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L’Esposizione Universale di Filadelfia del 1876 illustrata

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L’Esposizione Universale di Filadelfia del 1876 illustrata, Milano, Edoardo Sonzogno, 1876. Ottanta dispense complete in due volumi editoriali, pp. 640 e IV d’indice, con oltre 700 xilografie. Monumentale cronaca dell’America industriale e del centenario dell’Indipendenza, in ottima copia.

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L’Esposizione Universale di Filadelfia del 1876 illustrata

Dati generali dell’opera

Titolo: L’Esposizione Universale di Filadelfia del 1876 illustrata. Autore: opera collettiva, redatta da più collaboratori e corrispondenti; pubblicazione editoriale anonima. Editore: Edoardo Sonzogno.
Luogo e data: Milano, 1876.  Consistenza: 80 dispense raccolte in 2 volumi. Formato: grande in-folio, cm 36,5 × 27. Paginazione: volume I, pp. 1–320; volume II, pp. 321–640, seguite da IV pagine di indice generale Illustrazioni: oltre 700 xilografie nel testo, numerose a piena pagina e a doppia pagina. Legatura: cartonati editoriali illustrati. Stato di conservazione: volumi ben legati e completi; ottima copia.

Imponente edizione italiana dedicata alla Centennial International Exhibition di Filadelfia, pubblicata da Edoardo Sonzogno secondo il fortunato modello delle grandi cronache illustrate distribuite a dispense. L’opera riunisce l’intera serie di 80 fascicoli e conserva le legature editoriali figurate: circostanza particolarmente significativa per una pubblicazione concepita per essere acquistata progressivamente e spesso giunta sino a noi incompleta, sciolta o rilegata senza le copertine originali.

Il catalogo editoriale Sonzogno del 1881 descriveva questa edizione come formata da due volumi in-folio per complessive 640 pagine e ornata da «oltre 700 vignette», confermando l’eccezionale densità dell’apparato iconografico visibile nell’esemplare. Catalogo ufficiale dell’Esposizione Nazionale del 1881

Il progetto editoriale di Edoardo Sonzogno

L’opera appartiene alla grande stagione dell’editoria popolare illustrata italiana. Edoardo Sonzogno comprese con particolare lucidità che le Esposizioni universali non erano soltanto avvenimenti economici o celebrativi, ma autentici spettacoli della modernità: luoghi nei quali industria, arti, architettura, scienza, commercio e costume potevano essere presentati a un pubblico molto più vasto di quello degli specialisti.

La distribuzione in 80 dispense, vendute separatamente al prezzo indicato di 25 centesimi, rendeva accessibile un’opera di grande formato e ricchissima di incisioni. Il sistema consentiva al lettore di seguire progressivamente l’Esposizione, quasi come attraverso un moderno reportage periodico, per poi riunire i fascicoli nei due volumi predisposti dall’editore.

Le testate delle singole dispense, conservate all’interno della raccolta, costituiscono esse stesse un notevole documento di grafica editoriale. Il titolo è inserito entro un’elaborata composizione allegorica con aquila, bandiere, stemma degli Stati Uniti e veduta panoramica del principale edificio espositivo. Sotto la testata compaiono il numero della dispensa, i prezzi d’abbonamento, il nome dell’editore, l’indirizzo milanese di via Pasquirolo 14 e le comunicazioni destinate agli associati.

L’avvertenza relativa al dono della Storia dell’Indipendenza degli Stati Uniti mostra inoltre quanto articolata fosse la strategia commerciale di Sonzogno: il fascicolo non era solamente un prodotto editoriale, ma il centro di un sistema di abbonamenti, premi e pubblicazioni coordinate.

L’Esposizione di Filadelfia e il centenario americano

L’Esposizione di Filadelfia fu organizzata nel 1876 per celebrare il centenario della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti. Inaugurata il 10 maggio nel Fairmount Park, fu la prima grande Esposizione universale ospitata negli Stati Uniti e riunì partecipanti provenienti da decine di nazioni. Free Library of Philadelphia – Centennial Exhibition

La manifestazione rappresentò un passaggio decisivo nell’affermazione internazionale degli Stati Uniti. A un secolo dalla nascita della repubblica, il Paese intendeva presentarsi non più soltanto come giovane nazione agricola, ma come potenza industriale, tecnologica e commerciale. Gli edifici dell’Esposizione ospitavano macchine a vapore, apparecchi scientifici, strumenti agricoli, mezzi di trasporto, manufatti industriali, opere d’arte e produzioni provenienti da ogni parte del mondo.

