LAMY, Pierre Eléonor
Lago Maggiore / Le Lac Majeur. 22. Statue St. Charles Borromée, près Arone (Lac Majeur)
[Paris, P.-E. Lamy], s.d. [ca. 1861-1878].
Stereofotografia originale, cm 17,5 × 9 circa, costituita da due positivi fotografici all’albumina montati affiancati su cartoncino editoriale arancio con angoli arrotondati. Al margine sinistro titolo della serie in italiano, «Lago Maggiore», con indicazione dell’autore; al margine destro corrispondente titolo francese «Le Lac Majeur»; in basso numero e titolo della veduta: «22. – Statue St. Charles Borromée, près Arone. (Lac Majeur)». Raffigurato il monumentale San Carlo Borromeo, il celebre “San Carlone” di Arona, ripreso frontalmente dal viale alberato che conduce al basamento, con alcune figure umane utilizzate anche come efficace riferimento dimensionale. Buon esemplare, integro nella caratteristica montatura editoriale.
Lamy e la serie del Lago Maggiore
La carta appartiene alla produzione di Pierre Eléonor Lamy (1828-1900), fotografo ed editore francese di vedute stereoscopiche attivo professionalmente a Parigi tra il 1861 e il 1878. La Bibliothèque nationale de France identifica oggi in questa forma il fotografo tradizionalmente indicato in numerosi repertori anche come Ernest Lamy e documenta la sua attività editoriale in diverse sedi parigine, nonché la cessione del fondo a Ernest Lizé nel 1878.
La produzione italiana di Lamy fu estesa e comprende importanti campagne sulle Alpi, sulle città e sui laghi. Il Rijksmuseum conserva numerose stereoscopie del Lago Maggiore attribuite allo stesso fotografo e datate 1861-1878, nel medesimo formato di circa 8,8 × 17,8 cm e stampate all’albumina. Alcune appartengono esplicitamente alla serie bilingue «Lago Maggiore / Le Lac Majeur», esattamente come la presente carta.
Particolarmente significativo è il riscontro diretto della stessa immagine e della stessa numerazione in letteratura specialistica: la stereoscopia viene riprodotta come «Statue St. Charles Borromee, Pres Arone. Lamy, No. 22», confermando senza ambiguità soggetto, autore e appartenenza alla sequenza editoriale.
Il San Carlone
Il soggetto è uno dei monumenti più riconoscibili del Lago Maggiore. La colossale statua di san Carlo Borromeo sorge sul colle sopra Arona e raggiunge, con il basamento, circa 35 metri di altezza. La struttura interna è in muratura e ferro, mentre il rivestimento esterno è formato da lastre metalliche lavorate; il grande braccio benedicente richiese una specifica armatura capace di resistere alle sollecitazioni del vento.
La fotografia di Lamy acquista valore documentario anche perché registra l’assetto ottocentesco dell’area monumentale. Il San Carlone domina il fondo prospettico mentre il viale, le alberature regolarmente potate e le piccole figure disposte lungo la salita costruiscono una scala visiva che fa percepire immediatamente l’eccezionale dimensione della statua.
La fortuna iconografica del monumento era già consolidata molto prima dell’avvento della fotografia: litografie e stampe dedicate al colosso di Arona circolavano almeno dalla prima metà dell’Ottocento, mentre fotografi come Giorgio Sommer lo inserirono successivamente nei propri repertori di vedute italiane. La stereoscopia di Lamy appartiene dunque al momento cruciale in cui la fotografia sostituisce progressivamente la veduta incisa come principale mezzo di diffusione internazionale dell’immagine del paesaggio italiano.
La fotografia stereoscopica
Le due immagini sono riprese con un lieve scarto laterale corrispondente alla distanza fra gli occhi. Inserita in uno stereoscopio, la carta restituisce quindi una percezione tridimensionale della scena. La scelta compositiva è particolarmente efficace: la salita, le due file di alberi e il basamento determinano una successione di piani che conduce direttamente verso la statua.
Lamy fu uno specialista di questo linguaggio. La BnF documenta sue serie realizzate con positivi all’albumina da negativi al collodio su vetro, nello stesso formato di circa 8,8 × 17,8 cm; identica tecnica viene registrata dal Rijksmuseum per le sue vedute del Lago Maggiore.
La montatura editoriale
Un elemento qualificante dell’esemplare è il cartoncino arancio intenso con angoli arrotondati, che conserva integralmente l’apparato tipografico originale. Sui lati compaiono in rilievo le denominazioni italiana e francese della serie, mentre la didascalia inferiore identifica con precisione numero, monumento e luogo.
Non siamo quindi davanti a due fotografie sciolte successivamente rimontate, ma a un prodotto editoriale compiuto, pensato per essere acquistato, collezionato e osservato attraverso lo stereoscopio. La bilinguità testimonia inoltre il carattere internazionale della clientela alla quale erano destinate queste vedute dei laghi italiani.
Un’immagine del primo turismo internazionale
Le serie stereoscopiche di Lamy trasformavano il viaggio in Italia in un’esperienza ripetibile nel salotto domestico. Il Lago Maggiore, con Arona, Stresa e le Isole Borromee, costituiva uno dei paesaggi privilegiati del turismo internazionale ottocentesco. Lo stesso Rijksmuseum conserva nella serie Lago Maggiore / Le Lac Majeur una veduta delle Isole Borromee e un’altra dedicata ad Arona, entrambe attribuite a Lamy e datate 1861-1878.
La carta assume quindi contemporaneamente valore fotografico, storico-locale e turistico: è un documento materiale di come Arona e il suo monumento simbolo venivano presentati al pubblico europeo durante il secondo Ottocento.
L’esemplare
L’immagine conserva una buona leggibilità e un notevole equilibrio tonale. Sono chiaramente distinguibili la statua, il basamento, il viale, le alberature e le figure umane. La montatura originale mantiene il caratteristico colore arancio e tutte le iscrizioni editoriali, compresa la fondamentale numerazione 22.
La presenza del numero di catalogo e della titolazione bilingue rende questo esemplare bibliograficamente più significativo di molte stereoscopie del Lago Maggiore prive di indicazioni editoriali. L’identificazione della medesima fotografia in una pubblicazione specialistica costituisce inoltre un ulteriore elemento qualificante.
Perché è interessante oggi
La stereoscopia conserva contemporaneamente tre livelli di memoria: Arona e il Lago Maggiore nell’Ottocento, uno dei monumenti più singolari del Piemonte e la nascita di una cultura visiva internazionale fondata sulla fotografia tridimensionale. È inoltre una testimonianza precoce del modo in cui i luoghi del Verbano entrarono nell’immaginario turistico europeo, molti decenni prima della cartolina illustrata di massa.
Perché è un acquisto consapevole
Le stereoscopie ottocentesche non sono rare in assoluto, e anche la produzione di Lamy fu consistente. Questa carta possiede però caratteristiche che la distinguono nettamente da esemplari generici: autore identificato, datazione circoscritta al 1861-1878, appartenenza certa alla serie Lago Maggiore / Le Lac Majeur, numero editoriale 22, soggetto aronese fortemente riconoscibile e montatura originale completa. Per una raccolta dedicata ad Arona, al Lago Maggiore, alla fotografia piemontese o alla storia del turismo ottocentesco costituisce quindi un documento di qualità superiore alla media.








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