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Antoine Pignatelli, eletto papa con il nome di Innocenzo XII

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Antoine Pignatelli, futuro papa Innocenzo XII, Parigi, Henri Bonnart, 1691 circa. Incisione su rame con coloritura coeva a mano e lumeggiature metalliche dorate, mm 255 Ă— 175. Esemplare rifilato ma completo di didascalia e indirizzo editoriale, anticamente applicato su foglio.

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Antoine Pignatelli, eletto papa con il nome di Innocenzo XII

Parigi, Henri Bonnart, all’insegna del Coq, 1691 circa. Incisione originale su rame, lavorata prevalentemente a bulino, con coloritura coeva a mano e lumeggiature metalliche dorate. Ritratto ovale di Antonio Pignatelli, futuro papa Innocenzo XII, corredato al piede da iscrizione biografica, stemma pontificio e indirizzo editoriale. Esemplare rifilato, ma completo della parte figurata, della didascalia e dell’indicazione dell’editore; anticamente applicato sopra un foglio di supporto. Dimensioni dell’incisione: mm 255 × 175. Francia, fine del XVII secolo. Ottima copia.

Titolo e identificazione

Antoine Pignatelli, arcivescovo di Napoli ed eletto papa con il nome di Innocenzo XII

Il personaggio raffigurato è Antonio Pignatelli del Rastrello, nato a Spinazzola nel 1615 e morto a Roma nel 1700. Cardinale dal 1681, arcivescovo di Napoli dal 1686, venne eletto pontefice il 12 luglio 1691 assumendo il nome di Innocenzo XII.

L’identificazione non è soltanto iconografica, ma è dichiarata dalla lunga iscrizione francese collocata sotto il ritratto. La presenza della data di elezione al pontificato consente di circoscrivere con notevole precisione la pubblicazione della stampa: con ogni probabilità essa fu incisa o, quanto meno, aggiornata e commercializzata immediatamente dopo l’elezione del luglio 1691, quando la figura del nuovo papa godeva della massima attualità politica e devozionale.

Trascrizione della didascalia

L’iscrizione, distribuita ai lati dello stemma, può essere ricomposta nel modo seguente:

Antoine Pignatelli neapolitain et Archevesque de Naples, fait Cardinal par Innocent XI le 1er Septembre 1681, esleu Pape le 12 Juillet 1691, a pris le nom d’Innocent XII, il est aagé de 77 ans.

Al piede compare inoltre l’indirizzo editoriale:

Chez H. Bonnart au Coq avec privil.

Nella forma tipografica dell’incisione i numerali romani risultano abbreviati o graficamente ambigui. Il riferimento storico corretto è a Innocenzo XI, che creò Pignatelli cardinale il 1º settembre 1681, e a Innocenzo XII, nome assunto dallo stesso Pignatelli dopo l’elezione pontificia. L’età di settantasette anni dichiarata nella didascalia appare leggermente anticipata rispetto alla cronologia anagrafica oggi accettata, poiché nel luglio 1691 Pignatelli aveva settantasei anni. Si tratta di una normale approssimazione nelle stampe d’attualità dell’epoca e non di un elemento che comprometta l’identificazione.

Editore e ambito incisorio

La stampa reca l’indirizzo di Henri Bonnart, attivo a Parigi come disegnatore, incisore, mercante ed editore di stampe tra il XVII e l’inizio del XVIII secolo. Henri apparteneva alla celebre famiglia Bonnart, una delle protagoniste dell’editoria figurativa parigina durante il regno di Luigi XIV.

L’insegna del Coq costituiva il contrassegno commerciale della bottega. La formula avec privilège indica che la pubblicazione avveniva nell’ambito del sistema dei privilegi regi, mediante il quale l’editore otteneva protezione legale per la stampa e la distribuzione delle proprie immagini.

Non è visibile una firma distinta dell’incisore. In assenza di ulteriori indicazioni, è quindi corretto catalogare il foglio come opera di incisore francese anonimo, pubblicata da Henri Bonnart, evitando di assegnare automaticamente l’esecuzione materiale della lastra allo stesso editore. Nelle botteghe parigine come quella dei Bonnart, infatti, ideazione, incisione, stampa, coloritura e vendita potevano essere affidate a persone diverse.

Il personaggio storico

Antonio Pignatelli proveniva da una delle più importanti famiglie dell’aristocrazia del Regno di Napoli. Formatosi presso il Collegio Romano, intraprese una lunga carriera ecclesiastica e diplomatica: fu inquisitore a Malta, governatore pontificio, arcivescovo titolare di Larissa e nunzio apostolico in Polonia e presso la corte imperiale di Vienna. Dopo gli episcopati di Lecce e Faenza, divenne arcivescovo di Napoli.

