Codice di Procedura Penale per gli Stati di S. M. il Re di Sardegna
Torino, Stamperia Reale, 1859
Descrizione fisica:
Volume in-8° (cm 15 × 22); pagine: (6), 264, seguite da una ricca sezione di inserti legislativi successivi numerati in modo disomogeneo: (431-434), (7-10), (1801-1846), (2), (13-77), (1). Legatura coeva in mezza pelle marrone con piatti in carta marmorizzata, titolo e fregi dorati al dorso, quattro nervi filettati.
Contenuto:
Il volume si apre con il testo integrale del Codice di Procedura Penale promulgato nel 1859 per gli Stati Sabaudi, articolato in 464 articoli, suddivisi in libri e titoli, con trattazione sistematica dei procedimenti giudiziari penali.
Seguono numerosi decreti esecutivi, leggi collegate, regolamenti e formulari:
- Legge di Pubblica Sicurezza del 13 novembre 1859, n. 3720, e relativo regolamento approvato l’8 gennaio 1860 (n. 3957).
- Legge 23 giugno 1854 n. 1730 sulla competenza dei tribunali per i minori di 14 anni (art. 1).
- Formulari a stampa per i sindaci e le autorità locali (es. concessione di licenze pubbliche, vedasi carta numerata 35).
- Ristampe integrali di decreti di Vittorio Emanuele II in materia di ordinamento giudiziario, sicurezza pubblica e amministrazione comunale.
Elementi iconografici e araldici:
Ogni sezione è introdotta da un grande stemma sabaudo, con corona reale e bandiere incrociate. Il frontespizio reca anche lo stemma ufficiale del Regno di Sardegna.
Stato di conservazione:
Esemplare in buono stato. La legatura risulta solida, con piccole usure ai margini e leggere tracce d’uso. Interno fresco, salvo bruniture marginali e una macchia localizzata a p. 1. Carta integra e buona leggibilità complessiva. Un inserto a stampa (modulo per esercizi pubblici) presenta tratteggi di campo vuoto, probabilmente destinato alla compilazione municipale.
Contesto storico e giuridico:
Il Codice fu promulgato durante gli anni cruciali dell’unificazione italiana, pochi mesi prima dell’annessione della Lombardia e dell’avvio della seconda guerra d’indipendenza. Esso rappresenta un tassello fondamentale nel processo di modernizzazione del sistema giudiziario sabaudo, con l’intento di uniformare e regolare la procedura penale nei territori sotto la sovranità di Vittorio Emanuele II.
Con l’unità nazionale (1861), il codice di procedura penale sabaudo sarà esteso progressivamente a tutta la nuova Italia, divenendo uno dei pilastri giuridici pre-unitari confluiti nel sistema normativo nazionale.
















