L’Eroica. Rassegna Italiana di Ettore Cozzani
Quaderno doppio 167–168 – Luglio / Agosto 1932
Pubblicazione in grande formato (cm 34 × 25), composta da 74 pagine, edita a Milano nel luglio–agosto 1932 (Anno XX–XXI della rivista) sotto la direzione di Ettore Cozzani e stampata da Artiodoro Benedetti a Pescia. L’esemplare si presenta nella brossura editoriale originale, in stato di nuovo e non rifilato, condizione di assoluto rilievo per il collezionismo della rivista.
La copertina xilografica è opera di Aldo Patocchi e raffigura Aprile, soggetto emblematico della poetica dell’artista, caratterizzata da un linguaggio incisorio saldo, di forte impronta figurativa e rurale. La tavola della copertina è riproposta anche all’interno a piena pagina, conferendo unità visiva e concettuale all’intero fascicolo.
Il quaderno si configura come uno dei numeri più importanti e densi dell’intera serie de L’Eroica per la presenza massiccia di xilografie originali e dirette di Aldo Patocchi, vero protagonista iconografico del fascicolo. Accanto a una xilografia nel testo (ex-libris), il numero comprende numerose tavole xilografiche fuori testo, distribuite tra composizioni a piena pagina, grandi tavole a doppia pagina e spettacolari incisioni a pagina quadrupla, tra cui scene agresti, ritratti, allegorie stagionali e immagini di forte tensione simbolica e civile.
Il sommario testimonia la centralità di Patocchi non solo come incisore ma anche come autore visivo capace di sostenere un intero numero, affiancato da contributi letterari e critici di Giorgio Cicogna, Giorgio Umana, Lino Masala, Guido Pusinich, Beatrice Serra e altri, secondo la consueta impostazione della rivista, che intreccia arti figurative, poesia, narrativa e riflessione culturale. Particolarmente significativa è la presenza di grandi xilografie come Lavori agresti, Autoritratto, I disoccupati, I ciechi, Aprile II e Autunno, che collocano questo quaderno tra i vertici della produzione xilografica italiana degli anni Trenta in ambito editoriale.
Dal punto di vista editoriale e collezionistico, il numero doppio 167–168 rappresenta un vero fascicolo-chiave: la quantità, la qualità e il formato delle incisioni, unite allo stato conservativo eccellente, lo rendono uno dei quaderni più ricercati della serie, superiore per importanza e peso artistico a molti numeri monografici successivi.


















