Prometeo anima l’uomo con il fuoco celeste da Metamorfosi di Ovidio, Tavola 2, Anno 1615
Attribuita alla cerchia di Hendrick Goltzius, fine XVI – inizi XVII secolo.
Questa affascinante incisione appartiene alla celebre serie di 52 tavole dedicate alle Metamorfosi di Ovidio, attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius e derivata da invenzioni manieriste della fine del XVI secolo. La scena raffigura il momento primordiale della creazione dell’uomo: il Titano Prometeo, barbuto e avvolto in un ampio mantello, accosta una fiaccola infuocata al petto della figura umana appena plasmata, trasmettendole il fuoco divino e dunque la vita stessa.
L’episodio deriva dalla tradizione mitologica secondo cui Prometeo avrebbe modellato l’uomo dall’argilla e rubato il fuoco agli dèi per donarlo all’umanità. Attorno alla scena si sviluppa un paesaggio simbolico popolato da animali, allusioni cosmiche e figure divine tra le nuvole. In alto compare il carro del Sole che attraversa il cielo, mentre la natura ancora incontaminata suggerisce l’alba dell’umanità e dell’ordine terrestre.
L’incisione si distingue per l’altissima qualità del tratteggio, tipico della scuola di Goltzius: le nuvole costruite a linee concentriche, le anatomie monumentali e il forte dinamismo chiaroscurale rivelano pienamente la cultura manierista nordica di fine Cinquecento. Di particolare fascino risultano anche i dettagli naturalistici disseminati nella composizione — leoni, cani, cervi e piccoli animali — che trasformano la scena mitologica in una grande allegoria della creazione universale.
Iscrizione:
“Alititans postquam certos servavit in orbes
Omnia, limitibus compescens Nerea certis.
Aura capit volucres, pisces versantur in undis,
Datque homini e coelo flammas animatque Prometheus.”
Traduzione:
“Dopo aver disposto ogni cosa nei suoi giusti cerchi,
contenendo anche Nereo entro confini stabiliti,
l’aria accolse gli uccelli, i pesci popolarono le acque,
e Prometeo donò all’uomo il fuoco del cielo, animandolo.”
Incisione attribuita alla bottega di Hendrick Goltzius oppure a un incisore anonimo attivo su suo disegno, realizzata intorno al 1589 come parte della celebre serie ovidiana e ristampata nei decenni successivi. Il presente esemplare appartiene a una tiratura nella quale alcune tavole recano impressa in lastra la data 1615.
Foglio di dimensioni ca. cm 29,5 × 26,5; impronta della lastra ca. cm 17,8 × 25,4. Esemplare impresso su carta vergata con filigrana coeva, elemento che conferma l’originalità dell’antica tiratura. Conservazione molto buona, con ampi margini e nitidezza d’impressione ancora eccellente.
Tavola di grande forza simbolica e filosofica, tra le più suggestive dell’intera serie, capace di unire mitologia classica, allegoria della conoscenza e virtuosismo incisorio tardo-manierista.