Creato cardinale da Innocenzo XI nel 1681, fu eletto papa nel 1691 dopo un conclave particolarmente lungo e politicamente complesso. Il suo pontificato, durato fino al 1700, è ricordato soprattutto per il tentativo di limitare il nepotismo curiale. Con la bolla Romanum decet Pontificem del 1692 stabilì restrizioni alla concessione di cariche e rendite ai parenti del pontefice, imprimendo alla propria immagine pubblica un carattere di austerità e di riforma.

La stampa si colloca quindi in un momento di grande interesse europeo per il nuovo papa. Non è un semplice ritratto commemorativo, ma una vera immagine d’attualità, destinata a diffondere rapidamente in Francia il volto e le informazioni essenziali sul pontefice appena eletto. I principali dati biografici sono confermati dalle ricostruzioni storiche dedicate a papa Innocenzo XII.

Analisi iconografica

Il pontefice è raffigurato a mezzo busto, di tre quarti, entro un grande medaglione ovale. Il volto, rivolto verso l’osservatore, conserva un’impostazione ancora legata al ritratto cardinalizio: Pignatelli indossa lo zucchetto e l’ampia mozzetta, mentre la stola ricamata scende simmetricamente sul petto.

L’immagine sembra dunque derivare da un modello elaborato poco prima dell’elezione o adattato rapidamente alla nuova dignità pontificia. Tale prassi era frequente nelle stampe d’attualità: una lastra o un prototipo già disponibile poteva essere completato con nuove iscrizioni, stemmi e riferimenti cronologici, consentendo all’editore di immettere il ritratto sul mercato in tempi molto brevi.

L’ovale è costruito mediante una successione di cerchi concentrici, trasformati dalla coloritura in una vera cornice dipinta. Il fondo scuro, ottenuto attraverso un fitto reticolo di segni incrociati, isola energicamente il volto e le vesti. All’esterno, il campo rigato rosso crea un contrasto decorativo con il verde pallido e l’oro delle modanature.

Al centro della fascia inferiore compare lo stemma Pignatelli, riconoscibile dalle tre pignatte o piccoli recipienti disposti due sopra e uno sotto. Lo scudo è sormontato dalla tiara e dalle chiavi decussate, emblemi dell’autorità papale. L’inserimento dello stemma pontificio costituisce la definitiva dichiarazione della nuova dignità del personaggio e rafforza la datazione successiva al 12 luglio 1691.

Tecnica incisoria

L’opera è un’incisione calcografica su rame, eseguita soprattutto a bulino, con possibili interventi di puntasecca nelle aree più sottili. Il procedimento è particolarmente evidente nel volto, dove brevi tratti curvilinei e puntinati modellano le guance, la fronte e la zona intorno agli occhi.

I capelli, i baffi e il piccolo pizzo sono descritti con segni sciolti e ondulati; la mozzetta presenta invece un tratteggio molto più serrato, destinato a restituire la densità del tessuto. Il fondo nero dell’ovale è ottenuto mediante incroci regolari, mentre la stola è affidata a una trama più aperta che lascia leggibili i motivi decorativi.

L’impressione appare piena e ben contrastata. I dettagli del volto, delle vesti, dello stemma e della scrittura conservano una buona leggibilità, compatibile con una tiratura non eccessivamente tarda della matrice.

Coloritura coeva e dorature

La coloritura, riconducibile alla tradizione commerciale delle stampe parigine della fine del Seicento, è applicata a mano sopra l’impressione calcografica. La tavolozza comprende rosso vinato, rosa, verde chiaro, bruno, nero e giallo metallico.

Particolarmente notevole è l’impiego della doratura o di un pigmento metallico dorato, steso lungo le modanature dell’ovale, sul bordo dello zucchetto, sui ricami della stola e su alcuni profili delle vesti. Il trattamento non si limita a una funzione cromatica: simula la preziosità dei tessuti ecclesiastici e aumenta il carattere rappresentativo dell’immagine.

La coloritura mostra le tipiche leggere irregolarità dell’applicazione manuale. I pigmenti seguono generalmente il disegno inciso, ma non con la meccanica precisione di una stampa moderna. Proprio queste variazioni costituiscono un elemento favorevole alla lettura della coloritura come intervento antico. La verifica definitiva dell’epoca dei pigmenti e della natura metallica delle lumeggiature richiederebbe comunque un esame diretto, possibilmente sotto ingrandimento e luce radente.

