Nicolas de Neufville, marchese di Villeroy — Il maresciallo che accompagnò la giovinezza del Re Sole
Scuola francese, XVII secolo, con data «1659» presente sopra la didascalia. Ritratto di Nicolas de Neufville, marchese di Villeroy e d’Alincourt (1598–1685), maresciallo di Francia e governatore del giovane Luigi XIV. Incisione calcografica a bulino con coloritura coeva e dorature; impostazione riconducibile all’ambito dei ritratti diffusi da Balthasar Moncornet, senza sottoscrizione editoriale visibile nell’esemplare. Dimensioni: mm 166 × 116. Copia rifilata, completa della didascalia e anticamente applicata su foglio. Ottimo stato complessivo.
Identificazione del personaggio. Il nome lasciato incompleto nella descrizione iniziale può essere precisato grazie all’iscrizione: «Nicolas de Neufville Marquis de Villeroy et d’Alaincourt». Si tratta di Nicolas de Neufville, poi duca di Villeroy, appartenente a una delle famiglie maggiormente legate al servizio della monarchia francese. La sua identità e le date biografiche sono confermate anche dalla documentazione del Metropolitan Museum relativa a una medaglia che lo raffigura. Metropolitan Museum, Nicolas de Neufville.
Militare e uomo di corte, fu nominato maresciallo di Francia nel 1646 e, nello stesso anno, ricevette l’incarico di governatore di Luigi XIV. Questa funzione lo collocò nell’ambiente più vicino alla formazione del futuro sovrano, conferendo alla sua figura un interesse che attraversa tanto la storia militare quanto quella della corte.
Datazione e ambito incisorio. La data 1659, leggibile immediatamente sopra il nome, costituisce il riferimento cronologico da riportare nella scheda e permette di precisare l’indicazione generica di fine Seicento. La formulazione prudente è «XVII secolo, recante la data 1659», senza dedurne automaticamente una prima tiratura.
La cornice ovale vegetale, lo stemma nell’angolo superiore sinistro, la corona d’alloro sul lato opposto e la titolatura al piede presentano strette affinità con le serie di ritratti dell’ambito Moncornet. Nell’esemplare fotografato non si legge tuttavia una firma o un indirizzo editoriale: il riferimento va quindi mantenuto come indicazione d’ambito.
Descrizione del ritratto. Il personaggio è rappresentato a mezzo busto, con il corpo leggermente ruotato e lo sguardo rivolto all’osservatore. La capigliatura lunga e ricciuta, i baffi rialzati e la piccola barba conferiscono al volto un carattere riconoscibile, mentre il largo colletto di pizzo ne incornicia la parte inferiore.
L’armatura è descritta con notevole attenzione: le lame articolate delle spalle, i rivetti, i bordi del pettorale e le superfici curve sono resi attraverso un’alternanza di tratteggi e riserve chiare. Le profilature dorate accompagnano la struttura del metallo, accentuandone il prestigio cerimoniale. Una fascia chiara attraversa diagonalmente il busto e introduce una superficie morbida e luminosa fra le parti scure dell’armatura.
Alle spalle si apre un sontuoso tendaggio rosso cupo, arricchito da motivi dorati, frange e cordoni. La cortina sollevata sulla sinistra lascia vedere una scena militare in miniatura, che amplia il racconto del ritratto.
La scena militare e gli emblemi. Sullo sfondo si distinguono cavalieri, reparti schierati, picchieri e una linea di edifici all’orizzonte. Il dettaglio richiama l’esperienza di comando del maresciallo; in assenza di un’indicazione topografica o di un’iscrizione specifica, è preferibile leggerlo come una rappresentazione celebrativa delle sue attività militari.
Nell’angolo superiore sinistro compare lo stemma con uno scaglione accompagnato da tre croci, sormontato da corona e affiancato da elementi vegetali. Dietro lo scudo si riconoscono due bastoni disposti in diagonale, coerenti con la dignità di maresciallo. Sul lato opposto, la corona d’alloro annodata ribadisce il tema dell’onore e della gloria.
L’insieme costruisce un’immagine completa dell’autorità aristocratica: il volto identifica l’uomo, lo stemma la famiglia, l’armatura e la scena di fondo la funzione militare.
La didascalia e il rapporto con Luigi XIV. L’iscrizione enumera titoli e incarichi: marchese di Villeroy e d’Alincourt, cavaliere dell’ordine del re, consigliere nei suoi consigli, capitano di cento uomini d’ordinanza, governatore di Lione e dei territori del Lyonnais, Forez e Beaujolais, maresciallo di Francia.
Particolarmente significativa è la conclusione «gouverneur de la personne du Roy». La formula indica l’incarico relativo alla persona e all’educazione del giovane sovrano. Il maresciallo di Villeroy compare infatti fra i responsabili della formazione di Luigi XIV anche nell’État de la France del 1663, oggi consultabile attraverso il Centre de recherche du château de Versailles. La maison de Louis XIV, 1663.
Coloritura e dorature. La decorazione manuale distingue nettamente i diversi piani: verde e giallo nella cornice vegetale, rosso profondo nel tendaggio, toni azzurri e rossi nelle piccole figure della scena militare. Le dorature trovano la loro maggiore evidenza nei bordi dell’armatura e negli ornamenti della cortina.
Il colore lascia leggibili il lavoro del bulino e i particolari più minuti, dai riccioli ai pizzi, fino ai soldati sullo sfondo. Pur nel formato contenuto, l’esemplare possiede una ricchezza figurativa e decorativa considerevole.
Stato di conservazione. Ottima copia nel complesso, con ritratto nitido, coloritura vivace e didascalia conservata. L’incisione è rifilata e anticamente applicata su foglio. Sul supporto sono visibili leggere bruniture, più evidenti al piede, che non compromettono la lettura dell’immagine.
Perché è interessante oggi. Riunisce storia militare, araldica e memoria della formazione di Luigi XIV. La scena di fondo e l’ampia titolatura offrono diversi livelli di lettura, rendendo il foglio significativo anche oltre il collezionismo dei ritratti.
Perché è un acquisto consapevole. L’identificazione certa del personaggio, la data presente, la completezza della didascalia e la decorazione con dorature sono elementi concreti di interesse. La valutazione può fondarsi su queste qualità senza dipendere da un’attribuzione definitiva dell’incisore.