La pubblicazione Sonzogno registra questo momento con lo sguardo di un editore europeo. L’America vi appare contemporaneamente come terra di paesaggi grandiosi, di città in rapida espansione e di invenzioni destinate a trasformare la vita quotidiana. È proprio questa alternanza fra macchina e paesaggio, industria e società, celebrazione nazionale e curiosità etnografica a rendere l’opera molto più ampia di un semplice catalogo dell’Esposizione.

Struttura e completezza editoriale

La raccolta comprende tutte le 80 dispense annunciate dall’editore, ordinate in due volumi:

  1. Volume primo: dispense 1–40, pp. 1–320.
  2. Volume secondo: dispense 41–80, pp. 321–640, seguite da IV pagine di indice generale.

La numerazione progressiva delle pagine conferma la concezione unitaria dell’opera: i due volumi non sono autonomi, ma costituiscono le due parti di una sola grande cronaca illustrata. L’indice generale conclusivo rappresenta un elemento bibliograficamente importante, perché rende consultabile una materia estremamente vasta, distribuita tra descrizioni degli edifici, articoli sulle industrie nazionali, macchinari, trasporti, arti applicate, vedute urbane, paesaggi e cronache della manifestazione.

La conservazione dell’intera sequenza delle dispense, delle pagine di indice e dei due cartonati editoriali permette di apprezzare il progetto nella sua forma originaria.

Un’enciclopedia visiva della modernità

Il nucleo più spettacolare della pubblicazione è costituito dalle oltre 700 xilografie. Le immagini non hanno una funzione meramente decorativa: sono parte integrante della trasmissione delle conoscenze e consentono al lettore di comprendere edifici, impianti e macchinari che il solo testo non sarebbe riuscito a descrivere con la medesima immediatezza.

L’apparato iconografico comprende:

  1. vedute panoramiche degli edifici espositivi;
  2. rappresentazioni di macchine industriali e agricole;
  3. tavole dedicate ai trasporti e ai nuovi veicoli;
  4. interni dei padiglioni;
  5. panorami urbani americani;
  6. paesaggi degli Stati Uniti;
  7. ritratti e scene celebrative;
  8. illustrazioni di arti, manifatture e prodotti delle diverse nazioni;
  9. grandi composizioni a piena e doppia pagina.

Le immagini dell’esemplare mostrano una stampa nitida e una notevole capacità di rendere materiali diversi: metallo, vetro, pietra, vegetazione, tessuti e strutture meccaniche sono descritti mediante una fitta modulazione del segno xilografico.

La testata delle dispense

Le fotografie documentano più numeri della pubblicazione, tra cui le dispense 5, 60, 67 e 71. La testata mantiene una struttura riconoscibile, dominata dalla veduta longitudinale del Main Exhibition Building e da un complesso ornato patriottico.

Il grande edificio raffigurato costituiva uno dei principali simboli dell’Esposizione. La sua presenza ricorrente trasformava ogni dispensa in una sorta di ingresso ideale alla manifestazione. Il lettore italiano riconosceva immediatamente il luogo dell’evento prima ancora di affrontare i singoli articoli.

Questa persistenza della testata ha anche una funzione collezionistica: le ottanta aperture numerate conservano l’identità periodica dell’opera e permettono di ricostruire la sequenza originaria della pubblicazione.

Le macchine industriali: una straordinaria documentazione tecnica

Le immagini proposte testimoniano con particolare chiarezza l’attenzione riservata alle innovazioni meccaniche.

Nella dispensa 60 compare la grande xilografia della Macchina issatrice a doppio cilindro, dei Fratelli Williamson di Filadelfia. L’apparato è rappresentato con taglio quasi progettuale: volani, cilindri, trasmissioni, leve e organi di regolazione sono riprodotti con tale precisione da consentire una lettura tecnica della macchina.

La dispensa 67 presenta invece la Macchina orizzontale, costrutta dalla ditta Buckeye di Salem nel Massachusetts. Il grande volano domina la composizione, mentre il testo circostante esamina il funzionamento della valvola e del cilindro. Immagine e descrizione formano così una vera pagina di divulgazione ingegneristica.

