Gli ordini effettuati dal 24 al 28 Settembre verranno spediti il 30 Settembre - Approfitta del 18% di sconto su tutti gli articoli!

La caduta di Fetonte e il carro del Sole da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 22, Anno 1615

350,00 € 287,00 €

Nel turbine infuocato del cielo, Fetonte perde il controllo del carro del Sole trascinando il mondo verso la catastrofe. Tra nuvole e cavalli imbizzarriti, la dea Aurora osserva impotente la caduta del giovane travolto dalla propria ambizione. Una delle più spettacolari tavole ovidiane della cerchia di Hendrick Goltzius, potente allegoria della hybris umana e del destino.

Disponibilità: 1 disponibili

- +

La caduta di Fetonte e il carro del Sole da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 22, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.

Questa raffinata incisione fa parte della celebre serie di 52 tavole dedicate alle Metamorfosi di Ovidio, attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius e realizzata sul finire del XVI secolo. La scena raffigura il momento drammatico in cui Fetonte, figlio di Helios-Apollo, perde il controllo del carro solare, incapace di dominare i cavalli infuocati che trascinano il sole attraverso il cielo.

L’incisione cattura con straordinaria energia il caos cosmico del mito: i cavalli si imbizzarriscono tra nuvole vorticose e fiamme, mentre Fetonte precipita disperato dal carro paterno. In alto a sinistra compare Aurora (Eos), dea dell’alba, seduta su una nube luminosa mentre assiste impotente alla catastrofe imminente. Sullo sfondo si intravedono terre e città minacciate dal calore devastante del sole fuori controllo, in un’atmosfera di forte tensione teatrale tipicamente manierista.

La composizione rivela l’influenza diretta dell’ambiente di Hendrick Goltzius: anatomie possenti, movimento spiraliforme delle figure, nuvole costruite con fitte trame di bulino e una straordinaria resa luministica ottenuta attraverso l’intreccio delle linee incise. Particolarmente suggestiva è la ruota del carro solare, riccamente decorata, che accentua il senso di rotazione e di instabilità della scena.

Iscrizione:
“Audet Phoebeas furti attrectare quadrigas,
Aegra impar numeris munus obire suis.

Suffix audet Phaëton, quod numina terret,
Humanas mentes tanta libido rapit.”

Traduzione:
“Osò toccare furtivamente i cavalli del Sole,
debole e impari al compito affidatogli.

Fetonte osa ciò che persino gli Dei temono:
tanta ambizione travolge le menti degli uomini.”

L’opera è attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius oppure a un incisore anonimo attivo su suo disegno, realizzata intorno al 1589 nell’ambito della celebre serie ovidiana e ristampata nei decenni successivi. Il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano in lastra la data 1615.

Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Esemplare impresso su carta vergata con filigrana coeva, elemento che ne conferma l’originalità e la piena appartenenza alle antiche tirature seicentesche. Stato di conservazione molto buono, con ampi margini e nitida qualità d’impressione.

Incisione di grande fascino iconografico e narrativo, appartenente a una delle più celebri interpretazioni nordiche delle Metamorfosi di Ovidio, ricercata tanto per la qualità artistica quanto per il potente contenuto simbolico legato al tema della hybris umana e della caduta provocata dall’eccesso d’ambizione.

Torna in alto