Cesare Balbo
Novelle pubblicate per cura di Guglielmo Stefani con l’aggiunta dei Frammenti sul Piemonte
Firenze, Felice Le Monnier, 1854
Volume in formato medio (cm 19 x 12,5); pagine XVI, 484. Testo in lingua italiana. Elegante edizione Le Monnier pubblicata nel 1854, un anno dopo la morte di Cesare Balbo, figura centrale del moderatismo risorgimentale piemontese, storico, politico e autore delle celebri Speranze d’Italia. Questo volume restituisce un aspetto meno noto ma molto interessante della sua produzione: quello del narratore, del moralista e dell’osservatore affettuoso della storia e del paesaggio piemontese.
L’opera raccoglie le Quattro novelle narrate da un maestro di scuola, seguite da Imilda, I due Spagnuoli, dalle Nuove novelle narrate da un maestro di scuola e da tre novelle volgarizzate da Cesare Balbo. Tra i titoli si segnalano Francesca, Toniotto e Maria, La Bell’Alda, Margherita, L’Ebrea, La Marchesina, Il Filosofo e L’Ufficiale in ritiro. Di particolare fascino è La Bell’Alda, leggenda legata alla Valle di Susa, che inserisce la narrazione nel vivo dell’immaginario storico e popolare piemontese.
La parte finale, dedicata ai Frammenti sul Piemonte, è forse la più suggestiva dal punto di vista storico e collezionistico. Comprende prose come Panorama militare delle Alpi Piemontesi viste da Superga, La collina di Torino, I Servitori di Viù e di Savoia, Carta geografica del Piemonte, La Cronaca della Novalesa, Chieri ed Asti, Alfieri, Dal castello di Camerano, Il Monviso e il Monrosa, Le valli di Viù e Di Cristoforo Colombo. Ne emerge un Piemonte insieme reale e letterario: terra di memorie dinastiche, paesaggi alpini, tradizioni locali e coscienza civile preunitaria.
Non risultano tavole o incisioni fuori testo; il valore speciale dell’esemplare risiede soprattutto nell’apparato testuale, nell’indice ampio e articolato, nella natura postuma della raccolta e nel legame diretto con la cultura piemontese del Risorgimento. Il volume conserva inoltre la sobria eleganza tipografica delle edizioni Le Monnier, con frontespizio ordinato, marca editoriale e impaginazione nitida.
Legatura coeva in mezza tela verde, piatti in carta marmorizzata e talloncino cartaceo con titoli applicato al dorso. Esemplare completo e ben conservato.
Stato dell’opera
Esemplare in buono stato generale. Legatura solida, con normali segni del tempo al dorso, agli angoli e ai margini dei piatti. Interni freschi e ben leggibili, con rare fioriture sparse e lievi tracce d’uso. Copia genuina, completa e gradevole, ben rappresentativa dell’editoria Le Monnier di metà Ottocento.
Perché è interessante oggi
Il volume consente di scoprire un Cesare Balbo diverso dal solo pensatore politico: un autore capace di trasformare la memoria piemontese, le leggende locali e il paesaggio alpino in materia narrativa e civile. È un’opera significativa per comprendere come, nel Risorgimento, letteratura, storia regionale e costruzione dell’identità nazionale fossero profondamente intrecciate.
Perché è un acquisto consapevole
Si tratta di un’edizione ottocentesca Le Monnier, pubblicata a breve distanza dalla morte dell’autore, completa e in buona conservazione. L’interesse è multiplo: letterario, storico, piemontese, risorgimentale e collezionistico. È un acquisto adatto a chi cerca non solo un libro antico, ma una testimonianza concreta della cultura civile italiana preunitaria.











