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Cardinale del Perugino – Galleria delle Belle Arti, Firenze – Acquarello originale 1843

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Raffinato acquarello originale del 1843 tratto dalla Pala di Vallombrosa del Perugino, conservata alla Galleria dell’Accademia di Firenze. La figura del “Cardinale” riprende San Bernardo degli Uberti, qui trascritto con elegante sensibilità ottocentesca. Provenienza da album attribuito al possesso di The Hon. George Cadogan, aristocratico, ammiraglio e antiquario inglese.

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Cardinale del Perugino – Galleria delle Belle Arti, Firenze

Acquarello originale da Perugino, 1843

Foglio proveniente da album ottocentesco di raccolta, oggi sciolto a causa dell’impossibilità di recuperare integralmente la legatura originaria. L’opera originale d’epoca si presenta montata sotto passe-partout, con dimensioni esterne di circa cm 30 x 40 e finestra di cm 22,5 x 32,5. Al retro è applicato un acquarello originale datato 1843, raffigurante una figura ecclesiastica in abito rosso cardinalizio, con libro nella mano sinistra, posta davanti a un paesaggio collinare di chiara derivazione umbra e peruginesca.

La nota manoscritta al margine inferiore recita: “Cardinale del Perugino. Galleria delle Belle Arti. Florence”. La dicitura permette di identificare con precisione il modello: la figura deriva dalla Pala di Vallombrosa di Pietro Vannucci detto il Perugino, grande dipinto a olio su tavola datato 1500, oggi conservato alla Galleria dell’Accademia di Firenze. Il dipinto originale misura cm 415 x 246 nel pannello centrale ed è catalogato come opera di Perugino, con soggetto dell’Assunzione della Madonna e santi, tra cui san Bernardo degli Uberti, san Giovanni Gualberto, san Benedetto e san Michele arcangelo. (catalogo.beniculturali.it)

La figura copiata nell’acquarello corrisponde al personaggio posto in basso a sinistra nella pala, tradizionalmente identificato con San Bernardo degli Uberti, cardinale e vescovo vallombrosano. L’autore ottocentesco, tuttavia, lo definisce semplicemente “Cardinale”, scelta interessante perché rivela uno sguardo da copista, viaggiatore e conoscitore più attento al costume, alla figura e alla qualità pittorica che alla precisa identificazione agiografica.

L’acquarello appare eseguito con mano raffinata: il rosso del manto è modulato con velature dense e ombreggiature morbide; il volto conserva una delicatezza quasi miniaturistica; il paesaggio sul fondo riprende il tono sfumato e sereno della pittura peruginesca. Non si tratta quindi di una copia meccanica, ma di una trascrizione pittorica ottocentesca, probabilmente realizzata dal vero durante una visita fiorentina, come conferma la data 1843 visibile accanto alla firma, ancora da identificare con certezza.

Particolarmente rilevante è la provenienza dall’album indicato sul primo foglio bianco come appartenente a The Hon. George Cadogan, verosimilmente George Cadogan, 3rd Earl Cadogan. Nato a Londra nel 1783, Cadogan fu ufficiale della Royal Navy, protagonista delle guerre napoleoniche, aiutante di campo di Guglielmo IV e della regina Vittoria, viceammiraglio nel 1851 e membro della Society of Antiquaries of London dal 1852. (en.wikipedia.org) Tale collegamento antiquario e collezionistico conferisce all’album un interesse ulteriore: non solo una raccolta di vedute e copie d’arte, ma un possibile documento del gusto aristocratico britannico per l’Italia, Firenze, il Rinascimento e le raccolte artistiche visitate durante il Grand Tour tardo.

La tecnica è coerente con la produzione di album da viaggio e studio del primo Ottocento: acquarello su carta, con attenzione alla resa cromatica, alla descrizione del costume e alla citazione museale. La presenza di titolo, luogo, firma e data aumenta il valore documentario del foglio, trasformandolo in una piccola testimonianza del rapporto tra collezionismo inglese, musei fiorentini e fortuna ottocentesca del Perugino.

Lo stato di conservazione, sulla base delle immagini, appare ottimo: carta fresca, colori ancora vivi, assenza di lacerazioni evidenti, montaggio elegante e buona leggibilità sia della figura sia della nota manoscritta. L’opera conserva inoltre un fascino particolare proprio perché nasce come parte di un album organico, oggi disperso in fogli sciolti: ogni tavola resta una traccia autonoma di quel viaggio visivo attraverso l’Italia artistica del XIX secolo.

Perché è interessante oggi

In un mercato antiquario sempre più orientato verso opere con una storia riconoscibile e verificabile, questo acquarello possiede caratteristiche difficili da riunire in un unico oggetto: una data certa, un riferimento museale preciso, una provenienza aristocratica inglese e un forte legame con la cultura del Grand Tour. Non si tratta semplicemente di una copia decorativa, ma di una testimonianza diretta del modo in cui l’arte rinascimentale italiana veniva studiata, ammirata e reinterpretata nell’Ottocento europeo.

Particolarmente affascinante è anche il rapporto tra il piccolo formato dell’acquarello e la monumentalità dell’opera originale del Perugino: l’autore riesce infatti a isolare il personaggio trasformandolo quasi in un ritratto autonomo, conferendogli una presenza elegante e contemplativa. Questa capacità di “estrarre” una figura da un grande complesso sacro riflette perfettamente il gusto romantico ottocentesco per il dettaglio poetico e per il frammento artistico.

L’opera risulta inoltre molto attuale per collezionisti interessati non solo alla pittura, ma anche alla storia del collezionismo britannico in Italia, ai viaggi culturali del XIX secolo e ai rapporti tra aristocrazia inglese e patrimonio artistico fiorentino.

Perché è un acquisto consapevole

Questo acquarello rappresenta un acquisto consapevole perché unisce qualità estetica, leggibilità storica e sicurezza collezionistica. La presenza della nota identificativa, della data 1843, del riferimento alla Galleria delle Belle Arti di Firenze e del collegamento documentabile con l’album appartenuto a George Cadogan riduce fortemente quell’incertezza che spesso accompagna le opere decorative ottocentesche prive di contesto.

A differenza di molti acquarelli anonimi presenti sul mercato, qui esiste una narrazione coerente e verificabile: il viaggio in Italia, la copia dal Perugino, il gusto antiquario inglese, l’ambiente collezionistico legato alla Society of Antiquaries of London. Tutti elementi che aumentano non soltanto il fascino dell’opera, ma anche la sua solidità culturale e commerciale nel tempo.

È inoltre un lavoro che può ancora offrire margini di studio e approfondimento: la firma non completamente identificata, la ricostruzione dell’album originario e l’eventuale censimento delle altre tavole costituiscono aspetti che possono trasformare il possesso dell’opera in una vera esperienza di ricerca collezionistica.

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