Queste tavole sono oggi preziose non soltanto per la storia dell’Esposizione, ma anche per gli studi sull’archeologia industriale, sulla meccanica ottocentesca e sulla circolazione internazionale delle innovazioni.

Il “Cinofero”: invenzione, curiosità e spettacolo

Tra le immagini più singolari figura il Cinofero, definito nella didascalia «velocipede mosso dal cane». La macchina è raffigurata come un veicolo a tre ruote, nel quale l’animale aziona il movimento correndo all’interno di una grande ruota laterale.

La tavola appartiene alla sezione francese e rivela un aspetto essenziale delle Esposizioni universali: accanto alle grandi macchine industriali erano presentati prototipi, invenzioni curiose e dispositivi talvolta destinati più a sorprendere il pubblico che a entrare nella produzione corrente.

L’immagine possiede oggi una notevole forza comunicativa. Riunisce la storia della mobilità, la sperimentazione meccanica e il gusto ottocentesco per le invenzioni spettacolari, offrendo una testimonianza immediata della fantasia tecnica dell’epoca.

Gli edifici dell’Esposizione e il Palazzo d’Orticoltura

Una grande xilografia a doppia pagina raffigura il Palazzo d’Orticoltura, immerso nei giardini e animato da visitatori, carrozze e cavalieri. L’edificio, caratterizzato da vaste superfici vetrate e da un’elaborata architettura in ferro, vetro e muratura, esprime perfettamente l’estetica delle grandi esposizioni ottocentesche.

La tavola non offre soltanto un’immagine architettonica, ma restituisce l’intero ambiente della manifestazione: i percorsi, le aiuole, la presenza del pubblico e il rapporto tra costruzioni permanenti e padiglioni temporanei. Le figure, minute rispetto alla scala dell’edificio, accentuano la monumentalità del complesso.

Per la storia dell’architettura espositiva, queste immagini sono una documentazione di particolare interesse, poiché molti degli edifici furono successivamente demoliti o profondamente trasformati.

L’America urbana: New York

La grande veduta a doppia pagina intitolata Albo pittoresco degli Stati Uniti – Una via a Nuova York mostra una città già pienamente proiettata verso la modernità. La strada è gremita di carrozze, omnibus, pedoni e attività commerciali; gli edifici multipiano formano una prospettiva urbana serrata, mentre l’infrastruttura sopraelevata introduce il tema della nuova mobilità metropolitana.

La tavola è importante perché amplia il racconto oltre il recinto dell’Esposizione. Al pubblico italiano non viene presentata solamente Filadelfia, ma l’intera civiltà urbana degli Stati Uniti: strade commerciali, densità edilizia, traffico e nuove reti di trasporto.

È un’immagine di notevole interesse per collezionisti di vedute americane, storia urbana, trasporti e iconografia di New York.

Il paesaggio americano: Harper’s Ferry e il Maryland

La xilografia a piena pagina intitolata Le colline del Maryland vicino ad Harper-Ferry appartiene alla serie dell’Albo pittoresco degli Stati Uniti. Il paesaggio è costruito con sensibilità romantica: le alte pareti rocciose, il corso d’acqua, le nubi e le minuscole figure umane creano un’impressione di grandiosità naturale.

L’immagine offre un contrappunto alle pagine industriali. L’America descritta da Sonzogno è, allo stesso tempo, il continente delle macchine e quello degli spazi naturali. Questa duplice rappresentazione – progresso tecnologico e natura sublime – era profondamente radicata nell’immaginario europeo del XIX secolo.

La Statua della Libertà prima della sua inaugurazione

Una delle immagini storicamente più affascinanti compare nella dispensa 71, all’interno dell’articolo La libertà che illumina il mondo. La xilografia documenta i lavori per l’innalzamento del gigantesco braccio con la fiaccola della futura Statua della Libertà.

Il braccio e la torcia progettati da Frédéric-Auguste Bartholdi furono esposti a Filadelfia nel 1876 per promuovere il progetto e raccogliere fondi. I visitatori potevano salire sino alla balconata della torcia. Solo anni più tardi l’intera statua sarebbe stata completata e inaugurata a New York nel 1886. TIME – storia della Statua della Libertà

La pagina acquista pertanto un valore documentario eccezionale: mostra il monumento quando era ancora un’opera in costruzione e una promessa politica e simbolica. La familiarissima immagine della Libertà appare qui nella fase sperimentale della propria storia, ancora separata dal corpo definitivo e presentata al pubblico come emblema dell’amicizia franco-americana.

