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Apollo e Dafne da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 14, Anno 1615

350,00 € 287,00 €

Apollo raggiunge Dafne proprio mentre la ninfa si trasforma in alloro per sfuggire al suo amore. Una delle metamorfosi più celebri dell’antichità classica, simbolo eterno di desiderio irraggiungibile. Raffinata incisione manierista attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius.

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Apollo e Dafne da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 14, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.

Elegante e dinamica incisione manierista tratta dalla celebre serie dedicata alle Metamorfosi di Ovidio, raffigurante uno degli episodi più celebri della mitologia classica: la fuga della ninfa Dafne inseguita da Apollo e la sua trasformazione in albero di alloro.

La scena coglie l’istante culminante del mito. Apollo, colpito dalla freccia d’oro di Cupido e arso da amore irresistibile, raggiunge finalmente Dafne; ma la ninfa, pur di sfuggirgli, invoca il padre Peneo che la trasforma in alloro. L’incisione rende con grande efficacia il momento della metamorfosi: le braccia della giovane si mutano in rami, le dita in foglie, mentre il corpo sembra irrigidirsi nella corteccia vegetale. Sullo sfondo compare Cupido in volo, responsabile del tragico gioco amoroso.

L’opera mostra pienamente il gusto tardo manierista della scuola di Goltzius: anatomie sinuose, panneggi mossi dal vento, paesaggio nordico e una raffinata trama di bulino che crea effetti di luce vibranti e teatrali. La tensione psicologica tra desiderio e fuga conferisce alla tavola una forte intensità emotiva.

Iscrizione:
“Ardebat flagrans Titan Peneïda Daphnem
Illa tamen vitat taedae iusta pectus.

Vitat, et in laurum ita vertitur, at sua semper
Dilecta Phoebus tempora fronde tegit.”

Traduzione:
“Ardeva d’amore il luminoso Febo per Dafne figlia di Peneo,
ma ella rifuggiva le fiamme amorose nel suo cuore casto.

Fuggendo, si trasformò così in alloro;
e Febo da allora cinse sempre le proprie tempie con quelle amate fronde.”

Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius o realizzata da un incisore anonimo su suo disegno, eseguita intorno al 1589 come parte della celebre serie ovidiana e ristampata nei decenni successivi; il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano in lastra la data 1615.

Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Carta vergata antica con filigrana coeva a conferma dell’originalità. Buona conservazione generale con leggere tracce del tempo e lievi segni marginali coerenti con l’epoca.

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