Castelnau, F.L. de – Blanchard, E. – Lucas, H.
Histoire Naturelle des Animaux Articulés.
Annelides, Crustacés, Arachnides, Myriapodes et Insectes.
Paris, P. Duménil, Rue des Beaux-Arts, 10, 1840.
Descrizione bibliografica
Opera completa in quattro volumi in 8° (cm 13 x 22), così composta:
- Histoire Naturelle des Insectes Coléoptères, par Le Comte de Castelnau, avec une introduction de M. Brullé. pp. (2), CXXV, 324; 46 tavole incise su acciaio.
- Histoire Naturelle des Insectes Coléoptères, par Le Comte de Castelnau, avec une introduction de M. Brullé. pp. (2), 564; 38 tavole incise su acciaio.
- Histoire Naturelle des Insectes Orthoptères, Névroptères, Hémiptères, Hyménoptères, Lépidoptères et Diptères, par Émile Blanchard. pp. (2), 672; 71 tavole incise su acciaio.
- Histoire Naturelle des Crustacés, des Arachnides et des Myriapodes, par M. Lucas, attaché au Muséum d’Histoire Naturelle de Paris. pp. (1), 600; 46 tavole incise su acciaio.
Totale complessivo: oltre duemila pagine e 201 tavole incise su acciaio, raffiguranti oltre 2000 specie di insetti, aracnidi e crostacei.
Legatura e stato di conservazione
Legatura coeva in mezza similpelle con piatti marmorizzati e tagli colorati. Dorsi ricostruiti in epoca successiva con modesta fattura ma buona tenuta complessiva. Interni in buono stato, con lievi e fisiologiche bruniture dovute alla qualità della carta. Tavole nitide, su carta forte, perfettamente leggibili e incise con grande precisione naturalistica.
Contenuto e interesse scientifico
Quest’opera monumentale costituisce una delle più organiche sintesi zoologiche dell’Ottocento francese. Pubblicata sotto la direzione di P. Duménil, raccoglie il contributo di tre celebri naturalisti:
- Francis de Laporte, Comte de Castelnau (1812–1880), esploratore e zoologo francese, autore della sezione sui coleotteri, noto per i suoi studi tassonomici e le esplorazioni in Sud America, Canada e Australia;
- Émile Blanchard (1820–1900), entomologo del Muséum d’Histoire Naturelle, specialista negli insetti alati;
- Hippolyte Lucas (1814–1899), anch’egli legato al Muséum di Parigi e alla Commission Scientifique d’Algérie, curatore della sezione su crostacei, aracnidi e miriapodi.
La precisione sistematica e la chiarezza delle descrizioni riflettono il rigore positivista della zoologia francese pre-darwiniana, ancora legata alla tassonomia linneana ma già aperta alle correlazioni anatomiche e fisiologiche.
Le tavole e la tecnica incisoria
Le 201 tavole incise su acciaio rappresentano uno dei vertici dell’illustrazione zoologica francese del XIX secolo.
L’uso dell’acciaio – rispetto al rame – consentiva una resa più fine e un numero maggiore di tirature senza perdita di dettaglio. Le lastre venivano talvolta rifinite a bulino o puntasecca, con leggere lumeggiature all’acquatinta per rendere il volume e la trasparenza delle ali, delle corazze e delle appendici articolate.
Il gusto estetico, elegante e preciso, è particolarmente evidente nelle tavole di lepidotteri, ortotteri e crostacei, dove il tratto si fa pittorico pur mantenendo la funzione analitica del disegno scientifico.
L’opera testimonia il punto d’incontro tra arte e scienza naturalistica, in linea con la migliore tradizione francese di illustrazione zoologica.
Curiosità biografica – Lo “scherzo del pesce Ompax spatuloides”
Francis de Laporte, conte di Castelnau, oltre che scienziato di valore, fu protagonista di uno dei più celebri episodi curiosi della zoologia ottocentesca, passato alla storia come “lo scherzo dell’Ompax spatuloides”.
Nel 1872, il direttore del Museo di Brisbane, Carl Steiger, ricevette da alcuni pescatori locali un presunto esemplare di pesce sconosciuto, rinvenuto nelle acque di Gayndah (Queensland). In realtà si trattava di un composito di tre specie diverse – una triglia, un’anguilla e un altro piccolo pesce – abilmente cuciti insieme e poi cotti per mascherarne l’origine.
Ignaro della burla, Steiger fece disegnare il campione e inviò la descrizione a Castelnau, che allora ricopriva l’incarico di console di Francia a Melbourne. Con il suo consueto rigore classificatorio, egli lo descrisse come una nuova specie, denominandolo Ompax spatuloides e inserendolo nella letteratura scientifica ufficiale.
L’episodio rimase ignoto per decenni: ancora nel 1930 il fantomatico pesce compariva nei cataloghi ittici australiani. Solo dopo verifiche successive venne smascherata la burla, entrata nella leggenda come il caso dell’unico animale cucinato prima di essere classificato.
Il caso Ompax, oltre al suo risvolto ironico, illustra il contesto di entusiasmo esplorativo e credulità coloniale che caratterizzò la scienza naturalistica ottocentesca, dove il desiderio di scoprire nuove specie spesso superava le cautele del metodo sperimentale.
La collana di Duménil e la “Bibliothèque du Muséum”
L’opera fa parte della prestigiosa serie scientifica promossa dall’editore Pierre Duménil, che negli anni Trenta e Quaranta dell’Ottocento si pose come intermediario fra il Muséum d’Histoire Naturelle de Paris e il grande pubblico colto.
La collana, talvolta indicata come “Bibliothèque du Muséum d’Histoire Naturelle”, comprendeva monografie su zoologia, botanica e mineralogia, affidate a specialisti del Muséum e illustrate con incisioni su acciaio di alta qualità.
Duménil, stampatore e libraio attivo in Rue des Beaux-Arts, promosse un modello editoriale che univa rigore accademico, eleganza tipografica e accessibilità divulgativa, anticipando il gusto illustrato delle grandi enciclopedie naturalistiche della seconda metà del secolo.
Le opere pubblicate nella collana furono apprezzate anche fuori dalla Francia, diventando strumenti di riferimento per naturalisti, insegnanti e collezionisti, e oggi costituiscono un corpus di notevole interesse storico-bibliografico.
Confronti editoriali e collocazione storica
L’Histoire Naturelle des Animaux Articulés si inserisce nel filone delle grandi sintesi zoologiche francesi derivate dall’impulso classificatorio di Georges Cuvier e dal metodo descrittivo dell’Histoire Naturelle di Buffon.
Rispetto a opere coeve come l’Histoire Naturelle des Crustacés di Milne-Edwards (1834–1840) o le tavole di Guérin-Méneville per l’Iconographie du Règne Animal, il lavoro di Castelnau, Blanchard e Lucas si distingue per completezza sistematica, uniformità tipografica e rigore illustrativo. Dal punto di vista iconografico, le incisioni di Duménil rappresentano un ponte fra la tradizione scientifica del Settecento e le grandi opere naturalistiche ottocentesche che culmineranno con Audubon, Gould e gli atlanti illustrati del Muséum de Paris.
L’opera, dunque, non è soltanto un repertorio entomologico ma anche un monumento editoriale della cultura scientifica romantica francese.