Il valore della pubblicazione come fonte storica

L’opera può essere letta secondo molteplici prospettive:

  1. Storia industriale: documenta macchine, brevetti, sistemi di produzione e tecnologie meccaniche.
  2. Storia dell’architettura: conserva vedute dei principali edifici dell’Esposizione.
  3. Storia urbana: presenta Filadelfia, New York e altre città americane.
  4. Storia dei trasporti: illustra velocipedi, veicoli, macchine a vapore e sistemi di locomozione.
  5. Storia dell’arte e delle arti applicate: registra opere, manifatture e oggetti delle sezioni nazionali.
  6. Storia della stampa: costituisce un notevole esempio di periodico illustrato italiano di grande formato.
  7. Storia delle relazioni transatlantiche: mostra come l’Italia postunitaria guardava agli Stati Uniti e al loro sviluppo.
  8. Iconografia americana: raccoglie vedute, paesaggi, monumenti e scene difficilmente reperibili in una sola pubblicazione.

Il testo va naturalmente letto come testimonianza del proprio tempo: registra con immediatezza l’entusiasmo ottocentesco per il progresso e la fiducia nelle Esposizioni come luoghi di confronto pacifico fra nazioni, arti e industrie.

Le legature editoriali illustrate

I due volumi conservano i cartonati editoriali figurati, elemento di notevole importanza bibliografica e commerciale. La coperta fotografata del primo volume reca il titolo in rosso entro una cornice lineare e una grande veduta ovale di vegetazione americana, con foresta, acque e fauna. In basso compaiono l’indicazione «Vol. 1°», il prezzo originario di lire 12 e la sottoscrizione editoriale «Milano – Edoardo Sonzogno – Editore».

La scelta di un paesaggio naturale per la copertina è particolarmente efficace: mentre le dispense insistono sull’architettura e sulle macchine, la legatura richiama l’immensità e il carattere esotico del territorio americano. L’esemplare conserva così non soltanto il testo e le illustrazioni, ma anche l’immagine commerciale con cui l’editore presentò l’opera al pubblico italiano.

Importanza bibliografica e collezionistica

La raccolta presenta un insieme di caratteristiche favorevoli:

  1. completezza delle 80 dispense;
  2. presenza di entrambi i volumi;
  3. paginazione continua completa sino a p. 640;
  4. indice generale conclusivo;
  5. oltre 700 illustrazioni xilografiche;
  6. grandi tavole a piena e doppia pagina;
  7. conservazione delle legature editoriali illustrate;
  8. grande formato, particolarmente adatto alla resa delle incisioni;
  9. forte interesse per Americana, storia industriale e storia delle Esposizioni;
  10. ottima qualità complessiva dell’esemplare.

La presenza delle pagine dedicate alla costruzione della Statua della Libertà costituisce un ulteriore motivo d’interesse, così come le grandi vedute di New York, Harper’s Ferry, degli edifici espositivi e delle macchine americane.

Stato dell’opera

Due volumi editoriali in grande formato, comprendenti l’intera serie delle 80 dispense. Paginazione continua completa: pp. 1–320 e 321–640, seguite da IV pagine di indice generale. Conservati i cartonati originali illustrati; volumi ben legati, con centinaia di xilografie, numerose a piena e doppia pagina. Ottima copia, particolarmente gradevole per nitidezza delle incisioni e qualità generale della conservazione.

Perché è interessante oggi

L’opera permette di osservare il momento in cui gli Stati Uniti si presentarono al mondo come grande potenza industriale. Macchine, città, paesaggi, architetture e simboli nazionali costruiscono un ritratto vastissimo dell’America del 1876. La pagina dedicata al braccio della futura Statua della Libertà rende tangibile la nascita di un’icona che sarebbe divenuta universale.

Perché è un acquisto consapevole

L’acquirente non entra in possesso soltanto di una cronaca dell’Esposizione, ma di un’enciclopedia figurata dell’America ottocentesca, completa delle 80 dispense e conservata nelle legature editoriali. Il valore risiede nell’unione di completezza, grande formato, oltre 700 xilografie, qualità dell’esemplare e pluralità degli ambiti di ricerca: industria, architettura, trasporti, costume e iconografia americana.

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