L’Età dell’Argento da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 4, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.
Questa raffinata incisione tratta dalle Metamorfosi di Ovidio raffigura il passaggio dall’Età dell’Oro all’Età dell’Argento, momento simbolico in cui l’umanità abbandona l’armonia primordiale per entrare nel tempo del lavoro, della proprietà e della fatica. In alto Giove domina la scena tra le nubi, mentre sulla terra uomini e animali inaugurano l’agricoltura e la divisione dei territori.
La composizione, attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, unisce paesaggio, allegoria e tensione morale in un linguaggio tipicamente manierista: i corpi possenti, le nuvole spiraliformi e il segno fitto e vibrante conferiscono alla scena una forte energia narrativa. Particolarmente suggestiva la presenza dei contadini intenti ad arare con i buoi, simbolo della nuova condizione umana segnata dal lavoro e dalla perdita dell’innocenza originaria.
Iscrizione:
“Sub Iove deterior postquam consurgere ætas,
Rura coarctauit limite quisq[ue] suo.
Etg̀ auro radiante orta est Argentea proles,
Saucìa tunc duro vomere luxit humus.”
Traduzione:
“Sotto Giove, quando sorse un’età peggiore,
ciascuno delimitò i campi entro i propri confini.
Dopo la splendente età dell’oro nacque la stirpe d’argento,
e la terra gemette ferita dal duro aratro.”
Incisione realizzata intorno al 1589 come parte di una celebre serie di 52 tavole dedicate alle Metamorfosi di Ovidio, successivamente ristampata nei primi decenni del Seicento; il presente esemplare appartiene a una serie nella quale alcune tavole recano impressa in lastra la data 1615.
Foglio: ca cm 29,5 × 26,5.
Impronta lastra: ca cm 17,8 × 25,4.
Carta vergata con filigrana coeva visibile, elemento che conferma l’originalità dell’esemplare.













