Il ratto di Europa da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 40, databile al 1615
Incisione in rame appartenente alla celebre serie di 52 tavole dedicate alle Metamorfosi di Ovidio, eseguita nell’ambiente di Hendrick Goltzius tra la fine del XVI secolo e gli inizi del Seicento. Foglio di dimensioni ca. cm. 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm. 17,8 × 25,4. Esemplare impresso su carta vergata con evidente filigrana antica, importante elemento di autenticità e coerenza cronologica.
La tavola raffigura il celeberrimo mito del ratto di Europa. Giove, trasformato in un candido toro dalle forme mansuete, rapisce la principessa fenicia conducendola attraverso il mare verso Creta. Europa appare seduta sul dorso dell’animale con un atteggiamento sospeso tra stupore e timore, mentre il mare agitato e le onde profonde accentuano il carattere drammatico della scena. Sulla destra della composizione le ancelle della giovane assistono impotenti all’allontanarsi della compagna, protendendo le braccia verso il mare in un gesto di disperazione.
La composizione mostra una costruzione teatrale estremamente raffinata: il gruppo monumentale di Europa e del toro domina il primo piano, mentre il paesaggio marino si apre in profondità con navi, città lontane e fumi all’orizzonte. Sullo sfondo si sviluppa un secondo episodio narrativo con le compagne sulla riva e un giovane pastore intento a sorvegliare il bestiame, secondo la tipica impostazione narrativa continua delle incisioni manieriste nordiche.
Il tratteggio, fine e vibrante, rivela la cultura incisoria legata a Hendrick Goltzius: panneggi agitati dal vento, anatomie eleganti, superfici liquide rese attraverso fitte linee ondulate e un sapiente equilibrio fra tensione narrativa e raffinatezza ornamentale. Particolarmente suggestivo il volto di Europa, colto nel momento in cui comprende l’inganno divino ma non può più sottrarsi al destino impostole da Giove.
Le iscrizioni latine in basso recitano:
“Europam asportat freta per Neptunia Taurus
Juppiter, ad comites respicit illa suas.”
Traduzione:
“Giove, sotto forma di toro, trasporta Europa
attraverso i flutti di Nettuno; ella guarda le sue compagne.”
Seconda iscrizione:
“Illa merentes extrema in littoribus ora
Cum coelo implorant numina glauca maris.”
Traduzione:
“Quelle, rimaste sulla riva estrema del mare,
invocano piangendo le azzurre divinità marine.”
L’episodio del ratto di Europa fu uno dei temi più amati dalla pittura e dall’incisione manierista e barocca, poiché consentiva di unire erotismo, dinamismo e tensione narrativa. In questa interpretazione attribuita alla bottega di Goltzius il soggetto assume una forza quasi teatrale, resa ancora più intensa dal contrasto tra la calma apparente del toro divino e la violenza simbolica del rapimento.
Gli esemplari originali di questa serie risultano oggi particolarmente apprezzati dal collezionismo antiquario per la qualità tecnica dell’incisione, il fascino mitologico e la rarità delle impressioni antiche ancora impresse su carta vergata seicentesca con filigrana originale.









