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Apollo affida Esculapio al centauro Chirone da Metamorfosi di Ovidio, Plate 35, databile al 1615

350,00 € 287,00 €

Suggestiva incisione manierista tratta dalle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante Apollo che affida il piccolo Esculapio al centauro Chirone, maestro delle arti mediche. La scena unisce eleganza classica, mitologia e simbologia iniziatica in una composizione attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius. Originale seicentesco su carta vergata, appartenente alla celebre serie delle 52 tavole ovidiane.

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Apollo affida Esculapio al centauro Chirone da Metamorfosi di Ovidio, Plate 35, databile al 1615

Incisione in rame all’acquaforte e bulino su carta vergata, appartenente alla celebre serie di 52 tavole dedicate alle Metamorfosi di Ovidio, ideata nell’ambito della cerchia di Hendrick Goltzius tra la fine del XVI secolo e i primi decenni del XVII. Foglio di dimensioni cm. 29,5 x 26,5; impronta della lastra cm. 17,8 x 25,4. Esemplare impresso su carta antica vergata, con ampi margini, leggere tracce d’uso e fisiologiche ossidazioni del tempo, nel complesso in buono stato conservativo.

La composizione raffigura il momento in cui Apollo consegna il neonato Esculapio — il futuro dio della medicina — al saggio centauro Chirone affinché ne curi l’educazione. Apollo appare a sinistra, riconoscibile per la figura giovanile e la postura elegante, mentre porge il bambino al centauro, creatura metà uomo e metà cavallo, simbolo di sapienza e conoscenza delle arti mediche. Sul lato destro compare Ociroe, figlia di Chirone, personaggio dotato di facoltà profetiche, colta nell’atto di preannunciare il destino straordinario del piccolo Esculapio.

L’opera si distingue per l’equilibrio classico della scena e per la raffinata resa anatomica delle figure, tipica della cultura manierista nordica influenzata da Goltzius. Il paesaggio arcadico, le architetture rustiche e il sapiente tratteggio contribuiscono a creare un’atmosfera sospesa tra mito, allegoria e narrazione poetica. Particolarmente interessante la presenza della figura centauresca di Chirone, resa con grande eleganza formale e lontana dagli aspetti più brutali tradizionalmente associati ai centauri nella mitologia classica.

In basso compaiono i versi latini incisi in lastra:

“…sobolem, nec sorte Coronide Apollo
Parte viro tradit, partemq[ue] tradit equo.”

Traduzione:
“Apollo non affida il figlio della Coronide a un uomo soltanto, ma in parte a un uomo e in parte a un cavallo.”

Seconda iscrizione:

“Chirouis tandem, post dicta oracula, biformis
Paulatim formam filia sumit equæ.”

Traduzione:
“Infine la figlia del biforme Chirone, dopo aver pronunciato gli oracoli, assume poco a poco l’aspetto di una cavalla.”

Questa tavola appartiene a una delle più affascinanti serie illustrate dedicate al poema ovidiano, molto ricercata per la qualità incisoria, la ricchezza iconografica e la fortuna collezionistica delle composizioni manieriste nordiche tra Sei e Settecento.

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