Struttura materiale e montaggio antico

L’incisione misura mm 255 × 175 ed è stata rifilata lungo il perimetro, eliminando i margini originari e rendendo non più osservabile l’impronta completa della lastra. La rifilatura non ha tuttavia compromesso né il ritratto né la fascia didascalica: risultano conservati il medaglione, lo stemma, l’intero testo identificativo e l’indirizzo di Henri Bonnart.

Il foglio inciso è stato anticamente applicato sopra un supporto cartaceo più ampio. Il montaggio appartiene alla storia collezionistica dell’esemplare e potrebbe derivare dalla formazione di un album di ritratti, di una raccolta iconografica o di un repertorio storico-devozionale. Non deve quindi essere interpretato automaticamente come un restauro moderno.

Lungo il bordo inferiore dell’incisione è percepibile la linea del foglio applicato, mentre il supporto antico mantiene una marginatura ampia. Il distacco dell’incisione non è consigliabile senza una preventiva valutazione conservativa: oltre a poter danneggiare la carta sottile, eliminerebbe una testimonianza storica della modalità con cui il foglio è stato raccolto e conservato.

Stato di conservazione

Ottima copia, considerando la rifilatura e il montaggio antico dichiarati. L’impressione è nitida, piena e regolare, con buona profondità dei neri e conservazione dei più minuti passaggi del bulino. La figura e la didascalia sono complete.

La coloritura mantiene una vivace leggibilità e le lumeggiature dorate risultano ancora ben presenti. Si osservano limitate abrasioni o piccole cadute superficiali nel fondo scuro dell’ovale, alcuni minimi punti chiari e normali disomogeneità dei pigmenti. Sono inoltre presenti lievi tracce del tempo e modeste alterazioni locali della carta, compatibili con l’età e con il montaggio.

Non emergono dalle fotografie perdite sostanziali dell’immagine, lacerazioni invasive o lacune della parte scritta. La conservazione dovrebbe prevedere passe-partout e materiali a pH neutro, vetro con protezione dai raggi ultravioletti e assenza di contatto diretto fra superficie colorata e vetro.

RaritĂ  e interesse collezionistico

La rarità dell’esemplare deriva dalla combinazione di più elementi: il soggetto pontificio precisamente identificato; la pubblicazione parigina immediatamente successiva all’elezione del 1691; l’indirizzo di un importante esponente della famiglia Bonnart; la completa iscrizione biografica; la presenza dello stemma di Innocenzo XII; la coloritura antica e, soprattutto, le lumeggiature dorate.

Le stampe popolari e d’attualità della bottega Bonnart furono spesso consumate dall’uso, ritagliate, incollate in album o disperse. Gli esemplari rimasti completi della didascalia sono conseguentemente più desiderabili rispetto ai soli ritratti privati del testo. In questo caso la rifilatura è compensata dalla conservazione integrale di tutti gli elementi documentari essenziali.

L’opera può interessare collezionisti di ritrattistica papale, storia della Chiesa, iconografia seicentesca, editoria parigina, stampe colorate e testimonianze dei rapporti culturali tra Francia, Roma e Regno di Napoli.

Perché è interessante oggi

Il foglio documenta la rapidità con cui, già alla fine del Seicento, le notizie politiche e religiose venivano tradotte in immagini destinate a un pubblico internazionale. La stampa funziona quasi come un moderno ritratto d’attualità: comunica il volto del nuovo pontefice, la sua provenienza, le principali tappe della carriera, la data dell’elezione e il nome pontificale assunto.

La coloritura e la doratura trasformano inoltre un’immagine calcografica seriale in un manufatto individuale. Ogni esemplare colorato a mano presenta differenze nella scelta, intensità e distribuzione dei pigmenti, assumendo una fisionomia propria.

Perché è un acquisto consapevole

L’incisione offre un equilibrio convincente tra importanza storica, qualità decorativa e accessibilità economica. La rifilatura e il montaggio antico devono essere dichiarati, ma non cancellano l’integrità iconografica e testuale dell’opera. Il collezionista acquista un’incisione completa nelle sue componenti sostanziali, con una bella impressione, colori antichi ancora vivi e un raro apparato di dorature.

L’indirizzo editoriale leggibile e la data contenuta nella didascalia permettono inoltre una catalogazione molto più precisa rispetto a numerosi ritratti anonimi privi di testo.

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