La caduta di Fetonte e il carro del Sole da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 22, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.
Questa raffinata incisione fa parte della celebre serie di 52 tavole dedicate alle Metamorfosi di Ovidio, attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius e realizzata sul finire del XVI secolo. La scena raffigura il momento drammatico in cui Fetonte, figlio di Helios-Apollo, perde il controllo del carro solare, incapace di dominare i cavalli infuocati che trascinano il sole attraverso il cielo.
L’incisione cattura con straordinaria energia il caos cosmico del mito: i cavalli si imbizzarriscono tra nuvole vorticose e fiamme, mentre Fetonte precipita disperato dal carro paterno. In alto a sinistra compare Aurora (Eos), dea dell’alba, seduta su una nube luminosa mentre assiste impotente alla catastrofe imminente. Sullo sfondo si intravedono terre e città minacciate dal calore devastante del sole fuori controllo, in un’atmosfera di forte tensione teatrale tipicamente manierista.
La composizione rivela l’influenza diretta dell’ambiente di Hendrick Goltzius: anatomie possenti, movimento spiraliforme delle figure, nuvole costruite con fitte trame di bulino e una straordinaria resa luministica ottenuta attraverso l’intreccio delle linee incise. Particolarmente suggestiva è la ruota del carro solare, riccamente decorata, che accentua il senso di rotazione e di instabilità della scena.
Iscrizione:
“Audet Phoebeas furti attrectare quadrigas,
Aegra impar numeris munus obire suis.
Suffix audet Phaëton, quod numina terret,
Humanas mentes tanta libido rapit.”
Traduzione:
“Osò toccare furtivamente i cavalli del Sole,
debole e impari al compito affidatogli.
Fetonte osa ciò che persino gli Dei temono:
tanta ambizione travolge le menti degli uomini.”
L’opera è attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius oppure a un incisore anonimo attivo su suo disegno, realizzata intorno al 1589 nell’ambito della celebre serie ovidiana e ristampata nei decenni successivi. Il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano in lastra la data 1615.
Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Esemplare impresso su carta vergata con filigrana coeva, elemento che ne conferma l’originalità e la piena appartenenza alle antiche tirature seicentesche. Stato di conservazione molto buono, con ampi margini e nitida qualità d’impressione.
Incisione di grande fascino iconografico e narrativo, appartenente a una delle più celebri interpretazioni nordiche delle Metamorfosi di Ovidio, ricercata tanto per la qualità artistica quanto per il potente contenuto simbolico legato al tema della hybris umana e della caduta provocata dall’eccesso d’ambizione.











