Claude-Joseph Dorat
Fables nouvelles
Paris / La Haye, Chez Delalain, 1773
Descrizione bibliografica
Due volumi in-8° (cm 15 × 22); pagine: XII, (4), 176, (2) – (8), prosegue con 177 fino a 309, (5).
Carte freschissime, bianche e marginose, su carta forte e frusciante, priva di difetti.
Legatura
Raffinatissima legatura coeva in pieno marocchino nocciola a cinque nervi, con titoli e ricchi fregi floreali dorati ai comparti; piatti decorati da triplo filetto dorato e fiori agli angoli, unghie dorate, sguardie marmorizzate a vortici policromi (splendido esempio di carte à la cuve del XVIII secolo), tagli spruzzati a più colori. Interni con doppia cornice dorata; esemplare di eccezionale eleganza e stato di conservazione.
Contenuto
Edizione sontuosa delle Fables nouvelles di Claude-Joseph Dorat (1734-1780), comprendente 99 favole distribuite in quattro parti (due per ciascun volume). Composta in elegante tipografia e arricchita da un corredo iconografico monumentale, l’opera fu stampata a spese dell’autore e destinata a un pubblico d’élite. Dorat, ultimo rappresentante della poesia rococò, unisce ironia, grazia sensuale e spirito mondano in versi che evocano La Fontaine ma con un tono più frivolo, brillante e cortigiano.
Apparato iconografico
Serie di oltre 200 incisioni originali eseguite su disegni di Charles-Pierre Marillier (1740-1808), uno dei più apprezzati illustratori del Settecento francese.
Include:
- 2 frontespizi figurati,
- 3 tavole a piena pagina,
- 99 vignette di testa,
- 99 finalini ornamentali.
L’intero apparato fu inciso da una straordinaria équipe di bulinisti, fra cui:
- Pierre-Philippe Choffard, Jean-Baptiste Le Beau, Nicolas Le Mire, Étienne Fessard, Pierre-Adrien Le Gouaz, Louis Legrand, Nicolas Ponce e Jacques de Ghendt, tutti legati alle officine parigine attive intorno all’Académie royale de Peinture et de Sculpture.
Ogni incisione è una miniatura narrativa autonoma, un piccolo teatro rococò in cui la scena delle favole — salotti, giardini, mitologie galanti — diventa specchio dei costumi contemporanei.
Le cornici ornamentali progettate da Marillier, con ghirlande, putti, animali e trofei, rappresentano il punto culminante del gusto rococò, ma con già accenti neoclassici nella pulizia del segno e nella struttura compositiva.
L’illustratore: Charles-Pierre Marillier
Nato a Parigi nel 1740, Charles-Pierre Marillier fu pittore, disegnatore e incisore, attivo presso l’Académie de Saint-Luc.
Collaborò con i principali editori parigini del secolo — Prault, Didot, Delalain — illustrando Voltaire, Rousseau, Marmontel, Florian e Dorat. La sua cifra stilistica è caratterizzata da:
- eleganza lineare e nitidezza del tratto;
- gusto teatrale e composizione simmetrica;
- sapiente impiego del chiaroscuro con effetti di morbida grazia.
Le Fables nouvelles sono unanimemente considerate il suo capolavoro, in cui l’artista raggiunge un perfetto equilibrio tra decorazione, invenzione e spirito narrativo.
Secondo Cohen-de Ricci (Guide de l’amateur de livres à gravures du XVIIIe siècle, Parigi 1912, p. 304-306), questa è “la plus belle illustration de Marillier, son chef-d’œuvre incontesté”.
Nota bibliografica e cronologica
L’opera reca al frontespizio la data 1773, ma alcune tavole del secondo volume sono firmate e datate 1774. Questa apparente discrepanza riflette la reale cronologia di pubblicazione delle Fables nouvelles, uscite in due tempi: il primo tomo nel 1773, il secondo completato l’anno seguente.
Le incisioni, tratte dai disegni di Charles-Pierre Marillier, furono eseguite da diversi bulinisti (Le Beau, De Ghendt, Ponce, Le Gouaz, ecc.) che firmarono e datarono le proprie lastre nel momento dell’effettiva incisione. L’indicazione doppia 1773-1774 è dunque tipica della tiratura originale, e non di una variante: testimonia la progressiva realizzazione dell’opera e ne conferma la prima edizione autentica, prima delle ristampe tardo-settecentesche che omisero le date.
Confronto con le edizioni contemporanee di La Fontaine
Rispetto alle celebri edizioni delle Fables de La Fontaine illustrate da Charles Eisen (1762) o da Jean-Baptiste Oudry (1755-59), l’opera di Dorat segna una svolta di sensibilità:
- Eisen e Oudry adottano un tono moralistico e pittorico, vicino alla pittura di storia;
- Marillier e Dorat si muovono invece nel registro intimo e mondano, in cui la favola diviene racconto di grazia, conversazione galante, riflesso dell’eleganza salottiera del tardo Rococò.
In termini estetici, le Fables nouvelles costituiscono dunque la versione “rococò-intimista” della morale favolistica, precorritrice del gusto neoclassico e del sentimentalismo preromantico.
Esemplare
Copia completa e perfettamente conservata, con carte pulite, incisioni freschissime e tirate in ottimo stato, senza ombre di ossidazione.
Legatura sontuosa, probabilmente di bottega parigina (stile Derome jeune o Padeloup).




























