settano (1617-1671), intellettuale e poeta partenopeo, è celebre per le sue satire virulente, in stile bernesco, che prendono di mira i costumi corrotti, l’ipocrisia religiosa e la mediocrità letteraria del Seicento. Questa edizione settecentesca, arricchita da illustrazioni e annotazioni, fa parte di una più ampia collana editoriale che mirava a rinnovare l’interesse per i poeti classici italiani in chiave illuminista, destinata a un pubblico colto e amante dello spirito satirico e libertino.
Il frontespizio reca il curioso luogo di stampa “Londra”, tipico degli stampatori livornesi per eludere le restrizioni della censura ecclesiastica e rendere più appetibili le opere al mercato europeo.
Collezione delle Satire italiane. Livorno mascherata da Londra (1780–1790 ca.)
Nel cuore dell’Illuminismo italiano, tra il fermento letterario e la crescente sensibilità politica del secondo Settecento, si colloca una singolare serie editoriale che raccoglie le principali voci della satira italiana classica e moderna, da Petrarca a Lodovico Sergardi, da Soldani a Salvator Rosa. Queste opere furono stampate a Livorno dalla tipografia Tommaso Masi e Comp., ma spesso recano in frontespizio la falsa indicazione tipografica “Londra” – un espediente tanto diffuso quanto strategico, volto a eludere la censura e conferire prestigio internazionale a edizioni altrimenti “provinciali”.
Questa “collana apocrifa” si distingue non solo per il contenuto di forte impegno morale e satirico, ma anche per l’eleganza dell’apparato editoriale: le edizioni presentano ritratti d’autore, frontespizi allegorici finemente incisi, dediche a nobili protettori italiani ed europei (fra cui il Duca di Curlandia, Lord Hervey e altri esponenti del patriziato illuminato), nonché formati maneggevoli e legature in pergamena con tasselli e titoli dorati, pensate per collezionisti e lettori colti.
L’iniziativa editoriale di Masi fu ispirata dal desiderio di rendere accessibili i classici della satira e della poesia morale in una forma sobria e raffinata, ispirata alle più moderne edizioni francesi. Il successo della collana – oggi ricercatissima sul mercato antiquario – sta nel suo equilibrio tra tradizione letteraria, eleganza tipografica e sottile anticonformismo.









